Lavoro. I sindacati: "A rischio 50% del personale di "Komunica"

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  16 giugno 2021 18:19

"Il 14 giugno si è tenuto un incontro tra le organizzazioni sindacali e l'azienda Komunika srl, che lo scorso gennaio 2021 ha rilevato un ramo d'azienda dell'Abramo Printing &Logistics. Nel corso dell'incontro, richiesto dalle organizzazioni sindacali, l'amministratore unico di Komunika, Andrea Abramo, ha dichiarato che allo stato attuale permane un esubero di circa il 50% del personale, finora gestito con lo strumento della Cassa Covid, manifestando altresì i dubbi di poter accedere ai nuovi strumenti di sostegno alle imprese previste dal decreto sostegni bis, in quanto vanno verificati i requisiti necessari previsti nello stesso decreto, altrimenti l'azienda aprira' le procedure di licenziamento". Lo rendono noto le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil.

Le stesse segreterie, prosegue la nota, "ritengono estremamente grave che, dopo solo sei mesi di attività in cui il costo del lavoro è stato ampiamente ammortizzato dagli aiuti di Stato, si ritenga di dover gestire il problema esclusivamente attraverso il licenziamento dei lavoratori ritenuti in esubero auspicando che vengano prese in considerazione le diverse proposte che il sindacato unitariamente ha avanzato per cercare di mantenere i livelli occupazionali inalterati. Al termine di una partecipatissima assemblea - prosegue la nota - i lavoratori si sono determinati per avviare un percorso di mobilitazione che scongiuri la perdita di posti di lavoro. La scellerata decisione, assunta dal Governo Draghi, di non prorogare il blocco dei licenziamenti, comincia a generare gli effetti devastanti che il sindacato confederale aveva preannunciato e per il quale nei prossimi giorni sarà impegnato in diverse mobilitazioni. Dopo aver proclamato lo stato di agitazione nei prossimi giorni qualora l'azienda non dovesse rivedere le proprie decisioni, le organizzazioni sindacali di categoria, metteranno in campo azioni di protesta al fine di scongiurare la perdita di posti di lavoro che, in un contesto storico ed economico così difficile, rischia di diventare un vero e proprio dramma sociale".

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