
di MARIO NICOTERA
Quante meraviglie si leggono sui giornali, ma alcune omissioni lasciano perplessi. Per esempio, l’ascensore di Bellavista, anche quando sarebbe servito per raggiungere le Feste in piazza, è risultato inutilizzabile, così come decine di altre volte. Intanto, nell’impossibilità di utilizzare il parcheggio sottostante, i residenti del Quartiere Piazza Roma vengono vessati dalla disperata ricerca di un posto - ancorché muniti di pass- perennemente occupato da decine di finanzieri cui non basta il grande piazzale a loro riservato nella contigua Piazza Marconi; nonché dall’elevazione di numerose multe di cui i vigili non risparmiano i residenti - l’ultima è arrivata proprio stamattina!- con vivo disappunto del sottoscritto.
E’ proprio una disfunzione di servizio erogato ai cittadini da parte di cui tutti i responsabili, sindaco, amministratori e vigili compresi! Che vadano a...quel paese tutti quanti e si vergognino per aver penalizzato la città con scelte a dir poco scellerate: l’ascensore, ma anche il parcheggio sotto il Politeama e l’abbattimento del vecchio cinema, del mercato coperto, della strettoia e e della distruzione del Centro storico, a partire dal Vecchio Teatro Comunale e dell’intera storia della città .Vergogna, Vergogna, Vergogna!
Ieri e oggi multe “a tappeto” a Piazza Roma e nell’ultimo tratto di Corso Mazzini. Che efficienza!!! Non è così per l’ascensore di Bellavista che porterebbe i malcapitati residenti, e non, a fruire dell’ampio parcheggio sottostante, eternamente raggiungibile “solo” al prezzo di farsi la scalata di oltre venti gradini (esiziale per i malati di cuore o per i super ottantenni come me.)
P.S. continuerò a raccontarlo finché avrò vita e, almeno, finché qualcuno dei responsabili comunali non farà ammenda della scellerata scelta di dotare Catanzaro di marchingegni inutili e costosi come il Parcheggio del Politeama e l’ascensore di Bellavista. E per semplice pietà non faccio accenno alla “pregevole opera del Nuovo teatro e di Piazza Matteotti, più idonei ad adornare le lande desolate dei Paesi Arabi, i quali, siccome si son fatti furbi e hanno raffinato il loro gusto, non accettano più di farsi infinocchiare con prodotti architettonici ed urbanistici di discutibile bellezza.
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