Lavoro. Filippo Veltri: “I sindacati tornano in Calabria” 

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Filippo Veltri
  03 luglio 2021 07:48

DI FILIPPO VELTRI

Dopo le manifestazioni unitarie di sabato scorso a Bari, Torino e Firenze, il 26 luglio in Calabria, nella Locride, torneranno a distanza di due anni dalla manifestazione nazionale di Reggio Calabria i Segretari generali di Cgil Cisl Uil. Un segnale di forte attenzione del sindacato confederale nazionale verso la Calabria.

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Con Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri (questi ultimi due non a caso calabresi e per giunta jonici!), si provera' a mettere nuovamente al centro dell’attenzione nazionale i problemi della nostra regione, del lavoro, della salute, della legalità, del territorio.

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Nel frattempo, si continuera' nei prossimi giorni a seguire le diverse vertenze nei territori e a sostenere le diverse manifestazioni regionali. Mercoledì 30 giugno sotto la cittadella regionale c'e' stata l’iniziativa delle categorie del lavoro pubblico sulla sanità, nel frattempo si spera in una iniziativa della deputazione parlamentare calabrese per approvare un emendamento al decreto sostegni che proroghi il blocco dei licenziamenti e proroghi i contratti a tempo determinato di tutto il personale sanitario, compreso quello impegnato nei servizi, in somministrazione, in appalto, e nelle diverse tipologie contrattuali che scadono a fine mese. Il 30 giugno, ancora, c'e' stato lo sciopero dei lavoratori del comparto elettrico.

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  La Calabria si cura, insomma, con il lavoro e con l’impegno collettivo.

  Le piazze di Torino, Firenze, Bari sono state gia' importanti e straordinarie se pensiamo ai 16 mesi di pandemia che abbiamo alle spalle. Obiettivo di Cgil Cisl e Uil è cambiare l’approccio sul lavoro del Governo. E questo cambiamento ha una serie di fronti che verranno definiti nei prossimi giorni.

Il primo riguarda il blocco dei licenziamenti e la richiesta di proroga per tutti i settori. I tempi sono strettissimi: il 1 luglio se non verrà definito un provvedimento ad hoc, il rischio di migliaia e migliaia di licenziamenti è concreto. Non credo - dice il segretario nazionale Cgil Gianna Fracassi - che il paese dopo mesi difficilissimi e con una crisi non ancora superata si possa permettere un dramma sociale di queste dimensioni. Soprattutto perché ciò avviene senza aver definito contemporaneamente un sistema di protezione e di tutele universali che possa garantire che nessuno rimanga indietro. Questa necessità non può essere solo dei sindacati: credo che a partire dal sistema delle imprese, della politica e ovviamente dello stesso governo sia interesse che – alla vigilia di una fase straordinaria degli investimenti – la coesione sociale del paese divenga la strada da percorrere. Non prorogare o selezionare i settori non va in questa direzione. Anzi rischia di aprire ulteriori fratture sociali.

  Il secondo fronte – anche in questo caso i tempi sono strettissimi- riguarda proprio gli investimenti e le scelte contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e le tante riforme che sono condizione affinché il nostro paese possa ottenere le stesse risorse di Next Generation Eu. E’ chiaro che la grande maggioranza di questi interventi riguarderà in modo diretto o indiretto il lavoro. Ne abbiamo avuto una anticipazione nel decreto semplificazioni che aveva inserito scelte inaccettabili sul versante degli appalti pubblici.Solo le iniziative di mobilitazione hanno consentito che si evitasse il ritorno del massimo ribasso e soprattutto ha determinato un cambiamento positivo ripristinando alcuni principi fondamentali per tutelare il lavoro nei sub appalti.

 

  Il terzo fronte è la riforma fiscale. E’ terreno centrale per garantire più progressività e redistribuzione sul solco di quell’intervento negoziato due anni fa con il Governo e che ha introdotto una nuova detrazione fiscale per i lavoratori dipendenti. Ci vuole unitariamente una riforma complessiva che riguardi ovviamente l’Irpef – lavoratori e pensionati contribuiscono per il 90% – ma che ricostruisca un quadro generale di equità e di progressività e soprattutto metta in campo una lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Anche in questo caso i tempi sono rapidi entro il mese di luglio dovrà vedere la luce la legge delega.

 

  Oltre a ciò, i prossimi mesi saranno centrali per una serie di partite: dalla riforma delle pensioni alla luce della fine di quota 100, al rafforzamento delle infrastrutture necessarie per sostenere la condizione materiale delle persone a partire alla sanità, dalla non autosufficienza dall’istruzione e dal sistema pubblico in generale.

 

Le piazze di sabato scorso chiedono, dunque, un cambio di agenda: il lavoro deve diventare il perno delle scelte. Questo significa finalizzare tutti i provvedimenti di investimento alla creazione di lavoro con condizionalità specifiche in particolare per giovani e donne e dall’altro lato qualificare il lavoro, nel contrasto alla precarietà nella garanzia della sicurezza nei luoghi di lavoro.La pandemia è una grande lezione che impone radicalità nelle scelte e nella direzione da prendere e impone di “usare” questa fase straordinaria per dare risposte alle disuguaglianze sociali e territoriali, per cambiare la prospettiva economica del paese, con uno Stato che tutela, protegge e interviene da protagonista per cambiare il paradigma dello sviluppo. E’ il lavoro e la giustizia sociale che devono prevalere e guidare le scelte in una della fasi più difficili che il nostra paese si sia mai trovato ad affrontare. La Calabria sara'il nuovo banco di prova del sindacato.

 

 

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