E’ una narrazione in larga parte fasulla quella che da sempre si fa della Calabria. Ecco perché è giunto il momento di riscrivere il racconto di questa terra andando a scoprire, accanto ai mali endemici che pure l’affliggono, anche le mille positività, le bellezze e le occasioni da cogliere. Che è poi quanto ha inteso fare il giornalista Filippo Veltri nel suo saggio ‘Il brutto anatroccolo. Il caso Calabria tra degrado e narrazione fasulla’ licenziato alle stampe nel 2025 per i tipi di Callive Edizioni.
Un titolo che è già un manifesto, che racchiude per intero il senso del lavoro di Veltri. Il giornalista si affida alla memoria collettiva tirando in ballo il famoso Calimero che imperversava sul Carasello degli anni Settanta per tracciare un paragone tra il brutto anatroccolo e la vituperata Calabria che – si legge nella prefazione - “è in una situazione non dissimile da quell’animaletto della pubblicità televisiva. Una sorta di buco nero della cattiva coscienza dell’Italia tutta, che sembra avere qui trovato la causa di buona parte dei suoi mali, antichi e recenti, dalla mafia al degrado, dall’economia che non va al sottosviluppo”. Ma ora, avverte Feltri, “occorre mutare attenzione e ottica per restituire alla Calabria una narrazione normale”. Il saggio sarà presentato martedì 19 maggio, alle ore 18, nella libreria Coriolano, in corso Mazzini a Catanzaro.