L'editoriale. Pd e centrosinistra aspettando Letta e l'esito dello scontro Conte-Grillo

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images L'editoriale. Pd e centrosinistra aspettando Letta e l'esito dello scontro Conte-Grillo
L’imprenditrice Maria Antonietta Ventura
  27 giugno 2021 15:11

di ENZO COSENTINO

Maria Antonietta Ventura, imprenditrice calabrese di successo, alla guida di un azienda internazionale nel settore ferroviario, è al momento la candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione. Una candidatura che ha “viaggiato” sulla linea Letta- Conte. Con l’ex premier, ovviamente in quota 5Stelle. 

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Una candidatura che, comunque, in Calabria ha suscitato, nello schieramento- nel PD, in particolare, - accese polemiche sul metodo della designazione. Ma né Letta, né Conte si sono lasciati intimidire dalle alzate di scudi ed hanno dato ampie assicurazioni di pieno sostegno alla prescelta candidata. I due leader avevano anche previsto un loro viaggio “in tandem” in Calabria per la proclamazione, poi rinviato “a momenti più calmi”. Questa è soltanto una parte della convulsa “novella” che si racconta sul centrosinistra calabrese. Nuovi avvenimenti politici, che potrebbero anche far mutare le situazioni nella coalizione di cs, sono all’orizzonte. Quella che potrebbe avere effetti dirompenti è legata a come andrà a finire, il “benedetto” o “maledetto” ( a seconda da quale parte lo si veda) accordo fra Pd (che parla a nome del centrosinistra) e 5Stelle.

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La mina vagante è il dissidio lacerante in casa 5Stelle. La sequenza degli interrogativi lievita di ora in ora. Conte sarà il capo dei 5Stelle o lascerà per riproporsi sulla scena politica con un suo movimento o partito? 5Stelle, senza Conte deciderà di portare comunque avanti l’accordo per le elezioni regionali ratificando la candidatura della Ventura o chiederà “primarie” di coalizione? Se Conte lascia e dovesse arrivare Di Battista alla guida dei pentastellati, l’accordo è destinato a saltare. Potrebbe avere invece continuità se Conte e Grillo fanno “pace” o se alla guida del movimento sarà Di Maio. Quale sarà il clima politico nazionale sabato prossimo quando è previsto l’arrivo di Letta in Calabria, e il leader del Pd cosa dirà ai  calabresi? Due cose importanti: il Pd e il centrosinistra devono andare avanti con la Ventura, quindi non si torna indietro – decisione più che saggia, logica politicamente – e che il Partito, è una promessa vista la condizione in cui si trova, si organizza per cambiare volto e darsi finalmente una fisionomia tutta calabrese con regolare congresso. E chiudere le tante stagioni del commissariamento. Non a caso, proprio alla vigilia della venuta di Letta, il commissario regionale, Stefano Graziano ha dettato le regole rigide per il tesseramento. In aria ancora circola l’eventualità di un'altra difficile ma non impossibile trattativa quella di un dialogo nuovo con De Magistris. Ma sono in pochi a credere che ciò avvenga. Meno torrido anzi va sul fresco la situazione nel centrodestra calabrese dove le acque sono “chete” al suo interno. Tanti interrogativi dunque nel contesto della sfida elettorale calabrese.

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E’ in gioco il futuro della “bella ma povera” Calabria. Bella per le sue risorse naturali – Dio ce le conservi!-, “povera” forse di risorse umane cui affidare la gestione, con garanzie, per il futuro.    Ai posteri, anzi ai calabresi, spetterà alla fine scrivere con il voto il destino di tanti giovani calabresi. Che chiedono certezza e nel frattempo, valigia con tanti sogni dentro, via da questa Terra. E non è accettabile un fenomeno migratorio di questa portata. Se si dà “pane e lavoro” – quello non regalato per raccomandazioni a volte anche contaminate ma per merito- il desiderio di restare diventa più forte della tentazione e necessità di andar via.  Chi ha figli, nipoti, si ribelli all’ignavia o alla incapacità di chi ci governa e reagisca con l’arma più democratica: il voto. Libero e non condizionato!

 

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