Lettera a Tito, la grande e bella storia d’amore maltese di Nazzareno Audino di Badolato

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images Lettera a Tito, la grande e bella storia d’amore maltese di Nazzareno Audino di Badolato

  24 luglio 2023 14:11

di DOMENICO LANCIANO

Caro Tito, tu sai bene ormai come e quanto sia appassionato di belle e grandi storie d’amore e con questa “Lettera n. 477” voglio raccontarti, seppure in breve, la grande e bella storia d’amore vissuta con una splendida e bravissima donna maltese da un calabrese verace per ben 51 anni (dal 1972 al 2023). Il fortunato è stato Nazzareno AUDINO, un mio fraterno amico di Badolato borgo, purtroppo deceduto improvvisamente e molto prematuramente lo scorso martedì 13 giugno 2023 nella sua casa di Sliema (zona residenziale di Malta). Hai già sentito questo nome più volte, quando ho scritto del gruppo musicale pop-rock e pop-islam “Euro Universal” … in particolare quando (prima edizione 2016 e seconda edizione 2020) ho pubblicato l’opuscolo “IL FUTURO E’ POP-ISLAM” che narra il percorso artistico di questa band dal 1966 al 1974 (rileggi le 36 pagine interne  << https://www.costajonicaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/3-pagine-interne-1-36-POP-ISLAM.pdf >>).

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CHI ERA NAZZARENO AUDINO

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Nazzareno è nato il 06 giugno 1951 in una numerosa ed operosa famiglia operaia che abitava a Badolato Superiore (detto così – o anche Capoluogo oppure Centro poi pure borgo – poiché bisognava differenziarlo da “Badolato Scalo” – oggi Badolato Marina – che stava sorgendo ed espandendosi attorno alla stazione ferroviaria dal 1875). Ha frequentato le scuole fino a diplomarsi ragioniere nella vicina Soverato. Ed è proprio in una gita scolastica a Malta che Egli ha incontrato il grande amore della sua vita, Doris Desìra, una bellissima, dolcissima, solare e gioiosa ragazza. Un reciproco colpo di fulmine che ha deciso il destino di entrambi in una delle più belle storie d’amore che abbia mai conosciuto. Infatti, per amore della sua bella, Nazzareno ha lasciato addirittura un impiego fisso e sicuro all’ufficio anagrafe del Comune di Badolato e (cosa da non trascurare o sottovalutare) una probabile carriera di enorme successo come cantante pop-rock. Ma andiamo con ordine …

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Nazzareno era un ragazzo ben dotato oltre che di stile, bellezza e prestanza fisica anche di una innata ed esuberante simpatia ed era benvoluto da tutti, pure per il suo sorriso aperto e il suo allegro e cordiale ottimismo. Aveva carisma. Inoltre, Egli riusciva a fare bene ogni cosa che intraprendeva. Era un bravo atleta (in particolare abile calciatore e forte maratoneta). E, soprattutto, un ottimo cantante … tanto che (quando, lunedì 25 ottobre 1971, siamo andati, come Euro Universal, a fare il primo provino musicale) la casa discografica RCA di Roma (la più importante allora in Italia) voleva scritturarlo poiché aveva una voce ancora più potente del cantante gallese Tom Jones (07 giugno 1940) il quale a quel tempo andava per la maggiore con un successo mondiale strepitoso. Così, il 12 agosto 1974, Nazzareno e Doris sono convolati a nozze, coronando il loro sogno d’amore e fondando la loro bella famiglia, arricchita da tre figli (due femmine e un maschio): Claudia (che ha maritato Etienne), Lisa e Marco (che ha sposato Bianca); e da cinque nipotini (Shaun, Ella, Sophie, Matteo e Isabella).

