Maremoto Catanzaro Servizi e rischio tenuta del Comune, ecco il piano industriale

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  21 gennaio 2026 20:50

di GABRIELE RUBINO

Passato il ciclone Harry, l'attenzione al Comune di Catanzaro si concentra sulla grande 'tempesta' della Catanzaro Servizi. La partecipata comunale è, come non non mai, sull'orlo del baratro, tanto che è sata attivata la procedura con la Camera di Commercio per scongiurare il fallimento. Appesi ci sono circa 120 dipendenti che avanzano lo stipendio (metà) da dicembre. Dipendenti 'essenziali' per la funzionalità non solo della società in house ma dello stesso Comune Capoluogo di Regione. 

Tra un'ordinanza e l'altra relativa all'allerta meteo, in queste ore le parole chiave sono piano di risanamento e piano industriale. Il primo è al vaglio del Tribunale (per rassicurare i creditori) e l'altro sarà portato, nei prossimi giorni, nei prossimi giorni (a inizio-metà della prossima settimana) dell'Assise municipale. Sono due documenti speculari che si abbracciano vicendevolmente. Per alcuni è il semplice calciare la lattina in avanti per altri si tratta di un piano solido. La Nuova Calabria è in grado di anticipare il secondo.  

Come già anticipato da questa testata, il cuore è rappresentato dall'affidamento di nuovi servizi. Quelli più vicini nel tempo sono quattro. Manutenzione stradale, verde pubblico, lampade votive e assistenza tecnica. Stando alle carte dovrebbero partire a fine marzo e genererebbero utili annui (non ricavi) per la società pari a rispettivamente: 106 mila, 126 mila, 80 mila e 142 mila euro. Più avanti se ne potranno attivare di altri. Come la gestione dei pontili del terzo specchio d'acqua del porto (80 mila euro annui che potrebbero crescere del 40%), di nuovi impianti pubblicitari (300 mila euro annui) e del forno crematorio (500 mila euro annui). Al netto, dello scritto si permetta di ricordare che quest'ultimo non solo è un opera pubblica (dunque la previsione di un anno di messa a regime è ardita) ma non esiste nemmeno alcun finanziamento per realizzarlo.  Come dicevamo ieri, la soluzione decennale (lo spettro temporale) è aperta ad ulteriori integrazioni. 

Passiamo al fronte personale. Nel documento è scritto che fra pensionamenti e scivoli anticipati possano andare in quiescienza fino a 13 unità. Altre 8 saranno assorbite da Sorical per il passaggio delle competenze sull'idrico. Ma, ed è qui la novità, nonostante il crac finanziario sarebbero previste nuove assunzioni. Proprio per attivare i servizi di cui sopra si parla di una trentina di unità a tempo indeterminato.  

Nel piano si fa cenno, parecchio soffuso, alla questione Parco Romani e al debito con Aurora. Dettagli importanti e non secondari. Per il momento, il comitato analogo di Palazzo De Nobili non ha dato il via libera, anzi ha indicato la necessità di alcune 'doverose correzioni'. Poi starà alla politica decidere sulla malata società in house pubblica e, in fondo, sullo stesso Comune di Catanzaro. 

 


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