Lamezia Terme, l'ex sindaco Mascaro chiede al Governo di tornare al voto con urgenza

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Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme
  31 maggio 2021 15:45

Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme attualmente sospeso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato con cui è stato stabilito che nella città della Piana si rivoterà solo in quattro sezioni, ha fatto richiesta alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed ai Ministeri interessati di "rinnovazione con assoluta urgenza delle operazioni per l'elezione diretta del sindaco e consiglio comunale in quattro sezioni". Nell'articolata richiesta, Mascaro, chiede "di proporre emanazione di immediata decretazione d'urgenza volta ad impedire la ulteriore compressione dei diritti di elettorato attivo e passivo costituzionalmente tutelati […] che inerisce unicamente la città di Lamezia Terme".

Questo, ricorda, alla luce del fatto che "la medesima sentenza dichiarava improcedibile l'appello incidentale proposto dal sottoscritto unicamente per 'sopravvenuta carenza di interesse', specificando in particolare che '…poiché la differenza tra il candidato proclamato Sindaco Mascaro ed il secondo Ruggero Pegna è di ben 5.260 voti e poiché il totale dei voti espressi nelle 4 sezioni in esame è di 1.267, anche a voler attribuire l'intera dotazione di voti al secondo candidato e zero a Mascaro il divario rimarrebbe in ogni caso rilevante' e che 'anche considerando solo le 74 sezioni in cui le operazioni di voto sono risultate regolari Mascaro rimane candidato Sindaco eletto sicché nessuna ulteriore utilità può derivare dall'eventuale convalida delle operazioni nelle rimanenti 4 sezioni, come richiesto nell'appello incidentale'".

Questo, anche in considerazione del fatto che "detta compressione del diritto ad espletare il mandato elettivo, avente natura eccezionale, deve essere ridotta al massimo in quanto un termine superiore a due mesi, sempre secondo la riportata pronuncia del Consiglio di Stato, 'precluderebbe ingiustificatamente per troppo tempo al Consiglio Comunale, in buona parte già eletto, l'esercizio delle proprie funzioni'".

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