Dopo aver abitato per qualche tempo a Badolato Marina, la coppia si è trasferita definitivamente nell’isola di Malta, a Sliema (stupenda zona residenziale e balneare sita di fronte alla capitale La Valletta) dove sono andato a visitarli due volte, a fine dicembre 1978 e nell’agosto 1984. Poi ci siamo rivisti altre volte, quando Nazzareno e Doris trascorrevano le ferie in Calabria, solitamente a settembre di ogni anno. Per constatare che meraviglia sia Sliema guarda il video di appena 3 minuti << https://www.youtube.com/watch?v=WtAtWzv90r4 >>. Su quell’incantevole e panoramico lungomare, Nazzareno, per almeno quaranta anni (se non di più), ha fatto puntualmente la sua corsa quotidiana (pure come allenamento per le maratone che era solito fare in tante parti del mondo). E su quel magnifico e limpido specchio d’acqua era solito d’estate fare il bagno, magari pensando alla riva badolatese del nostro mare Jonio …

Chi fosse Nazzareno Audino è chiaramente scritto e molto bene sintetizzato nel ricordino da lutto che mi ha inviato suo figlio Marco: << Un marito fedele, padre esemplare, nonno affettuoso, gentiluomo, sportivo, lavoratore, compagno gobbo juventino, maratoneta, abile nuotatore, appassionato di musica, di origini calabresi ma fiero cittadino maltese, sei stato e sempre sarai una fonte di gioia per tutti quelli cui mancherai profondamente >>. Nessuno avrebbe potuto fare una fotografia migliore. Più avanti, nei paragrafi 5 (Marco), 6 (Doris e Claudia) e 7 (Lisa) moglie e figli completano il quadro anche emotivo di Nazzareno, un personaggio davvero unico più che raro, con una notevole “cifra” (si direbbe oggi) umana e sociale ed un inconfondibile stile etico di grande pregio. Personalmente, ho inserito Nazzareno e famiglia tra i miei “VIP” con una foto alla pagina 103 del sesto volume del “Libro-Monumento per i miei Genitori”.

LA GRANDE E BELLA STORIA D’AMORE

E’ intuibile e quasi normale, anzi ovvia, che la storia d’amore di Nazzareno e Doris possa essere stata ostacolata (almeno in un primo tempo) dalla famiglia di lei, che era figlia unica e piuttosto benestante mentre lui (italiano e calabrese) proveniva da un umile ma onorato ambiente operaio. E, a livello psicologico, deve essere costato parecchio a Nazzareno il trasferimento dal paese natìo (dove era molto popolare ed amato) in un’isola nel bel mezzo del Mediterraneo come Malta, dove ancora non conosceva nessuno … un’isola che, sebbene molto evoluta socialmente (pure per il suo passato di colonia inglese), aveva i limiti propri di un’isola senza collegamenti veloci con la Calabria, dove c’era il grosso della famiglia Audino e tutti gli amici, nonché il tipo di cibo e di altre consuete e spesso irrinunciabili abitudini. Tuttavia l’adattamento a Malta è stato molto veloce per Nazzareno, che ho sentito parlare con padronanza e disinvoltamente il maltese già al primo nostro incontro nel dicembre 1978, dopo pochissimi anni dal suo definitivo trasferimento.

Per esperienza personale, dico ed affermo che non è affatto facile per chiunque lasciare la propria molto unita famiglia e il proprio ambiente natìo. Specialmente chi ama assai assai il proprio paese e vi si trova benissimo. Tanto più non sarà stato facile per Nazzareno che aveva già avuto la fortuna di avere un buon e invidiato lavoro pubblico e fisso nel proprio paese, cioè in casa, senza dover emigrare all’estero come quasi tutti i suoi fratelli. Rivoluzionare così profondamente e radicalmente la propria esistenza costa molto, anche se comunque lo si fa per Amore.

In particolare per chi, appartenendo ad una numerosa famiglia e a tanti amici, deve rinunciare a così tanto affetto diretto e quotidiano. Ma sono i miracoli del vero e grande Amore! … So che Nazzareno era comunque in contatto frequente con tutti i suoi familiari e i più cari amici. E c’era un frequente scambio di visite. Noi due ci sentivamo abbastanza spesso, specialmente per corrispondenza postale e poi via email (dopo l’avvento dei messaggi elettronici).

Ad ogni messaggio Nazzareno era molto affettuoso con me e ricordava sempre la nostra fraterna amicizia e i bei tempi degli “Euro Universal”.

