Comunità montane, la lettera del presidente nazionale Uncem Bussone ai sindaci in materia di Protezione Civile
Marci Bussone
02 novembre 2026 12:18Riceviamo e pubblichiamo la lettera del presidente nazionale Uncem, Marco Bussone, ai sindaci in materia di Protezione Civile.
"Care Sindache, cari Sindaci,
Uncem ha letto con grande attenzione la petizione con la quale chiedete alle Associazioni degli Enti locali di promuovere un confronto istituzionale e un'iniziativa legislativa per rivedere la disciplina delle responsabilità dei Sindaci nelle emergenze, nella protezione civile e nella tutela della pubblica incolumità. Ne condividiamo le preoccupazioni, l'impostazione e l'urgenza. E intendiamo rispondere non soltanto assicurando la disponibilità di Uncem a proseguire il lavoro insieme, ma richiamando quanto la nostra Unione ha già fatto, le proposte avanzate negli anni e soprattutto le decisioni che riteniamo non possano essere ulteriormente rinviate.
Non partiamo da zero. E non possiamo permetterci di ricominciare ogni volta da zero.
Nel novembre 2021 UNCEM pubblicò il dossier Essere Sindaco. Le proposte per dare forza e onore al ruolo e alle Persone, dedicato alla responsabilità civile, penale e amministrativo-contabile degli amministratori locali, con contributi giuridici di Maurizio Flick e Sergio Cereda. Un lavoro che affrontava precisamente le questioni oggi riproposte dalla vostra petizione: l'estensione delle posizioni di garanzia, la responsabilità per omesso controllo, i limiti dei poteri sindacali, il rapporto tra indirizzo politico e gestione amministrativa, la necessità di adeguate tutele assicurative, il ruolo degli enti sovracomunali e l'urgenza di intervenire sul decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Quel dossier non era una semplice ricognizione normativa. Conteneva proposte e indicava un percorso di riforma che abbiamo portato ripetutamente all'attenzione dei Governi, dei Ministri competenti, delle Commissioni parlamentari, dei Deputati e dei Senatori di diverse legislature.
Il Sindaco non può essere considerato responsabile di ogni evento che si verifica entro i confini amministrativi del Comune. Il territorio comunale non coincide con la sfera dei poteri effettivamente esercitabili dal Sindaco. La responsabilità politica generale verso la comunità non può essere automaticamente trasformata in responsabilità penale personale per qualunque evento dannoso.
La tragedia del torrente Raganello, in Calabria, nel 2018, ha rappresentato uno dei casi più drammatici e discussi di questa problematica.
Vi è poi la questione delle risorse. Non si possono attribuire obblighi senza garantire gli strumenti per adempierli. Quando un Comune non dispone di un ufficio tecnico adeguato, di personale specializzato, di strumenti di monitoraggio, di risorse per la manutenzione o di capacità finanziaria per opere di prevenzione, tale condizione deve essere valutata anche sotto il profilo dell'effettiva esigibilità delle condotte e non essere ignorata nel giudizio sulla colpa.
È qui che assume un'importanza decisiva l'organizzazione sovracomunale. Le Unioni montane di Comuni, le Comunità Montane dove ancora operanti, devono poter svolgere funzioni tecniche, organizzative e di coordinamento adeguatamente finanziate.
Uncem insiste da tempo su questo punto: i piccoli Comuni non possono essere lasciati soli. O indotti alla solitudine. Piccolo non è bello. Piccolo insieme, è efficace con gli strumenti per lavorare bene e superare le frammentazioni. La gestione associata delle funzioni non deve diventare un ulteriore adempimento burocratico, ma uno strumento per costruire uffici tecnici condivisi, strutture permanenti di protezione civile, capacità di progettazione e manutenzione, sistemi informativi e professionalità che il singolo ente non potrebbe sostenere. Dobbiamo superare la frammentazione delle competenze e
costruire un sistema nel quale sia sempre individuabile chi deve programmare, chi deve finanziare, chi deve realizzare, chi deve monitorare e chi deve intervenire nell'emergenza.
Tutto questo ci porta al nodo politico e istituzionale principale: la riscrittura del Testo unico degli enti locali. Il decreto legislativo 267 del 2000 ha più di venticinque anni. Nel frattempo sono intervenute la riforma del Titolo V della Costituzione, la legge 7 aprile 2014, n. 56, il riordino delle Province, nuove discipline della finanza locale, la trasformazione dell'organizzazione amministrativa, il Codice della protezione civile e numerose
ulteriori attribuzioni ai Comuni.
La revisione della responsabilità dei Sindaci deve essere uno dei pilastri di questa riforma, non un capitolo separato.
Rivedere le responsabilità non significa ridurre la capacità, i poteri o l'importanza del Sindaco. Significa esattamente il contrario. Non chiediamo Sindaci con meno responsabilità politica, meno autorevolezza o minori poteri di intervento. Chiediamo Sindaci messi nelle condizioni di esercitare pienamente le proprie funzioni, assumere decisioni, guidare le comunità, organizzare i servizi, prevenire i rischi e affrontare le emergenze.
La responsabilità è parte essenziale della funzione pubblica. Ma deve essere definita, personale, proporzionata, collegata a obblighi giuridici precisi e a possibilità concrete di azione.
Per questo Uncem accoglie la richiesta di avviare un confronto strutturato con i Sindaci promotori della petizione, con ANCI, con le rappresentanze degli enti locali e con giuristi ed esperti di protezione civile.
Uncem è pronta a contribuire con i propri materiali, le competenze giuridiche maturate, il lavoro delle Delegazioni regionali e il coinvolgimento diretto dei Sindaci, delle Unioni montane e delle Comunità montane.
Non vogliamo che la discussione si riapra soltanto dopo una nuova tragedia, una nuova indagine o una nuova sentenza.
Non vogliamo che il problema venga affrontato unicamente sull'onda dell'emergenza.
La vostra petizione è quindi importante perché riporta al centro una questione che non riguarda una categoria di amministratori, ma il funzionamento della Repubblica e la qualità delle sue istituzioni territoriali.
Una riforma della responsabilità dei Sindaci, inserita nella riscrittura del Testo unico degli enti locali, è una delle condizioni per rafforzare davvero i Comuni italiani, la loro capacità di governo e il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Su questo Uncem continuerà a lavorare, insieme con voi".
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