Marcellinara, presentato in Comune il libro “I rapporti tra Cina e Francia dal 1949 alla fine del bipolarismo” del giornalista Torchia

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images Marcellinara, presentato in Comune il libro “I rapporti tra Cina e Francia dal 1949 alla fine del bipolarismo” del giornalista Torchia

  06 aprile 2024 10:57

Si è svolta nella Sala Consiliare del Comune di Marcellinara la presentazione del libro “I rapporti tra Cina e Francia dal 1949 alla fine del bipolarismo” del giornalista Antonello Torchia. Oltre all’autore, presenti al tavolo dei relatori, il sindaco di Marcellinara Vittorio Scerbo e il giornalista Vinicio Leonetti, che ha moderato il dibattito. Anche cittadini intervenuti  hanno fornito il loro contributo alla discussione attraverso un dibattito aperto e partecipato.

“Dall’analisi dei rapporti tra Francia e Cina, trattati nel testo, l’attenzione – ha detto il sindaco Vittorio Scerbo – si sposta automaticamente sull’attualità e sulle diverse tensioni e conflitti che si registrano a livello internazionale. Il ruolo delle diplomazie dovrebbe essere rivolto a creare un futuro di pace per il mondo, ma ci rendiamo conto che la strada da percorrere è ancora tanta”.

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“Nel libro – ha detto il giornalista Vinicio Leonetti – è esposta una dettagliata ricostruzione storica dei rapporti tra Cina e Francia e l’autore fornisce degli interessanti spunti di riflessione e di analisi”.

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“L’obiettivo – ha detto l’autore Antonello Torchia – è stato anche quello di far comprendere come e perché si è arrivati, il 27 gennaio del 1964, allo storico avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. De Gaulle e Mao Zedong sono, infatti, uniti dalla volontà di slegare Francia e Cina dai vincoli del mondo bipolare (Stati Uniti da una parte e Unione Sovietica dall’altra) imposto dalla guerra fredda. Un sistema bipolare che ha avuto il suo epilogo con la caduta del muro di Berlino nel 1989 e con la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, ma che già negli anni Sessanta presentava alcune crepe. Il passaggio dal bipolarismo al multipolarismo è stata, infine, oggetto di un’analisi approfondita nella parte finale del libro con l’intervista allo storico Saverio Di Bella”.

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