L'Umg, l'unica Università al mondo dove non esiste la contestazione

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  25 luglio 2019 14:39

di SERGIO DRAGONE

Mi sono chiesto più volte in questi anni, senza trovare una risposta convincente: ma perché l’UMG è l’unica università al mondo in cui gli studenti, invece di contestare il rettore e i prof, li inondano di comunicati e dichiarazioni di sostegno, se non addirittura di incondizionato plauso.

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Non sono un nostalgico del Sessantotto per il semplice fatto che all’epoca ero poco più che adolescente.

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Nei primi anni Ottanta sono stato consigliere di amministrazione all’UNICAL, su mandato della Provincia di Catanzaro. All’epoca, lo Statuto di Arcavacata prevedeva la presenza nel CdA di un rappresentante della Regione e dei maggiori Enti locali calabresi.

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Ricordo che non c’era riunione del consiglio d’amministrazione, presieduto dal rettore dell’epoca, il prof. Giovanni Latorre, in cui non subivamo la contestazione degli studenti che ci attendevano con tanto di striscioni, cori da stadio e fischi.

A Catanzaro no! Nessuno osa contestare l’Università. Non la contestano gli studenti – e questo è davvero grave, strano, oserei dire contro natura - e non la contesta la politica.

I motivi mi sfuggono. Forse la politica può trovare qualche tornaconto, visto che l’Università è una grande industria, fatta di migliaia di addetti ai lavori.

Per quanto mi sforzi, non riesco a capire l’apatia del mondo studentesco catanzarese che si lascia passare tutto ciò che accade al campus come acqua sul marmo.

Fosse accaduto ad Arcavacata il mancato accreditamento delle scuole di specializzazione, sarebbe successo un finimondo. Gli studenti avrebbero inchiodato alle loro responsabilità le autorità accademiche e la stessa politica. A Catanzaro nulla, solo generiche dichiarazioni di solidarietà, intrise di vittimismo e di pietosi scaricabarile: è colpa del governo, è colpa dei Cinquestelle, è colpa di Oliverio. Mai che la colpa venga attribuita, in qualche misura, ad un’Università che – lo dicono tutte le indagini – continua a perdere colpi.

In questo stagno immobile, ha fatto scalpore – se così si può dire di una dichiarazione tutto sommato acqua e sapone – la presa di posizione di Forza Italia che molto velatamente ha mosso qualche timida critica al rettore.

A mio parere la politica dovrebbe fare molto di più, osare di più, essere meno ossequiosa e chiedere conto prima a sè stessa, poi agli altri soggetti pubblici che concorrono alla vita di istituzioni importanti come l’Università.

Senza la spinta critica degli studenti e di politici visionari, molte Università italiane non si sarebbero guadagnate il posto che occupano.

Catanzaro non ha bisogno di un nuovo Mario Capanna, ma di un movimento studentesco più consapevole del suo fondamentale ruolo e di una politica più coraggiosa.

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