Maniago chiude la Settimana Liturgica a Catania: "Non disperdete il bene costruito insieme"

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  27 agosto 2026 13:37

«Non disperdete il tanto di bene che insieme abbiamo costruito in questa settimana». È la consegna affidata da mons. Claudio Maniago, presidente del Centro di Azione Liturgica (CAL), ai partecipanti alla conclusione della 76ª Settimana Liturgica Nazionale.

Più che tracciare un bilancio, Maniago ha indicato un cantiere ancora aperto, destinato a proseguire nelle Chiese locali e nel cammino della Chiesa italiana. Al centro rimane la questione dell’iniziazione cristiana, che non può essere affrontata semplicemente attendendo «qualche nuova indicazione» o una nuova ricetta capace di far funzionare le cose come un tempo. «Abbiamo bisogno di un ripensamento serio» – ha sottolineato – della presenza ecclesiale e del modo in cui la Chiesa è chiamata oggi a riproporsi come «comunità che genera».

Lo stupore davanti allo splendore della liturgia

Una delle parole scelte da Maniago per rileggere l’esperienza vissuta è stata «stupore». È l’atteggiamento con cui riconoscere l’agire di Dio e riscoprire lo splendore proprio della liturgia.
Una bellezza che non deve essere costruita artificialmente: «Lo splendore è proprio della liturgia, ce l’ha; noi dobbiamo solo farlo emergere».
Da qui una delle provocazioni più impegnative della conclusione. Riprendendo quanto emerso nell’ultima relazione, Maniago ha riconosciuto che, dopo tanti anni dal Concilio e dalla riforma liturgica, «ancora non sappiamo celebrare in modo da far emergere lo splendore della liturgia».
Una constatazione che non diventa giudizio pessimista, ma indica la ragione stessa per continuare il lavoro di formazione e ricerca. La questione, infatti, non è «banalmente estetica»: riguarda il cambiamento della mentalità e delle prassi celebrative e, più profondamente, la capacità della liturgia di esprimere il mistero vissuto dalla comunità cristiana.

Iniziazione cristiana: non basta «un lifting»

Particolarmente forte il richiamo all’iniziazione cristiana e al suo rapporto con il cammino sinodale. Per Maniago le difficoltà attuali «non richiedono soltanto una sorta di lifting per mettere a posto qualche ruga».
Occorre piuttosto prendere coscienza del contesto nel quale la Chiesa vive, annuncia e celebra, tornando a pensare la pastorale a partire dalla sua capacità generativa.
Quanto maturato durante la Settimana dovrà perciò essere portato nelle diocesi e anche negli ambiti di confronto della CEI e delle Conferenze episcopali, perché il tema dell’iniziazione cristiana riguarda direttamente il futuro dell’evangelizzazione e della vita ecclesiale.

La parola del Papa come responsabilità

Maniago ha espresso particolare gratitudine per la vicinanza del Santo Padre, invitando a non considerare il messaggio e la benedizione pontificia come una semplice «pacca sulla spalla» per un lavoro ben fatto.
La parola del Papa rappresenta, piuttosto, una «conferma» del cammino portato avanti dalla Settimana Liturgica nei suoi 76 anni di storia e, proprio per questo, si traduce in una nuova responsabilità.
Il presidente del CAL ha richiamato anche le recenti catechesi di Papa Leone sulla liturgia, sulla Sacrosanctum Concilium e sulla riforma liturgica, riconoscendovi un ulteriore segno della necessità di continuare a lavorare sulla formazione liturgica delle comunità.

«Portate a casa quanto avete ricevuto»

La Settimana, dunque, non termina con la chiusura dei lavori. Maniago ha invitato i partecipanti a continuare la riflessione una volta rientrati nelle proprie diocesi, suggerendo anche un gesto concreto: mettere per iscritto ciò che maggiormente ha interrogato, provocato o aperto nuove prospettive.
«Tornare e portare quanto abbiamo ricevuto con consapevolezza e, perché no, con lo stupore e la gioia»: è questo il mandato affidato a quanti hanno preso parte ai lavori.

Nel 2027 la Settimana Liturgica ad Albano

Prima del congedo, Maniago ha infine annunciato il prossimo passaggio del cammino del CAL: la 77ª Settimana Liturgica Nazionale si terrà nella Diocesi di Albano.
«Continua il viaggio nella nostra lunga e bellissima Italia. Torneremo un po’ su, torneremo al Centro Italia», ha annunciato il presidente del CAL, presentando la nuova sede e salutando la presenza a Catania del vescovo di Albano, mons. Vincenzo Viva, giunto per raccogliere idealmente il testimone della manifestazione.
Da Catania ad Albano, dunque, la Settimana Liturgica prosegue il suo cammino. Con una consegna precisa lasciata da Maniago: custodire lo stupore, continuare a imparare a celebrare e ripensare una Chiesa capace di generare alla fede.