GLI AUDINO DI BADOLATO … LA FAMIGLIA DEL SORRISO

Come “Audino” a Badolato c’era soltanto la famiglia di Nazzareno, proveniente dalla limitrofa provincia di Reggio Calabria (come i Novello, loro stretti parenti). Suo padre, Domenico, si occupava di produzione e commercio di carbone vegetale (uso cucina e riscaldamento invernale). Tale carbone (ricavato dagli alberi delle nostre vicinissime montagne) era l’energia domestica prevalente fino a quando non è stata sostituita dal gas in bombole, dal petrolio o dalla elettricità. Nazzareno era l’ultimo di undici figli (undicesimo tale e quale a me). A quei tempi era normale una famiglia così, più o meno numerosa. Tutti in perfetta salute ed esuberanti, gli Audino erano sorretti da una splendida mamma, Gesualda Legàto, tanto poderosa quanto simpatica ed indimenticabile. Tutti erano sorridenti, miti e assai cordiali in paese. Amici di tutti. La famiglia del sorriso. Una famiglia etica, fondata sugli irrinunciabili valori di una volta, quelli che in tanti reputiamo, per qualità e caratteristiche, veri eredi della Prima Italia. Infatti e salvo eccezioni, il popolo delle montagne calabresi è di una ineguagliabile bontà, di una mitezza, di un altruismo e di tanti buoni valori umani e sociali che sembrano ereditati dai “sissizi” e dalla “democrazia etica” di Re Italo (il quale ha dato nome all’Italia 3500 anni fa, proprio in queste contrade). Tutti valori che, purtroppo, stanno un po’ scemando, indeboliti dalla civiltà consumistica e mercantile proveniente da altri contesti e latitudini. Un po’ colpa pure della cosiddetta “globalizzazione”.

“Famiglia del sorriso” è pure quella maltese di Nazzareno come puoi constatare dalle foto e dalle testimonianze di amore familiare affidatemi da moglie e figli e che trascrivo qui di sèguito. Insomma e di fatto, quella Audino di Malta è una bella famiglia sia per ìndole e sia per l’educazione voluta e data anche da Doris, amatissima consorte. Personalmente posso attestare che ho finora conosciuto, ovunque sia stato nel mondo, pochissime famiglie che mi abbiano dato il senso dell’amore e dell’armonia. Famiglie veramente e fondamentalmente serene e felici, unite ed esemplari. Sono rarità, ma ci sono. Come gli Audino di Badolato e di Malta. Le famiglie del sorriso. Altre “famiglie del sorriso” erano quella delle Margherite della Jusuterra di Badolato borgo, da cui proviene la mia. Ben noto a tutti, ad esempio, il sorriso solare e cordiale di mio padre.

IL TRISTISSIMO ANNUNCIO

Caro Tito, ho appreso della improvvisa, prematura ed incredibile scomparsa di Nazzareno da mia moglie, la quale, seguendo quotidianamente facebook, mi informa di persone e fatti riguardanti Badolato. Mi sembrava così tanto incredibile tale scioccante e inimmaginabile notizia che mi sono affrettato a chiedere conferma a comuni amici e a qualche parente dello stesso Nazzareno. Nessuno sapeva ancora niente. Sono rimasto incredulo finché non è comparso (sempre su facebook) il manifesto ufficiale della famiglia.

Ti devo confessare che la prima sensazione (a parte il naturale, spontaneo e immediato sgomento e dolore) è stata quella di sentirmi un “sopravvissuto”. Infatti, Nazzareno è il terzo amico del gruppo musicale dei sette Euro Universal che va in Paradiso, dopo Giuseppe Nàimo (11 febbraio 2014) ed Enzo Spasàri (27 novembre 2020), l’uno nato nel 1950 e l’altro nel 1951. Nella “Lettera a Tito n. 310” di sabato 28 novembre 2020, nel ricordare Enzo Spasàri così ho scritto tra l’altro: << Umanamente, ogni amico d’infanzia e di giovinezza andato via per sempre è come un metro di terra franato sotto i nostri piedi ed è come un “avviso di chiamata”. Chi sarà il prossimo?… Potrei essere io che ho la salute più malferma dello gruppo storico degli amici… >>.  Infatti, per logica, il prossimo, dopo Enzo, avrei dovuto essere io, per anzianità e per patologie. Ma così il destino non ha voluto. Ha preso Nazzareno che sprizzava salute da tutte le parti (come affermano gli stessi familiari nelle loro testimonianze che sto per trascrivere). Com’è strana e paradossale la vita!… (leggi in << https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-310-in-memoria-di-enzo-spasari-eroe-familiare-ed-etico-ucciso-dal-covid-19/ >>).

