Larussa (Anaao) su indennità Covid medici 118: "Errore organizzazioni del comparto, le risorse vanno reperite diversamente"

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  02 novembre 2022 21:16

“E’ apprezzabile il realismo con cui il presidente e commissario Occhiuto individua dei percorsi delineati dal dipartimento Tutela della Salute per il reintegro in sicurezza dei colleghi no vax sospesi. È bene chiarire comunque che se in tutta Italia, come dimostrano le cifre fornite dal presidente della Fnomceo Anelli, i medici con meno di 68 anni dipendenti del SSN sono 400 e non 4 mila (come entusiasticamente dichiarato dal ministro Schillaci) è probabile che in Calabria sia in tutto meno di una trentina. Difficile quindi che si possa ridurre la penuria di medici con 30 colleghi, che comunque difficilmente saranno reintegrati in reparti di emergenza e prima linea, a cominciare dal pronto soccorso, proprio per le ragioni di sicurezza nei confronti dei pazienti fragili, giustamente invocate dal presidente Occhiuto”. Così Filippo Larussa, componente dell’esecutivo nazionale dell’Anaao Assomed.

“Si coglie l’occasione – aggiunge Larussa - per sensibilizzare il presidente su un problema che sta emergendo in queste ore. Se è vero che, contrariamente a quanto stabilito da un accordo non a caso non firmato da nessuna organizzazione sindacale della dirigenza ma solo da quelle del comparto, i colleghi del 118, eroi come e più dei dipendenti ospedalieri ma col solo torto di essere convenzionati, non possono ricevere le indennità Covid per il semplice fatto che l’emolumento non era previsto per il personale convenzionato ma solo per quello dipendente, così come previsto dal Dl 17 marzo 2020 e quindi dal legislatore nazionale. La soluzione – propone l’Anaao Assomed -  va trovata evidentemente nelle pieghe delle economie di spesa del bilancio regionale, magari come è stata trovata per le risorse sugli oneri riflessi di pertinenza del datore di lavoro. I colleghi hanno diritto ad avere la retribuzione riservata a tutti gli altri eroi ma rispettando una norma nazionale, magari scritta male ma che come tutte le leggi non può essere ignorata. Dovrebbe chiedere scusa tutti coloro che hanno illuso i colleghi convenzionati. Coloro che il 6 luglio 2020 firmarono un accordo “non conforme” alle vigenti disposizioni di legge. È per colpa di questo errore, di cui come organizzazione sindacale della dirigenza ci eravamo accorti subito, che i colleghi oggi non ricevono alcuna remunerazione. Le risorse dovevano e devono essere reperite diversamente”.

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