L'odissea di un paziente a Catanzaro: "Nessuna ambulanza disponibile e nemmeno ricoverato". Costanzo: "Negato diritto alla salute"

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images L'odissea di un paziente a Catanzaro: "Nessuna ambulanza disponibile e nemmeno ricoverato". Costanzo: "Negato diritto alla salute"

  02 marzo 2021 15:18

"Esprimo il mio più affettuoso sostegno al signor Sandro Greco con l’augurio che suo padre possa  prontamente riprendersi  in piena salute. Certo aver letto  l’avventura da lui vissuta nell’approccio con la nostra sanità pubblica, ci lascia sbigottiti e seriamente preoccupati difronte a fatti così minuziosamente descritti che evidenziano quanta insensibilità scarsa umanità e professionalità si annida nelle nostre strutture. Certamente  la gran parte dei medici, infermieri, ausiliari  rappresentano  delle eccellenze e la pandemia da Covid ha dato prova di quanto di buono esiste anche nelle nostre strutture che si sono contraddistinti  per efficienza, accoglienza e solidarietà  facendo parlare di positività della sanità  calabrese a livello nazionale. Purtroppo fatti come quelli denunciati dal signor Greco “oscurano” quanto di buono e faticosamente la gran parte costruisce". Lo dice il capogruppo di Fare per Catanzaro, Sergio Costanzo. Sandro Greco aveva affidato a facebook uno sfogo ricostruendo la vicenda riferita al 27 febbraio: "Mio Padre mi chiama chiedendomi aiuto mi dice "sto male" in soli 5 minuti lo raggiungo, chiamo il 118 mi vengono riferite testuali parole "non ci sono ambulanze disponibili, non sappiamo dirvi quando potremo mandarne una" mio padre ha un problema è cardiopatico mi dice "mi manca l'aria" io non sono un medico lui non è un soggetto "miracoloso" nel frattempo arriva mio fratello e con lui riusciamo a caricarlo in macchina di corsa verso l'ospedale (civilmente avviso l'operatore del 118 di non preoccuparsi perché lo sto portando io e lui mi dice "allerto il pronto soccorso") in 30 minuti dalla chiamata di mio padre siamo al Pronto Soccorso e qui inizia l'odissea. Visti i tempi che stiamo vivendo si preoccupano di fargli un tampone che risulta Negativo ma lui è cardiopatico nessuno si interessa più a lui ci sono urgenze peggiori mi dicono "ora sfido qualunque figlio che vede il padre stare male che pensa sono arrivato nel luogo dove possono salvargli la vita perché e cardiopatico sentirsi dire "non ci sono ambulanze, ci sono casi più gravi" e continuare a mantenere la calma e chiedere gentilmente aiuto "me l'ha insegnato lui". Ma non c'è nulla da fare dalle 21 all"una di notte non un infermiere tantomeno un medico si è avvicinato a lui. Mi chiede di portarlo a casa è stanco ha 83 anni lo accontento perché mi rendo conto di non essere in una struttura che può fare qualcosa. Ora mio Padre è a casa non sta bene ma è circondato dalle persone a lui più care, un cardiologo amico mi dice dovrebbe essere in ospedale ma nel nostro ospedale non possono far nulla sono oberati di lavoro e non possono prendersi cura di mio padre".

Fin qui il racconto di Greco, Costanzo prosegue: "Il caso del padre del signor Greco è un chiaro esempio di come  è stato impedito  il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, a un cittadino  perlopiù anziano e ammalato. Se infatti la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure immediate e gratuite ” (art.32 Costituzione Repubblica Italiana) la domanda che si pone è se si possa tutelare questo diritto con modalità discrezionale e irresponsabile da parte del sanitario di turno. L’odissea e il peregrinare del signor Greco che prima non ha trovato immediata risposta nel 118, poi nel pronto soccorso dell’ospedale Pugliese, dove si è visto costretto a riportare suo padre a casa dopo oltre quattro ore di attesa senza che nessuno si preoccupasse di un anziano di 83 anni che stava mal, n’è un chiaro esempio.  Premesso che è innegabile l’esistenza di una qualche differenza reale tra un ospedale e un altro, tra un ambulatorio e un altro, tra un operatore e un altro, il Servizio Sanitario Nazionale deve comunque assicurare a ogni cittadino lo stesso livello di cure in applicazione totale e assoluta delle garanzie costituzionali. Anche se è ormai diffusa convinzione nell’opinione pubblica che esistano sensibili e reali differenze attribuibili a molteplici fattori spesso oltre le competenze individuali. Medici, infermieri, personale di assistenza, ma anche di supporto amministrativo devono connotarsi per la professionalità e la competenza ma anche per il comportamento e il modo di trattare i singoli utenti che si affidano loro per diagnosi e cura. Pensiamo al modo di rapportarsi consapevole con l’utenza sofferente per la patologia da cui è affetta e per l’inevitabile stato di ansia.  Bisogna saper dare risposte adeguate e di qualità alla domanda che viene posta, con tutte le modalità di correttezza e competenza. Questo a volte nei nostri ospedali viene dimenticato e non deve succedere che un individuo debba affidarsi “all’aiuto di Dio” come ha fatto il signor Sandro con suo padre. Quanto successo al pronto soccorso del Pugliese è un fatto grave sul quale la direzione sanitaria  dovrebbe avviare una indagine seria e appropriata".

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"Lo stesso -prosegue- dovrebbe pretendere il sindaco Abramo, al quale è affidata per legge la tutela della salute dei suoi concittadini. Non si può lasciare una persona anziana per ore fuori dal reparto senza avere lo scrupolo di accertarne le condizioni. Qui oltre al senso del dovere si è persa l’umanità, l’altruismo, il senso civico. Qui abbiamo perso tutti. Come amministrazione dobbiamo delle scuse alla famiglia e agli altri famigliari quando non riusciamo a far funzionare i servizi e a non farci contaminare dall'umanità della persona che abbiamo davanti e a rispondere con altrettanta umanità".                       

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