LA TESTIMONIANZA DEL FIGLIO MARCO

Deceduto improvvisamente ma serenamente nella propria abitazione di Sliema il 13 giugno (proprio una settimana dopo aver compiuto 72 anni) … Nazzareno ha ricevuto l’estremo saluto durante la cerimonia religiosa svoltasi nella mattinata di sabato 17 giugno nel Santuario del Sacro Cuore di Sliema. In tale occasione, il figlio Marco ha rivolto al padre il seguente saluto.

<< Abbiamo giocato molte ore a pallone insieme. Mi ricordo che ero ancora molto piccolo ma era giunto il momento di passare dal palloncino di gomma a quello di cuoio. Mi facevo male perché non ci ero abituato e mi lamentavo. Mi ricordo che mi hai detto: “Deve essere il pallone a farsi male e avere paura di te, non al contrario” e hai tirato un tiro fortissimo che ho provato a parare e quasi mi sono rotto il braccio! Mi hai confortato subito abbracciandomi e spiegandomi che mi sono fatto male perché ho avuto paura del pallone. Da quel giorno in poi non mi sono mai più fatto male calciando la palla, o anche parandola, chiunque fosse il tiratore.

Racconto questo brevissimo episodio riemerso in mente questi giorni perché lo reputo un esempio perfetto di come eri tu come uomo. Eri forte, duro, non avevi paura del dolore e non ti sei mai tirato indietro davanti alle sfide. Mi dicevi anzi che soffrire fa parte della vita ed è normale. Eri coraggioso, schietto, ma pesavi ogni parola prima di dirla in un discorso. Eri onesto, umile, intelligente e un uomo di poche parole, ma giuste. Apprezzavi le persone vere e le cose semplici e avevi un’energia infinita, una personalità particolare con un senso dell’umorismo contagioso portando gioia e buon umore ovunque andavi. Eri un uomo di onore, di altri tempi, attaccato ai tuoi principi ma con un’intelligenza e una curiosità che ti hanno permesso di ampliare la tua conoscenza ed evolvere, fino alla fine. Eri sempre pronto ad imparare ed eri sempre molto rispettoso e corretto. Un uomo sportivo, disciplinato e con una forza di volontà fuori dal comune. Grande tifoso juventino e appassionatissimo di musica. Un marito, padre, nonno, fratello, zio, parente e amico esemplare. Sei morto all’improvviso lasciandoci di stucco perché avevi almeno 10 anni di vita sana di fronte a te, però so che sicuramente eri soddisfatto della vita e del benessere che sei riuscito a costruire per la tua famiglia. Ci mancherai veramente tanto ma so che sarai per sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri grazie ai bellissimi ricordi che abbiamo tutti di te. Parlerò sempre di te, specialmente ai tuoi nipotini, in particolare a quelli più piccoli, che non hanno avuto la fortuna, come me, di goderti a lungo, ma sappi che ti vogliono un grande bene e farò in modo che sappiano tutto del loro Nonno. A nome della Famiglia Audino, ringrazio tutti i presenti e tutti coloro che in questi momenti difficili ci sono rimasti vicini, in modo speciale i nostri parenti venuti dalla Calabria per questo doloroso appuntamento – tuo fratello Pietro e sua moglie Pina, i tuoi nipoti e le loro famiglie. Riposa in pace carissimo Papà, ti voglio bene. >>  (Marco)

Per questa “Lettera n. 477” lo stesso Marco mi ha voluto dare copia di un disegno fatto proprio nelle prime ore del lutto in onore del padre, raffigurato come un << NUMERO 1 >> come un superman dotato di superpoteri. Un super Campione … Un gigante rassicurante! … Tale disegno (che qui evidenzio pure per il suo notevole significato in questo contesto valoriale, sentimentale ed emotivo) è stato poi messo nella bara di Nazzareno come segno del grande Amore filiale di Marco e delle sorelle. Un papà super-eroe!… Riporto poi qui di sèguito l’ulteriore attestato d’Amore filiale che Marco ha voluto rilasciarmi per questo mio omaggio a suo padre e mio grande amico Nazzareno: << Caro Papà, ogni volta che ti penso mi dimentico di avere quasi quarant’anni perché ritorno ad essere quel bambino che voleva essere uguale a te e a cui piaceva tutto quello che piaceva a te. Per me sei stato un idolo, un eroe, un uomo di un coraggio e di una forza incredibili, un atleta, un uomo che mi ha voluto bene nonostante tutte le volte che ti ho fatto arrabbiare.  Ho imparato così tanto da te. Mi hai fatto innamorare dell’Italia e in modo particolare della Calabria, e mi hai insegnato lezioni importanti che oggi insegno a mio figlio. Mi hai insegnato a giocare a pallone e hai piantato in me la passione per la Juve, mi hai insegnato a correre, ad essere forte e come comportarmi con la gente. Mi hai educato musicalmente e anche culturalmente, spingendomi sempre a studiare per potere pensare con la mia testa e formare le mie idee sul mondo. Devo molti dei miei successi e soddisfazioni a te e so, perché me lo hai detto e dimostrato, che eri fiero di me. Sappi che io ero e sarò sempre molto fiero di te.

