
Le immagini delle strade calabresi paralizzate dai blocchi dei lavoratori e degli agricoltori non sono soltanto l’indice di una protesta eccezionale, ma rappresentano l’urlo di dolore di un intero territorio allo stremo. Da mesi assistiamo a un drammatico disinteresse nazionale verso la marginalizzazione e la sofferenza sociale della nostra regione, abbandonata dal Governo centrale di fronte a un’emergenza economica che travolge le famiglie e il tessuto produttivo della Calabria.
Come "Liberi e Uguali", denunciamo con fermezza l’insostenibilità di una situazione giunta al punto di non ritorno. L’impennata del costo della vita, l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto non sono fatalità, ma il risultato preciso di scelte strategiche errate da parte del Governo Meloni, sordo e inadeguato tanto sul piano della politica interna quanto su quello della politica estera.
Sul piano interno, dopo anni della solita retorica populista, si è scientificamente scelto di non intervenire sul taglio delle accise sui carburanti, lasciando che il costo dei trasporti stritoli gli agricoltori e i lavoratori della nostra regione. Allo stesso tempo, si è colpevolmente rinunciato a una vera e progressiva tassazione sugli extraprofitti dei grandi colossi energetici e bancari, preferendo tutelare le rendite di posizione piuttosto che redistribuire le risorse a favore delle fasce più fragili della popolazione. Sul piano internazionale, la mancanza di una visione geopolitica autorevole e orientata alla pace continua a riflettersi sull'instabilità dei mercati energetici e delle materie prime, penalizzando ulteriormente i nostri settori produttivi.
Per queste ragioni riteniamo necessaria un’azione politica seria, rigorosa e fortemente ancorata ai valori della giustizia sociale. Rivolgiamo un appello accorato e aperto a tutte le forze di sinistra, ai movimenti progressisti e all'intero perimetro del campo largo: è il momento di scendere in campo compatti, al fianco dei lavoratori, degli agricoltori e delle famiglie. Costruiamo insieme un'alternativa di governo fondata sulla dignità del lavoro, sui diritti e su una reale equità sociale ed economica. La Calabria non può e non deve essere lasciata sola.
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