Longevità femminile, Fidapa e casa di riposo “Tamburelli”: “Trasformare gli anni conquistati in vita sociale attiva”

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  01 giugno 2026 12:44

 “La ricerca del benessere psicofisico deve accompagnare tutto l’arco della vita di ciascuno di noi”. Introduce così la presidente Fidapa di Lamezia Terme, Teresa Notte, l’incontro “Non aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. Longevità femminile: opportunità e sfide” che si è svolto presso la casa di riposo “Tamburelli” a Lamezia Terme. In sintesi, la straordinaria aspettativa di vita delle donne impone di trasformare gli anni conquistati in tempo di vita sociale attiva, non di isolamento. L’evento organizzato dalla Fidapa Lamezia, davanti ad una sala gremita, ha registrato gli interventi  della dott.ssa Marilia Materasso (coordinatrice di struttura), che nel suo intervento ha illustrato le attività della casa di riposo “Tamburelli” e la sua missione, della dott.ssa Giuseppina Rita La Chimia (medico di struttura) che ha relazionato su “L’allungamento della vita femminile: vantaggi, rischi e prospettive”, e della dott.ssa Anna Anghelone (assistente sociale di struttura), che ha focalizzato l’attenzione su “La Casa di riposo come luogo di vita: nuove frontiere dell’assistenza e della socialità”. Alla fine un sentito omaggio in ricordo di Antonello Coclite, in passato direttore della “Tamburelli”, e un momento musicale condiviso con gli ospiti della struttura. Antonello Coclite è stato ricordato da tutti gli intervenuti. “La figura di Antonello – ha detto Marilia Materasso – è trainante; ci spinge a lavorare nel migliore dei modi, con scienza e con coscienza. Per noi è stato scuola e palestra di vita”.

“Le pari opportunità – ha evidenziato la presidente Fidapa nel suo saluto introduttivo – vanno ricercate anche quando si parla di salute e benessere. La longevità femminile ci pone delle sfide, in quanto le donne vivono più degli uomini. I dati OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ci dicono che l’aspettativa di vita delle donne è superiore a quella degli uomini di cinque anni nel mondo e di circa quattro in Europa. Le nuove prospettive della medicina offrono scenari importanti. Bisogna puntare su prevenzione, cura e accompagnamento. Oggi ci troviamo in questo luogo perché la casa “Tamburelli” è un fiore all’occhiello della Città di Lamezia Terme”.

“La vera mission della Casa “Tamburelli” – ha detto la coordinatrice della struttura Marilia Materasso – non è solo curare, ma prendersi cura dell’anziano, con dignità e rispetto della persona. Il nostro intervento è mirato a valorizzare l’anziano come persona e a migliorare le sue attitudini”. “La Tamburelli è una famiglia. L’anziano – ha proseguito Marilia Materasso – deve stare bene all’interno della casa di riposo, con la propria storia e la propria famiglia. La “Tamburelli”, affidata e guidata dai frati cappuccini, è infatti aperta alle visite dei familiari dalla mattina alla sera”.

“La vita media delle donne – ha detto la dott.ssa Giuseppina Rita La Chimia - si è allungata. La prospettiva di vita delle donne in Italia è di circa 85 anni, 79 quella degli uomini. Le donne sono presenti in maggior numero in questa casa. Ma c’è un dato, particolarmente importante, che va considerato: la donna si occupa principalmente della famiglia, del partner, dei figli, dei nonni e della casa. Questo rende la donna impegnata; entra nella casa di riposo come caregiver. Queste funzioni della donna non trovano riscontro nell’uomo: tra l’uomo e la donna si crea un’asimmetria di genere”. “Ad ogni modo – ha puntualizzato la dott.ssa La Chimia – con l’avanzare dell’età i rischi aumentano. Emergono delle patologie che affrontiamo, monitoriamo e teniamo sotto controllo nella casa di riposo. L’obiettivo è quello di migliorare, il più possibile, la qualità della vita, e affrontare le possibili conseguenze. Ad esempio ad una certa età c’è un aumento delle patologie neurodegenerative. Così come ad una certa età aumentano le patologie delle ossa, come le fratture”. “Nella casa di riposo – ha proseguito -perseguiamo la “medicina di iniziativa” che comprende il monitoraggio continuo del paziente. I pazienti vengono stimolati con attività di laboratori, permettendo loro di avere un’attività cerebrale più lunga possibile”.

“La casa di riposo – ha sottolineato la dott.ssa Anna Anghelone – diventa uno spazio di vita dove ci sono diverse opportunità per mettersi in gioco. Le numerose attività diventano il fulcro della quotidianità. La struttura è, inoltre, aperta a incontri con la comunità. Sono presenti progetti intergenerazionali e attività ricreative aperte al pubblico attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie e dei volontari nel tessuto sociale locale”. E ha concluso: “Invecchiare non è un declino, ma una scoperta: il paesaggio cambia, ma la luce per guardarlo  resta la stessa”.


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