"Maria 10 anni dopo", a Limbadi il sit-in: "Illuminiamo la sua voce, la verità e la giustizia"

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  04 maggio 2026 15:47

Si svolgerà il 6 maggio in contrada Montalto a Limbadi alle ore 10.00 il sit-in dal titolo “Maria 10 anni dopo: Illuminiamo la sua voce, la verità e la giustizia”

 A 10 anni dalla scomparsa di Maria Chindamo una rete di scuole, cittadine e cittadini, istituzioni, associazioni e cooperative, si incontrerà nel luogo nel quale Maria venne aggredita e poi fatta sparire, luogo oggi diventato spazio simbolo di rinascita, luce e speranza per un intero territorio. 

Lo scorso anno, proprio davanti al cancello delle terre di Maria Chindamo, è stata inaugurata la struttura permanente dell’artista Luigi Camarilla e che rientra nel progetto “Illuminiamo le terre di Maria” promosso dal comitato "Controlliamo Noi le Terre di Maria" e realizzato grazie a CCO - Crisi Come Opportunità.

Anche quest’anno l’iniziativa è stata organizzata dalla famiglia Chindamo e da una eterogenea rete composta da Libera- Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Centro Comunitario Agape, GOEL Gruppo cooperativo, Comunità Progetto Sud, Comitato Controlliamo Noi Le Terre Di Maria, Penelope Italia Odv, Crisi come Opportunità, Fondazione Una Nessuna Centomila, Centro di Women’s Studies Milly Villa – Unical, Comune di Limbadi. 

L’iniziativa che si svolgerà dalle ore 10.00, oltre ai saluti delle autorità ed istituzioni, prevede gli interventi programmati di Arcangelo Badolati (Gazzetta del sud), di Nicodemo Gentile (Penelope- Avvocato della famiglia Chindamo), di Chiara Colosimo (Presidente commissione nazionale antimafia) e di Vincenzo Chindamo. Ad arricchire la giornata, il monologo dell’attrice Anna Mannella - estratto dello spettacolo teatrale “Se dicessimo la verità” di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano. Prevista inoltre, la presenza delle rappresentanze delle scuole del territorio. 

L’iniziativa assume quest’anno particolare rilievo per il decennale della scomparsa di Maria Chindamo, ricordando che si sta celebrando il processo per il femminicidio di Maria Chindamo presso la corte d’Assise di Catanzaro.

Il 6 maggio è diventato un momento ormai istituzionalizzato di memoria che rinnova un impegno che non si è mai fermato: rappresenta ora più che mai, un momento non solo di commemorazione ma anche e soprattutto di conferma della volontà di non spegnere la voce di Maria Chindamo, mettendo in luce la forte richiesta di verità e il vivo desiderio di giustizia.


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