Lettera a tutti i poliziotti di Catanzaro: i sindacati Siulp e Fsp ricordano i primi 40 anni della loro storia

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  01 aprile 2021 08:05

 

“Il sindacalismo in Polizia segna oggi una tappa importante. Quella relativa ai suoi primi Quarant’anni”. A ricordarlo sono i segretari provinciali generali SIULP e Fsp, Gianfranco Morabito e Rocco Morelli. 

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“Rappresentare i problemi della sicurezza e dei suoi Appartenenti è stato da sempre un impegno preciso di chi ha affrontato questa strada, in relazione al fatto che non sempre questi problemi, per la loro peculiarità, emergono né spesso si evidenziano al di fuori dell’ambiente. E’ qualcosa che chi segue da vicino le realtà della Polizia di Stato coglie dopo aver frequentato i Poliziotti che, ad occhi esterni, appaiono spesso piuttosto complicati e abbastanza tortuosi, parecchio strani specie per chi non ha a che fare con turnazioni giornaliere, con pistole, manette e applicazione istantanea del diritto penale e di quello processuale.  La nostra tortuosità, comunque, è stata nel corso del tempo sensibilmente attenuata dallo stare insieme sotto la “sigla” della propria Organizzazione Sindacale e dal saper cogliere in maniera pura e non interessata tutte le infinite contraddizioni cui si è sottoposti ogni giorno in questo lavoro”, continuano i sindacalisti in una lettera inviati a tutti i poliziotti della provincia di Catanzaro. 

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“E’ in questo spazio di vita, fuori dalle dinamiche semplici di offerta e domanda di lavoro, che è nato il Sindacalismo di Polizia, una forma diremmo romantica dell’evoluzione sindacale storica, una variante meno dogmatica del filone tradizionale. Una variante assolutamente atipica tanto che il sindacalismo è sorto all’interno della Polizia di Stato, nel suo seno, certamente condizionato dalle spinte riformiste degli anni ‘70, ma creato e forgiato da uomini in divisa, non avvezzi alla lotta sindacale in senso tradizionale, abituati a intuire certe dinamiche piuttosto che a dominarle. Costoro, in divisa, hanno sfidato le manette altrui, le sanzioni disciplinari e i deficit economici per affermare “quello stare insieme” che ha rappresentato e ancora rappresenta il nostro basamento. Il nostro sindacalismo nasce quindi in questo contesto e si propone innanzitutto come principale portavoce di interessi nascosti, celati dalla gerarchia e dal grado, offuscati da una più forte relazione di potere, differente e più permeante della relazione classica operaio-padrone. Avere quindi come terreno di scontro i grandi sistemi connessi alla sicurezza non ha fatto lievitare le parti in campo in atteggiamenti leggeri o addirittura irresponsabili ma le ha costrette a forme di accordo e di sintesi che spesso, paradossalmente, hanno costruito due passi avanti e uno indietro; una progressione economica abbinata a un deficit di risorse strumentali, un avanzamento carrieristico misto a una regressione in termini di favore pensionistico, un vero e proprio sacrificio di un Corpo a discapito di forme di armonizzazione e di osmosi. Paradossi come questi hanno costellato tutto l’iter sindacale ma hanno anche rappresentato momenti di forte spinta emotiva e caratteriale”, si legge.

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“Analisi di questo tipo fanno ben comprendere come peculiare e differente sia sindacalizzare in Polizia e come sia anche oneroso sotto il profilo dell’impegno personale. A quei pochi che ormai la buttano su un dileggio da corridoio “la colpa è dei Sindacati” rispondiamo con quarant’anni di lotte e sacrifici che hanno rappresentato il vero motore d’accensione dello sdoganamento militare, dell’evoluzione sinergica con le realtà istituzionali e soprattutto, della salvaguardia democratica della nazione, dei livelli di sicurezza dei cittadini e delle garanzie dei loro diritti naturali e reali. Non possiamo che augurarci che negli anni a venire lo spirito di lotta non venga meno, rendendoci conto ogni giorno che passa di quanta responsabilità sia ancora maggiormente piovuta sulle nostre strutture e sui nostri quadri. Perché è vero che la struttura sindacale non solo è divenuta base portante della macchina organizzativa della Polizia di Stato ma ha più volte sostituito l’Amministrazione nelle dinamiche di approccio al problema e nella sua soluzione. E questa non rappresenta una stortura dei rapporti ma una sua evoluzione. Dulcis in fundo, in questo giorno storico che ricorda la nascita della Legge 121 di quel 1° aprile del 1981, vogliamo ringraziare pubblicamente tutti i “Padri Fondatori” di questo romantico movimento che è il Sindacato di Polizia nella provincia di Catanzaro e ricordare chi ne ha fatto parte, fornendo un contributo essenziale nel corso di questi primi 40 anni.. Diciamo, quindi, grazie di cuore a tanti “Padri” come:Giuseppe Origlia, Adriano Baffa, Carmelo Lufrano, Giovanni Romeo, Achille Spinelli, Giuseppe Agnello, Benito Scarfone, Leonardo Cortese, Antonio Scalese, Vincenzo Albanese, e tanti altri ancora… scusandoci immensamente con chi non citiamo. Ci auguriamo pertanto in questo nostro “compleanno” di continuare a dire buon Sindacato”, con la speranza che l’augurio provenga dai nostri iscritti e dalla gente per cui lottiamo”.

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