L'intervista. La dolce grinta musicale della cantante calabrese Caterina Oliverio Katia

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images L'intervista. La dolce grinta musicale della cantante calabrese Caterina Oliverio Katia

  10 luglio 2021 17:52

di MASSIMILIANO LEPERA

A ennesima dimostrazione del fatto che i talenti calabresi, a livello musicale, artistico e culturale, non siano pochi e siano tutti di spessore, con una importante storia alle spalle e una grande passione e voglia di fare sempre meglio, non può mancare all’appello la giovane cantante calabrese Caterina Oliverio, in arte Katia, grande professionista, umile e con una passione a 360° per la musica. Dopo aver cominciato all’età di circa dieci anni, così piccola, ma con una grande voglia di imparare, attratta da spettacoli musicali e concerti, Katia non si è più fermata. Ha iniziato a studiare privatamente pianoforte a Brescia per anni e dopo essersi trasferita in Calabria, questo suo immenso amore per la musica l’ha avvicinata al canto, alla voglia di comunicare e raccontarsi. Una passione e un amore diventati essenza di vita, sogno e speranza. Ma parliamo direttamente con lei, anche in seguito ai recenti successi e alle soddisfazioni derivate dalla pubblicazione del suo ultimo singolo, “Venezia l’altro giorno”, riguardo a questo meraviglioso percorso musicale.

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Partiamo dall’ultimo singolo, di grande successo, “Venezia l’altro giorno”, scritto dallo storico batterista dei Nomadi ai tempi di Augusto Daolio, ovvero Gianpaolo Lancellotti. Com’è nata questa canzone, quale entusiasmante storia c’è dietro e che cosa si prova a interpretare un brano così profondo e ricco di significato?

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"La canzone nasce da un’amicizia bellissima e una stima profonda che legava Gianpaolo Lancellotti a me. Per diversi anni, dopo la sua collaborazione ventennale coi Nomadi, Gianpaolo mi diede l'opportunità di aprire i suoi concerti, di esibirmi davanti al suo pubblico. Si fidava di me, ha sempre creduto in me. Mi supportava così tanto, mi dava consigli mi spronava a dare sempre di più, a continuare a inseguire questo sogno musicale, a tal punto da decidere di donarmi, prima di morire, una sua canzone, "Venezia l'altro Giorno", dicendomi di far mio questo pezzo per quanto riguarda l'interpretazione e l'arrangiamento. È stata ed è tuttora un’emozione grande per me, ho cercato di dare il meglio di me in questo pezzo, mantenendo l'eleganza rappresentata dal testo e contemporaneamente fornendogli un arrangiamento pop indie moderno. È stato un mettermi alla prova, allontanandomi dal mio genere pop rock. Lui mi diceva sempre che la musica è tutta bella e aveva ragione: è bello confrontarsi anche con qualcosa di diverso. Dire che gli sono grata di tutto ciò è poco e spero sia orgoglioso di me, ovunque lui sia adesso".

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Non molto tempo fa hai partecipato a Casa Sanremo e sicuramente è stata un’esperienza che ti ha segnato tanto a livello sia musicale che personale. Ne vogliamo parlare?

"L'esperienza a Casa Sanremo è stata un’esperienza che mi porterò dentro per sempre, mi è servita dal punto di vista personale a mettermi in gioco, acquisire maggiore sicurezza e consapevolezza e non solo; mi è servita sicuramente anche dal punto di vista professionale: portare un singolo a Casa Sanremo significa avere il privilegio, la soddisfazione di poter fare ascoltare la tua musica a tantissima gente, anche dello spettacolo. Vivere quei giorni a Sanremo significava alzarsi presto la mattina, seguire le interviste in radio, l'ospitata dal grande Red Ronnie, la possibilità di esibirmi sul grande palco in Piazza Colombo a Sanremo, calcato anche da grandi artisti, le varie esibizioni a casa Sanremo e tanto altro. E da cosa nasceva cosa in quei giorni: infatti, da Casa Sanremo è stato fantastico ritrovarsi a RAI 3, nel corso di una trasmissione, a cantare direttamente dal red carpet dell'Ariston. Non posso che essere grata alla musica per tutto questo!"

