Lamezia Terme. Omicidio avvocato Pagliuso: due ergastoli

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  18 giugno 2021 14:55

Ergastolo: una pena superiore rispetto ai 30 anni richiesti dal pubblico ministero. Fine pena mai per Luciano e Pino Scalise, accusati di associazione mafiosa e di essere stati i mandanti dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso, ucciso a Lamezia il 9 agosto del 2016.

A stabilirlo il gup di Catanzaro Pietrò Carè che ha emesso questa mattina la sentenza nell’ambito del procedimento, con rito abbreviato, denominato “Reventinum”. 

Secondo l’accusa il “delitto commissionato – secondo l’accusa – perché l’avvocato Pagliuso era dagli Scalise ritenuto responsabile di aver agevolato e favorito il capo della cosca rivale Domenico Mezzatesta, sia nel processo che vedeva quest’ultimo, insieme al figlio Giovanni (classe 74, ndr) responsabile del duplice omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo”. 

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LA SENTENZA: Andrea Scalzo, 8 anni e 2 mesi; Angelo Rotella, 8 anni e 4 mesi; Vincenzo Mario Domanico 6 anni e 8 mesi di reclusione.
Assoluzione: Cleo Bonacci, Eugenio Tomaino, Domenico Mezzatesta, Giovanni Mezzatesta e Antonio Pulitano.

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La difesa degli Scalise, rappresentata dall’avvocato Pietro Chiodo, ha commentato la sentenza: ci sarà l’appello, perché, a suo dire, non sarebbe stato preso in considerazione un elemento essenziale dell’arringa: Pagliuso, prima di essere ucciso, avrebbe detto di aver paura di un‘altra persona che già in precedenza lo avrebbe picchiato.

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Gli avvocati della parte civile: Pino Zofrea, Aldo Ferraro, Enzo Galeota, Bonaventura Candido, Nunzio Raimondi e Salvatore Staiano, Carlo Carere, Caterina Restuccia, Pietro Agapito, Gianfranco Agapito.

Gli avvocati della difesa: Antonio Larussa, Pietro Chiodo, Stefano Nimpo, Lucio Canzoniere, Ortenzio Mendicino, Antonio Gigliotti.

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