L'editoriale. Politica nel pallone: il Pd cerca la "bussola" per congressi e candidatura a sindaco. E le boutade tengono banco

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Una veduta di Catanzaro
  09 febbraio 2022 06:51

di ENZO COSENTINO

Apparentemente nel Capoluogo, sulla indicazione dei relativi candidati sindaci, le coalizioni di  partiti e movimenti di centrodestra e centrosinistra sono in standby. Nei loro “laboratori”, però, gli “specialisti” in realtà lavorano su ristrette “rose”. Hanno scelto una identica modalità tattica: far filtrare nomi spendibili e di consistenza elettorale.

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Il Pd -partito destinato ad essere il capofila della coalizione di sinistra- deve affrontare, oltre la questione (la più importante), Sindaco di Catanzaro, quella dei Congressi territoriali provinciali e di circolo. E Catanzaro è nell’elenco. L’elezione dei nuovi organismi (segretario, direzioni politiche) potrebbe essere anche uno snodo per la soluzione della scelta del candidato sindaco del Capoluogo.  Come noto il Pd qualche difficoltà, più di una a dire il vero, quindi, ce l’ha su entrambi i fronti. Aldo Casalinuovo, Valerio Donato che hanno scelto l’arriverderci con il Partito dem sono in corsa autonomamente per aggiudicarsi lo scranno massimo di Palazzo de Nobili. E con nobili proposte di idee sulle cose che farebbero in caso di vittoria e per le quali chiedono la fiducia dei cittadini. E c’è pendente la definizione di quello che è diventato un rebus in attesa che sia Irto, neo segretario regionale dem, in accordo con i vertici nazionali (ecco perché è prevista la venuta di Francesco Boccia nel Capoluogo), a indicarne la soluzione di tale rebus in cui si dibatte il Pd locale. “Rebus Fiorita”.

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Il Pd targherà il nome del docente universitario con il proprio logo mettendo da parte eventuali tentativi di mediazione per ricucire gli “strappi” subiti? Nicola Fiorita i suoi passi, comunque, li sta muovendo da candidato Sindaco. Anche lui in proprio con diverse liste connotate da pezzi del centrosinistra e da cinquestelle. Grande impegno caratterizza la campagna elettorale di Aldo Casalinuovo a dimostrazione di quanto in effetti fosse alto il suo sentirsi catanzarese nel dare la propria disponibilità al Pd e a tutta la coalizione di centrosinistra per una sua candidatura. Sul candidato Valerio Donato sarebbe “piovuta” la strana proposta fatta nella prima riunione di centrodestra da un esponente UDC di prendere in considerazione un tentativo (perché di questo si tratterebbe, vero?) di convincere Donato a compiere (come Cesare) il salto del Rubicone e diventare lui il candidato traino, togliendo le “castagne dal fuoco” a centrodestra. Una boutade in salsa politichese? Provocazione? Il quadro politico, a fronte degli accadimenti di ieri e quelli più recenti si deteriora terribilmente. Se  sono tattiche e strategie, denunziano la fragilità del sistema. La curiosità di chi seguire gli accadimenti è anche tanta sulle mosse che si fanno in casa del Patto Federativo che lavora per dare corpo al grande Centro. Ma cosa questo nuovo soggetto politico possa essere e cosa, di fatto voglia e possa fare  per incidere sul futuro prossimo di Catanzaro è ancora da scoprire.

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Uno scenario che non fa certo ridere, neppure sorridere, chi alla fine conta per il suo voto.  Allora per ridere permettetemi un consiglio: Un film: “Cetto La Qualunque” e buona visione!  

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