Nonostante l’attuale periodo di pandemia, che ha messo a dura prova l’intera società, senza risparmiare soprattutto il mondo della musica e dello spettacolo, hai tuttavia ricevuto delle importanti soddisfazioni anche con il tuo precedente singolo, “E ricominciare”, che si è classificato lo scorso anno tra i vincitori del Festival Nazionale “Nuovi Talenti”, a dimostrazione che, nonostante tutto, la musica non si ferma mai. Com’è stata questa esperienza? Ci sono state esperienze simili, pregresse o più recenti, che ti hanno segnata positivamente e ti hanno fatto crescere ulteriormente a livello musicale e professionale?

"L'attuale periodo di pandemia ha sicuramente messo a dura prova noi tutti del settore musicale. Ma io ho sempre voluto non fermarmi, sfruttare il lockdown per studiare, creare cose nuove. Le soddisfazioni, nonostante queste difficoltà vissute, sono arrivate: il mio singolo “E ricominciare” si è classificato tra i vincitori del Festival Nazionale "Nuovi Talenti", festival all'interno del quale si sono presentati ragazzi provenienti da tutta Italia, ognuno coi propri sogni e la propria musica. Vedere il mio singolo tra i vincitori è stato bellissimo. Una soddisfazione dopo tutti i sacrifici fatti e che sicuramente continuerò a fare. Sono tantissime le esperienze che mi hanno fatta crescere: ricordo con piacere, tra le tante, la mia ospitata a RAI 1 accanto a Katia Ricciarelli, potermi esibire all'Italian Awards Discography in Sicilia, con in giuria il grande Mogol, gli open act dei Concerti di diversi artisti tra cui i Nomadi e Bianca Atzei etc.; tantissime esperienze, insomma, che mi hanno fatto amare la musica sempre di più, fatta crescere e maturare sotto tutti i punti di vista".

Proprio il singolo “E ricominciare” è stato molto importante, soprattutto per le finalità e il messaggio, con l’intento di essere vicina a tutte le donne, contro ogni forma di violenza, e come simbolo di conforto e vicinanza. Di questa tematica hai discusso anche, non molto tempo fa, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presso il Centro Polifunzionale della Polizia di Stato, rilasciando un’importante testimonianza, sia musicale che di vita. Come si è svolto l’evento e quali emozioni ti ha lasciato questa fondamentale iniziativa?

"Portare la mia musica all'evento "Le donne lo sanno", organizzato dalla Questura di Catanzaro, contro la violenza sulle donne, è stata una soddisfazione immensa, anche e soprattutto a livello umano. Non posso che essere grata al Questore, al vice Questore e alle Forze dell'Ordine per avermi invitata e voluta in un evento di così grande importanza. Non ho portato solo la mia musica quel giorno, ma ho avuto anche la possibilità di lanciare un messaggio da donna, da ragazza, di ricordare quanto sia importante amarsi, farsi rispettare e non permettere a nessun uomo di privarci della nostra vita, ricordando quanto sia importante denunciare senza provare nessuna vergogna, prima che sia troppo tardi. È stato un evento molto emozionante, abbiamo ascoltato testimonianze di molte donne che hanno subito violenza. Credo sia speciale e meraviglioso quando la musica possa lanciare messaggi, essere di aiuto e conforto".

Finalmente, dopo un lungo periodo di stasi, sembra che ora qualcosa stia cominciando a muoversi e riprendono anche i concerti e i live, momenti fondamentali per la carriera di un artista. A tal proposito, quali progetti hai per il futuro più imminente e per quello prossimo?

"Si spera di ritornare sempre più alla normalità, vivere la musica senza paure o freni. Nel mio futuro più imminente c'è sicuramente lo studio e la lavorazione di un nuovo singolo e serate live; nel futuro prossimo sicuramente vorrei completare il disco. Si spera di ritornare a portare all'estero la mia musica e tanti altri progetti, con l’auspicio che si avverino: il coraggio e la voglia di fare non mancano mai".

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