Lamezia, successo per il secondo congresso GICAM di cardiologia: focus su cronicità e nuove reti assistenziali

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  23 marzo 2026 14:48

Si è conclusa a Lamezia Terme la seconda edizione del congresso GICAM dedicato a "Cardiologia e Territorio", un appuntamento che ha consolidato il proprio ruolo di riferimento scientifico nell'area dei due mari. L’evento ha tracciato un bilancio ampiamente positivo, non solo per l’elevata partecipazione di specialisti e medici di medicina generale, ma soprattutto per la qualità del dibattito orientato alla costruzione di una rete assistenziale moderna e integrata.

Il successo di questa edizione risiede nella capacità degli organizzatori, i dottori Giuseppe Carullo ed Eliezer Joseph Tassone, di aver messo a fuoco le criticità del sistema sanitario attuale, proponendo soluzioni concrete basate sulla capillarità delle cure. Come sottolineato dal dottor Tassone, l’evento è stato concepito proprio per valorizzare la territorialità, partendo dal presupposto che l’ospedale non può farsi carico da solo della crescente mole di pazienti cronici. Secondo il cardiologo clinico, è fondamentale stabilire una rete solida tra i colleghi dei reparti, degli ambulatori e i medici di medicina generale per gestire patologie come lo scompenso cardiaco, la fibrillazione atriale e l’obesità, che altrimenti rischierebbero di far lievitare costi sanitari e carico di morbidità.

Il rigore scientifico del congresso è stato garantito dalla presenza di ospiti di rilievo internazionale, tra cui il professor Rosano, la cui relazione sullo scompenso cardiaco ha rappresentato uno dei momenti più alti delle sessioni mattutine. Il dottor Giuseppe Carullo, cardiologo elettrofisiologo, ha evidenziato come il programma sia riuscito a spaziare dalla clinica alla pratica tecnologica, includendo corsi BLSD e sessioni dedicate all'impianto di loop recorder. Proprio sul fronte dell'innovazione, Carullo ha ricordato come lo sviluppo tecnologico debba procedere di pari passo con quello medico, citando l'esempio dell'intelligenza artificiale, ormai fondamentale nel controllo remoto dei dispositivi per migliorare la discriminazione dei ritmi cardiaci.

Un contributo significativo alla discussione è giunto dal professor Francesco Perticone, emerito di medicina interna presso l’UMG di Catanzaro, il quale ha lodato l’impegno degli organizzatori nel promuovere la prevenzione e la diffusione degli standard di cura raccomandati dalla Società Europea di Cardiologia. Perticone ha sottolineato l'importanza di condividere i trattamenti più attuali che, se applicati correttamente, sono in grado di ridurre la mortalità e migliorare sensibilmente la qualità della vita dei pazienti.

Oltre agli aspetti puramente medici, il congresso ha affrontato il tema del dialogo tra le diverse figure professionali. Secondo il professor Perticone, l’idea di una comunicazione difficoltosa tra cardiologi ospedalieri e medici di medicina generale è ormai uno stereotipo superato: oggi esiste un travaso di conoscenze fluido e una maggiore interazione, dettata dalla consapevolezza che solo dalla sinergia tra ospedale e territorio può scaturire un risultato reale nell'interesse del paziente.

In un contesto in cui le malattie cardiovascolari mantengono tassi di mortalità elevati nonostante i progressi farmacologici, la vera sfida resta quella di attuare una prevenzione concreta prima che il danno cardiaco diventi manifesto.


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