Sei stato un padre esemplare ma anche il mio migliore amico e ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me. Eri un uomo molto serio ma sapevi anche essere un ragazzo spensierato, portando tanta gioia e tante risate a chi ha avuto la fortuna di conoscerti e trascorrere del tempo con te. Hai faticato tutta la vita perché potessimo vivere bene senza farci mancare mai nulla, spesso a costo di rinunciare a molte cose che per te so che erano importanti. Questo sacrificio non me lo scorderò mai e sappi che è il modo in cui cercherò ad essere per i miei figli che so tu amavi immensamente, e loro te. Rimpiango solo che te ne sei andato presto, godendoti troppo poco l’ultima arrivata, la tua principessa Isabella, che non appena ti vedeva spalancava gli occhi e sorrideva perché vedeva l’amore che provavi per lei. Oggi ha solo poco più di sei mesi ma farò sì che il tuo ricordo rimanga per sempre vivo anche con lei perché parlerò sempre di te con lei.

Ti porterò per sempre in giro con me, nel mio cuore e nei miei ricordi e qualsiasi sarà la sfida che mi si presenterà davanti, so che la potrò affrontare con coraggio perché al mio fianco ci sarai sempre tu.

Prometto che mi prenderò cura di Mamma e che continuerò a nutrire il legame forte che abbiamo con la Calabria e la nostra Famiglia Audino perché, oltre a venirmi naturale, so che mi chiederesti di fare così. Onorerò per sempre il tuo ricordo. Ti voglio bene. Riposa in pace, Campione! >>. (Marco)

DALLA MOGLIE DORIS E DALLA FIGLIA CLAUDIA

Caro Tito, come è comprensibile, il troppo dolore (aggravato dall’inatteso lutto e dall’improvvisa perdita) non permette ancora a Doris, moglie di Nazzareno, di scrivere qualcosa di più lungo e completo. Immagino che abbia voluto comunque rilasciarmi un suo pur breve pensiero. E, per questo, la ringrazio in modo assai speciale. Ecco quanto mi ha inviato: << Caro Nazzaren cosi ti chiamavo. Sono passati 51 anni che stavamo insieme e 49 di matrimonio. Sei stato un marito e papà esemplare. Sarò sempre grata per tutto ciò che hai fatto per noi. Mi manchi tanto. >>. (Doris)

Così la figlia primogenita Claudia: << “Papà mi manca tutto di te… l’allegria, la risata, la voce e i consigli. Non c’è stato mai un giorno che non ci siamo parlati… sono orgogliosa di essere tua figlia perché per me sei un papà perfetto che ha sempre lavorato e messo la famiglia prima di tutto… Mi sento fortunata e ringrazio Dio per tutto e di aver vissuto ogni giorno con te con amore e gioia… Il tuo ricordo è tanto forte che mi fa sorridere e quando penso a te sento una forza che sicuramente è il tuo amore per la vita, per me e noi tutti… >>. (Claudia)

LA TESTIMONIANZA DELLA FIGLIA LISA

<< Papà, continuo a non capirlo! Non capisco! Guardo le ultime foto che abbiamo di te pochi giorni prima della tua scomparsa, sembravi felice, eri felice, ci hai anche detto di farti una foto che non era tua consuetudine! Eri appena tornato da una vacanza in Svizzera con la mamma e poi un viaggetto veloce per vedere la Juve che ti rendeva sempre felice. Eri così pieno di energia, pianificavi sempre i tuoi prossimi viaggi, specialmente le tue vacanze in Calabria. Quando ero più giovane lavoravi giorno e notte per assicurarti di darci tutto ciò di cui avevamo bisogno, questo significava anche non vederti molto, cosa che non capivo bene da piccola. Ho capito questo sacrificio solo crescendo soprattutto ereditando il tuo senso del dovere, responsabilità e rispetto per il lavoro.

