
La nostra solidarietà va a tutte le persone che in queste ore stanno vivendo disagi enormi: a chi ha visto la propria casa allagata, a chi ha subito danni gravi alla propria attività, ai senzatetto, agli animali morti annegati, a chi ha perso l’auto, l’abitazione, la dignità.
Dietro ogni immagine ci sono famiglie, lavoratori, piccoli imprenditori che oggi si trovano senza certezze e senza risposte.
Ancora una volta, dopo l’emergenza, ci aspettiamo una lunga sequenza di messaggi di vicinanza e promesse da parte del governo. Parole di solidarietà che, però, troppo spesso, non si traducono in interventi concreti. Quello che quasi mai arriva in tempi rapidi sono i finanziamenti necessari per consentire a cittadini e operatori economici di rialzarsi davvero: ristori adeguati, procedure semplici, tempi certi. Senza risorse immediate, chi ha perso tutto rischia di non riaprire mai più, con conseguenze pesantissime per il tessuto economico e sociale dei territori colpiti.
Negare i cambiamenti climatici o relegarli a un tema secondario significa condannare le aree più fragili a pagare un prezzo sempre più alto. Senza una seria politica di prevenzione, senza investimenti strutturali sulla messa in sicurezza del territorio, questi eventi non saranno più emergenze straordinarie, ma una tragica normalità. E ogni volta il conto ricadrà su cittadini, lavoratori e imprese, già messi a dura prova da anni di crisi.
Quando le telecamere si spegneranno, come purtroppo accade sempre, i cittadini rischieranno di restare soli. I Comuni non possono essere lasciati ad affrontare danni enormi con risorse insufficienti e responsabilità che spesso non competono loro. Servono strumenti straordinari, supporto tecnico e finanziario e un coordinamento reale tra Stato, Regioni ed enti locali.
Occorrono scelte politiche chiare e coraggiose: risorse immediate per i ristori, sostegno concreto agli operatori economici e alle famiglie colpite e investimenti strutturali per il futuro. Perché l’emergenza non è un fatto imprevedibile, ma il risultato di anni di negazione e immobilismo. E a pagarne il prezzo, ancora una volta, sono i cittadini".
Lo scrive, in una nota, Fabiola Scozia, segretaria cittadina Circolo Giuditta Levao.
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