Lamezia, “Riappropriamoci della capacità di amare”: dalla Fidapa un messaggio che parte dagli studenti
14 febbraio 2026 13:09
Si è svolto a Lamezia Terme, presso il Chiostro Caffè Letterario, l’incontro “Amor che move il sole e l’altre stelle” organizzato dalla Fidapa Lamezia Terme. Ad introdurre i lavori Teresa Notte, presidente Fidapa Lamezia Terme. “Non è possibile – ha detto la dott.ssa Teresa Notte - racchiudere la parola amore in una definizione. Amare è un percorso che dobbiamo fare tutti insieme. È un percorso corale, fatto di attenzione e presenza, partendo dall’amore per se stessi”.

“Dall’Eros fino all’Agape”, percorso dialogico con il contributo di alcuni allievi, è stato al centro dell’intervento di Elisabetta Minervini, docente di Filosofia e Storia del Polo Liceale Campanella Fiorentino. Un viaggio sui sentimenti dell’amore, sapientemente tratteggiato dalla docente, che ha registrato gli interventi appassionati degli studenti: Matteo Tai Sesto, Annarita Torchia, Francesco Serratore, Alberto Sabatino e Cristina Posa. “Il primo che ci parla d’amore – ha esordito la professoressa Minervini – è Empedocle di Agrigento. Empedocle ci dice che amore e odio sono due forze dinamiche che formano insieme una sorta di “Sfero”. L’amore è quell’energia che, secondo Empedocle, associa le quattro radici, ovvero i quattro elementi che sono alla base di tutto ciò che esiste: aria, acqua, terra e fuoco. L’amore è in grado di rendere coese queste quattro radici. E, quindi, l’amore unisce le diversità, tiene saldo tutto ciò che esiste. L’odio, invece, tende a separare perché va ad assemblare tutto ciò che è simile. Ad esempio marginalizzando chi è diverso da noi”. Un percorso sui sentimenti che è proseguito nel corso dell’incontro per capire “chi ha parlato di amore e come si è parlato di amore”.
Da Socrate a Tito Lucrezio Caro, Platone, Sant’Agostino, Dante Alighieri, Cartesio, Baruch Spinoza, John Stuart Mill, sono stati diversi gli spunti di riflessione, che hanno proiettato l’attenzione sulla stretta attualità. “Stiamo parlando di amore – ha detto Elisabetta Minervini - in un’epoca appiattita. Oggi non c’è tanto amore in giro. L’amore come l’amicizia si riducono a belle parole. Se ci guardiamo intorno vediamo sangue. L’amore sembrerebbe una ricerca scomoda”. Da qui le riflessioni finali: “Come arginare questa deriva? Davvero il migliore dei mondi possibili è quello privo di ogni sentimento? Davvero la cultura dell’amore deve essere vista come un peso che grava economicamente perché non produce nell’immediato qualcosa di quantificabile? L’amore – ha spiegato la docente - richiede allenamento, va implementato, non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si impara. Dobbiamo diventare capaci di amare, fare diventare l’amore “arte” come dice Erich Fromm. L’amore è un modo di esistere e stare al mondo in tutte le sue forme. È una forma di presenza, ma anche attenzione che agisce nel presente come ci dice Sant’Agostino. Dobbiamo riappropriarci della capacità di amare”.
Sono seguite la lettura di poesie di Angela De Sensi e Ines Pugliese, dedicate al tema dell’amore, da parte di Giancarlo Davoli. Ha concluso il dibattito la presidente Fidapa Lamezia Teresa Notte, che rivolgendosi agli studenti presenti, ha detto: “Vi auguro di rimanere sempre amanti della cultura e affamati di conoscenza. Vi auguro che la curiosità illumini sempre ogni vostra strada e il desiderio di conoscere renda la vostra vita un viaggio bellissimo e senza fine”. Un momento conviviale ha posto fine alla serata con brindisi augurale all’amore con bollicine e delizie.
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