I miei ricordi di te sono tanti e vari, ma quelli che amo e a cui mi aggrappo di più sono: – Le nostre vacanze in Calabria, con la nostra famiglia quando tutti ti chiedevano sempre di cantare soprattutto se altri con noi avevano uno o due strumenti. Ho sempre pensato che avessi una bella voce. – I nostri pranzi di famiglia sempre con del cibo calabrese presente, spesso dei tuoi fratelli o sorelle e le storie che ci raccontavi sempre di quando eri piccolo a Badolato, della tua famiglia e dei tuoi amici. Facevi sempre battute e ci facevi ridere a crepapelle attorno al tavolo. – Le tue famose collezioni di cioccolatini che porteresti sempre come secondo round di dessert in modo che tutti possiamo condividere e ascoltare attentamente da dove pervenivano i cioccolatini di quella domenica.  – Sempre a dirmi quali strade evitare visto il mio pessimo senso dell’orientamento quando guido. Da allora ho cercato di evitarle tutte!  – La tua passione per lo sport, in particolare il calcio e la corsa. Pioggia o sole, proprio come un professionista, ti alzavi sempre per la tua corsa anche quando eri in vacanza!… Le varie maratone che hai fatto nel mondo e tutte le tue medaglie e trofei nel tuo studio di casa sono la testimonianza del grande atleta che eri. Questo è qualcosa che ho sempre ammirato in te e di cui ho sempre parlato a tutti perché ero (sono) così orgogliosa di te.

Mi manca la tua voce, era così particolare soprattutto quando chiamavi mamma “Dor” ogni minuto per qualsiasi cosa. Sono grata di averti avuto per 43 anni, anche se egoisticamente mi sembra così poco. Sono stati principalmente questi ultimi anni durante il tuo pensionamento che ho potuto davvero trascorrere del tempo di qualità con te e anche vederti diventare nonno meraviglioso, sei diventato letteralmente come un orsacchiotto con loro e con tutti noi. Tu e la mamma avete creato una bellissima famiglia, una da ammirare e una di cui vado immensamente fiera. Ci manchi davvero ogni giorno. Faccio del mio meglio per pensare ai bei ricordi e voglio anche immaginarti sorridere, cantare, chiacchierare della Juve con chiunque tu possa. Spero anche che tu abbia incontrato di nuovo i tuoi genitori e i tuoi fratelli e che tu sia davvero in un posto migliore. Vivrai nei nostri cuori e nelle tante storie che continueremo a raccontare di te per sempre. Ti voglio bene.” (Lisa)

IL NIPOTE MIMMO AUDINO SUO EREDE MUSICALE

E, a proposito di musica, in una telefonata di poche settimane fa, il sempre gentile ed amico di lunga data Mimmo Audino, nipote di Nazzareno (perché figlio del fratello), mi diceva che si sente erede musicale di questo zio. Infatti, fin da bambino Mimmo (da Domenico, come il nonno paterno) si è cresciuto accanto a zio Nazzareno, il quale (oltre ad avere una bellissima voce tenorile e a cantare poi con gli Euro Universal nelle feste di piazza, nelle feste di matrimonio e in altre liete occasioni) aveva gusti musicali non soltanto italiani ma soprattutto euro-americani d’avanguardia, quando in Badolato e dintorni dominava ancora la canzone italiana del Festival di Sanremo.

Adesso, Mimmo Audino di Badolato è un cantautore affermato a livello nazionale ed oltre. E’ il creatore ed animatore del gruppo musicale MARASA’  (www.marasaband.it) che prevalentemente cura la ricerca, la rielaborazione e la riedizione di vecchie canzoni popolari (in particolare calabresi) e ne crea di nuove per tenere alta la memoria e la cultura musical-popolare della Calabria più autentica.

Lo si può ascoltare sui “social” specialmente su ”Facebook” e su  “youtube” e nelle tante raccolte musicali espresse in CD e DVD. E’ un vero e grande artista e socialmente è un affidabile ed utile punto di riferimento in Badolato borgo che non ha mai lasciato, ma che cerca di valorizzare il più possibile con varie iniziative culturali e socio-economiche.

