
“Il ciclone Harry ha lasciato dietro di sé ferite profonde in vaste aree del Sud Italia, colpendo duramente la Calabria. In molti territori si è già entrati nella fase più complessa e dolorosa: quella della conta dei danni. Sono sinceramente vicino e solidale alle popolazioni colpite, ai sindaci dei Comuni più esposti, agli uomini e alle donne della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine, impegnati senza sosta per garantire sicurezza, assistenza e continuità dei servizi essenziali”.
È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”.
“Quanto accaduto, tuttavia, non può più essere liquidato come un’emergenza isolata. Siamo di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, che si innestano su un dissesto idrogeologico cronico, mai affrontato con la determinazione e la visione necessarie. Eventi estremi come quello che abbiamo vissuto stanno diventando sempre più frequenti e violenti e colpiscono territori già strutturalmente fragili, amplificando rischi e conseguenze – afferma Bruno –. In Calabria, in particolare, il ciclone Harry ha provocato danni ingenti lungo l’intero arco costiero ionico e tirrenico: da Reggio Calabria a Crotone, passando per Catanzaro Lido, Soverato, Caulonia e numerose altre località. Strade, lungomari, infrastrutture pubbliche e attività economiche sono state compromesse, confermando una vulnerabilità che affonda le sue radici lontano nel tempo. L’arretramento progressivo della linea di costa, documentato già a partire dagli anni Settanta, e le mareggiate sempre più distruttive hanno trasformato l’erosione costiera in un problema strutturale, non più rinviabile”.
“A questo quadro si sommano responsabilità precise legate all’abusivismo edilizio e a una pianificazione urbanistica inadeguata, che hanno aumentato l’esposizione al rischio di interi tratti di litorale. Nonostante decenni di eventi estremi e la disponibilità di risorse importanti, a partire dai fondi del PNRR destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico, la Calabria è ancora priva di un vero e strutturato piano di difesa delle coste, continuando a procedere per interventi frammentari, spesso emergenziali, incapaci di incidere sulle cause profonde del problema”, evidenzia ancora Bruno.
“In questo contesto condivido pienamente la proposta avanzata da Pasquale Tridico: è fondamentale che i presidenti delle Regioni maggiormente colpite, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, lavorino rapidamente a una stima puntuale e credibile dei danni, così da poter attivare i meccanismi di solidarietà dell’Unione europea, incluso il Fondo di solidarietà UE. Dal Parlamento europeo c’è l’impegno ad accelerare le procedure per l’erogazione di questi finanziamenti, ma serve tempestività e capacità di programmazione a livello nazionale e regionale – si legge ancora nella nota del capogruppo di “Tridico Presidente” –. Senza interventi rapidi per il ripristino delle infrastrutture, dei servizi essenziali e del comparto turistico, il rischio concreto è quello di compromettere la prossima stagione e di aggravare ulteriormente condizioni socioeconomiche già fragili, soprattutto nel Mezzogiorno”.
“Il punto centrale, però, resta la prevenzione. Una programmazione ordinata e interventi strutturati rappresentano oggi strumenti indispensabili per ridurre il rischio idrogeologico e garantire maggiore sicurezza ai cittadini. La lotta al dissesto non è solo una necessità ambientale e sociale: è anche una grande opportunità di sviluppo e occupazione. Investire nella messa in sicurezza del territorio significa creare lavoro qualificato nei settori della protezione civile e della gestione ambientale, oltre che dell’edilizia, valorizzando competenze e risorse umane impegnate nella manutenzione, nel monitoraggio e nel ripristino del territorio”, afferma ancora Bruno.
“In questa sfida, il monitoraggio e il contrasto al dissesto idrogeologico passano anche, se non soprattutto, attraverso lo sfruttamento delle tecnologie oggi disponibili. Integrare sviluppo sostenibile e rivoluzione digitale è una scelta strategica imprescindibile per migliorare la capacità di prevenzione, previsione e intervento – conclude Bruno –. La solidarietà è necessaria oggi, per sostenere chi è stato colpito e per ricostruire. La responsabilità e le scelte giuste lo sono per il futuro, se vogliamo davvero spezzare il ciclo continuo di emergenze, fragilità e ricostruzioni che da troppo tempo continuano a ferire la nostra regione”.
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