L'Asp di Reggio Calabria dichiara il dissesto. Pignoramenti per 400 milioni di euro

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Asp di Reggio Calabria in dissesto finanziario. La commissione prefettizia applica il Decreto Calabria attivando la gestione straordinaria. Pignoramenti da 400 milioni e contenzioso da 250 milioni

  06 giugno 2019 23:18

di GABRIELE RUBINO

Bilanci non approvati dal 2013, massa debitoria non calcolabile, sciolta per infiltrazioni mafiose da circa tre mesi e ora anche in default finanziario. Mancava soltanto questo all’Asp di Reggio Calabria, l’ente del servizio sanitario più disastrato d’Italia. La commissione prefettizia ha dichiarato oggi lo stato di dissesto. La triade, composta da Maria Caterina Ippolito, Giovanni Meloni e Domenico Giordano ha deciso di non aspettare la conversione in legge del Decreto Calabria, al momento in discussione al Senato, applicando due articoli del provvedimento del governo giallo-verde fortemente voluto dal ministro Giulia Grillo. Del resto l’articolo 5, che prevede l’attivazione della gestione straordinaria separando l’esercizio corrente dalla massa di debiti pregressi, e l’articolo 10, che consentiva all’estensibilità di questa disciplina eccezionale anche agli enti sciolti per mafia come l’Asp di Reggio, sembravano cuciti su misura (leggi qui) sull’azienda sanitaria con sede in via Diana.

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400 MILIONI DI PIGNORAMENTI Se la situazione era sconfortante già alla lettura della relazione della commissione di accesso che poi aveva portato allo scioglimento dell’ente, devastanti sono le motivazioni a supporto della delibera della commissione prefettizia con cui oggi è stato dichiarato il dissesto. I pignoramenti presso l’istituto del Tesoriere sarebbero pari a 400 milioni di euro. Un’idrovora di risorse, quella dei debiti passati non regolarizzati, che anno dopo anno ha drenato liquidità e stanziamenti necessari invece a garantire i servizi socio-sanitari dell’azienda sanitaria reggina. A 250 milioni di euro ammonterebbe (il condizionale sui numeri è sempre d’obbligo parlando dell’Asp di Reggio) il valore del contenzioso stimato dall’ufficio legale.

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UN NUOVO COMMISSARIO IN ARRIVO La triade continuerà ad occuparsi della gestione ordinaria. L’istituto previsto dal Decreto Calabria attivato in queste ore prevede che si tiri una linea dietro la quale provare a mettere insieme tutti i debiti maturati al 31 dicembre 2018. La gestione della massa debitoria sarà affidata ad un commissario liquidatore. Un altro commissario è in arrivo quindi in Calabria, insieme a quelli che andranno a dirigere tutte le altre Asp e aziende ospedaliere regionali “normali”. Il default è forse l’ultima carta che il potere pubblico può giocarsi per raddrizzare la situazione dell’ente amministrativo più devastato del paese.

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