QUELLA SPAGHETTATA ALLE 5 DI MATTINA

Caro Tito, sono davvero tantissimi i ricordi che mi legano a Nazzareno Audino, specialmente nei cinque anni in cui lui ha fatto parte del gruppo pop-rock “Euro Universal” (1967-1972). Di uno in particolare ti vorrei dire: la spaghettata alle cinque e mezza di mattina a casa mia dopo una disavventura musicale. Nell’estate 1970 questo mio complesso era stato chiamato per fare da spalla ad uno scatenato gruppo rock tutto femminile che chiudeva la serata nel paese di Centrache, tra le montagne della stessa provincia di Catanzaro, a circa 40 km da Badolato Marina. Il cosiddetto “contrattore” o “impresario” (cioè colui che assume i musicisti anche per una serata di spettacolo) ci era venuto a prendere a Soverato, luogo dell’appuntamento, per portarci a Centrache (allora un piccolo paese di circa mille abitanti, mentre oggi ne conta appena 350). Qui avremmo dovuto intrattenere la numerosa folla in piazza fino all’arrivo del gruppo che costituiva l’attrazione della serata: cinque ragazze molto brave e travolgenti, vestite al minimo indispensabile (artisticamente nude). Alla fine dello spettacolo, il “contrattore” ci ha accompagnati davanti all’hotel di Chiaravalle Centrale (dove aveva la sua base organizzativa stagionale e dove alloggiavano pure le cinque ragazze-musiciste). Ci aveva chiesto di aspettarlo qualche minuto così ci avrebbe dato il nostro meritato compenso e ci avrebbe riaccompagnato a casa. Era quasi l’una di notte. Il tempo però passava e tale impresario non si faceva vedere. Malignamente abbiamo pensato che si sarà intrattenuto con qualcuna delle ragazze (cosa molto possibile pure a quei tempi). Molto probabilmente sarà stato così, altrimenti non ci avrebbe abbandonati in un modo così sconsiderato (specie se era padre di famiglia).

Piano piano si fecero le ore 2 e noi sette, in paziente attesa sotto quell’hotel, affamati e assonnati, perdevamo sempre più le speranze. Così, dopo un’ora e mezza di attesa, decidemmo di raggiungere Soverato a piedi (18 km, in discesa) … almeno in tempo per prendere il treno delle 5 che ci avrebbe riportati a destinazione. Giunti a Badolato Marina, ognuno di noi raggiunse casa propria dove sfamarsi e mettersi a dormire. Nazzareno, che era di Badolato Superiore, avrebbe dovuto attendere l’autobus delle 06,30 per tornare a casa. Allora gli proposi di venire a casa mia dove mangiammo un abbondante piatto di spaghetti (aglio e olio) al posto del caffè-latte di prima mattina. Fu una spaghettata memorabile, mentre i miei dormivano. Mai mangiata una più buona con il condimento aggiuntivo della fame!… Che dire riguardo quell’impresario musicale?… Persona sicuramente disonesta, poiché sapeva dove abitavamo e, volendo, avrebbe potuto (anche qualche giorno dopo) remunerarci per il bel servizio reso. Non si possono frodare sette adolescenti e per di più lasciarli a piedi in piena notte e in piena montagna. Purtroppo, ancora adesso c’è molta delinquenza e tanto sfruttamento pure nel mondo degli spettacoli musicali, i quali (per essere testimonianza di sensibilità artistica ed etica) dovrebbero essere esenti da qualsivoglia negatività, avendo la musica (tra tanto altro) una preziosa missione pedagogica.

IL MUSEO DEL ROCK DI CATANZARO

Caro Tito, colgo l’occasione del ricordo di un grande cantante pop-rock come Nazzareno Audino per evidenziare il fatto che esiste da qualche anno a Catanzaro (in via Alessandro Turco 28 – zona Tribunale –  tel. 379-1718376 anche whatsapp ) un “Museo del Rock” che non si limita a raccogliere una preziosa e ricca documentazione inerente a tale celebre corrente musicale mondiale (nata nel 1955 negli Stati Uniti d’America e diffusasi poi in tutto il mondo) ma organizza pure piccoli concerti dal vivo ed altre iniziative di spessore socio-culturale oltre che musicale. Altre informazioni puoi avere al seguente link << https://www.facebook.com/museodelrockcatanzaro/?locale=it_IT >>. A tale Museo invierò, appena possibile, l’opuscolo “IL FUTURO E’ POP-ISLAM” che – ricordo – narra la vicenda degli Euro Universal, gruppo musicale che recentemente è entrato nella storia del Rock italiano tramite la “Enciclopedia dei Complessi Musicali Italiani” edita da Maurizio Maiotti di Milano in corso di completamento perché formata di numerosi volumi suddivisi per epoche generazionali. Per saperne di più, segui per piacere gli interessantissimi 29 minuti del video << https://www.youtube.com/watch?v=OE_6zAM5W-s >>.

Lo scorso 08 luglio 2023 il molto diffuso (pure tra gli italiani all’estero) quotidiano web “Calabria.Live” diretto da Santo Strati ha dedicato un interessantissimo speciale al Museo del Rock di Catanzaro, fondato e diretto dal medico cardiologo Piergiorgio Caruso, con il quale sono in contatto da qualche tempo. Puoi leggerlo, in quindici pagine, digitando il seguente link << https://calabria.live/wp-content/uploads/2023/07/230708_MuseoRockCZ_Calabria.Live_Speciale.pdf >>. Non soltanto ho condiviso tale “Speciale” con tutti i miei contatti email e whatsapp ma l’ho fatto stampare e ne ho ricavato alcuni opuscoletti da donare, rileggere o da tenere presente in qualche utile occasione. Purtroppo, per via della mia lunga assenza dalla Calabria (dalla vigilia di Natale 2012), non ho ancora avuto il piacere di visitare tale Museo (cui ho intenzione di donare alcuni cimeli degli Euro Universal e di altri gruppi pop-rock amici). Ma (durante la recentissima telefonata delle ore 14.51 di ieri sabato 22 luglio 2023) ho promesso al sempre gentile direttore Caruso di visitale il Museo alla prima occasione che sarò andato sullo Jonio catanzarese. Quando ciò sarà avvenuto, ti scriverò una lettera, raccontandoti di tale prestigioso Museo, che in tanti ci invidiano e che ha una importanza documentaria a livelli davvero internazionali. Un’eccellenza calabrese e italiana!

SALUTISSIMI

Caro Tito, il grande Nazzareno Audino andrebbe celebrato più degnamente, ma spero che questa “Lettera n. 477” sia soltanto l’inizio di un percorso commemorativo adatto al valore e alla poliedricità del personaggio. Spero altresì che il figlio Marco (pure per il forte attaccamento dimostrato) voglia, nel tempo, prendere iniziative utili a fissare nella memoria inter-familiare e inter-generazionale, sociale e persino storica (specialmente di Malta e di Badolato) le peculiarità del padre … pure per tramandare a figli, nipoti e pronipoti un’eredità (soprattutto etica) indispensabile a caratterizzare ulteriori “famiglie del sorriso”. Pure per tale motivo, mi è sembrato opportuno concludere questa mia testimonianza con la foto di Nazzareno attorniato dalle sue nuove bellissime generazioni (i quattro nipoti più grandicelli, avendo in braccio Isabella, ultima arrivata e figlia di Marco).

Nel salutarti (pure perché ci concederemo entrambi un meritato agosto di vacanza) voglio raccomandare ai nostri amati e gentili lettori di ricordare Nazzareno nelle loro preghiere … sicuramente non perché ne abbia bisogno … ma affinché sia pur’Egli a invocare Dio a far cessare guerre e miserie umane.

In fondo (anche come “Euro Universal”) siamo andati in giro per l’Italia per cantare la pace e tutti gli altri valori utili alla giustizia sociale e al progresso degli umili.

Ricordo, infatti, che ogni componente il gruppo musicale era vestito con un colore dell’arcobaleno ed aveva un nome che iniziava con una nota musicale e rappresentava una parte linguistica del mondo. Nazzareno era la nota SOL, si denominava SOLonowsky per significare il mondo slavo e vestiva la casacca colore ìndaco.

E speriamo che adesso Nazzareno preghi per noi affinché lo possiamo raggiungere nelle beatitudini divine e celesti. BUON PARADISO, NAZZARENO !!! Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

ITER-City, domenica 23 luglio 2023 ore 20.15 – Da oltre 55 anni (dal settembre 1967) il mio motto di Wita è “Fecondare in questo infinito il metro del mio deserto”. Le foto sono state prese dal web oppure mi sono state fornite dal Marco Audino.

 

 

 

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