Mario Nicotera è cittadino onorario di Girifalco: "Ora auspico la 'Cittadella della salute'"

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Il conferimento ufficiale

Rosanna Rizzello, presidente del Consiglio Comunale saluta il nuovo concittadino: "Un simbolo vivente della nostra storia

  07 agosto 2021 10:00

di MASSIMO PINNA

Mario Nicotera è cittadino onorario di Girifalco. A conferire l’onorificenza, su proposta del presidente del consiglio comunale, la professoressa Rosanna Rizzello, l’unanimità dei consiglieri presenti.

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Ad omaggiarlo, un nutrito numero di professionisti e medici convenuti da tutto il territorio che hanno gremito il panoramico terrazzo del complesso monumentale.

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Tra gli ospiti, la professoressa Amalia Bruni, il prof. Defazio (università di CZ), psichiatri e personale medico e sanitario del nosocomio tra i quali il dott. Salvatore Ritrovato (attuale direttore del S.R.P.) e la dottoressa Elisabetta David (dirigente medico R.S.A.)

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Messaggi di congratulazioni sono arrivati persino dai docenti Casacchia e Roncone dell’università dell’Aquila.

Il sindaco, ing. Pietrantonio Cristofaro ha consegnato una pergamena a sigillo dell’onorificenza conferita, ed un quadro di un giovane artista girifalcese, Fabio Mascaro.

Un Mario Nicotera emozionato e fiero ha concluso auspicando la sua tanto ambita “cittadella della salute” un polo sanitario d’eccellenza che diventi a Girifalco punto di riferimento di tutto il territorio.

Il pianista internazionale Emilio Aversano ha regalato un concerto finale nel chiostro del complesso monumentale.

Di seguito la nota introduttiva del presidente del consiglio che ha aperto i lavori dell’adunanza ed ha commosso l’intera assemblea.

SINTESI PERSONALE DEL PRESIDENTE

Quella del Manicomio di Girifalco è una storia che va raccontata con la stessa delicatezza che un restauratore impiega nel ridare vita ai capolavori sui quali lavora. E’ vecchia, complessa, multi sfaccettata e per questo,  a volte, incomprensibile, come un quadro di Picasso. Ma la bellezza di scoprire un capolavoro è anche questa, questo addentrarsi, questo cercare di comprendere non tanto la storia, ma quella materia viva di ciò che orami, a Girifalco, è identità vera e propria di una popolazione intera.

Mario Nicotera è parte di questa storia da raccontare, non è un colore sulla tela, ma un tratto deciso, lo immagino come il profilo che da senso ad un’immagine altrimenti sfocata. Il suo, come altri professionisti che qui hanno lasciato un’impronta decisiva, nel bene e nel male.

Nella relazione che ho depositato a motivo di questa onorificenza, c’è un excursus storico abbastanza preciso, ma non pedante, di ciò che ha caratterizzato l’intervento di Nicotera in seno alla struttura dove ci troviamo e le motivazioni di questo conferimento con tanto di citazioni bibliografiche a lui riferite. Ma inutile leggerlo e menzionarlo tutto, non è utile a questa assemblea di persone che sanno già moltissimo di lui e che con la loro presenza dettano già un grande attestato di stima nei suoi confronti. I consiglieri stessi e gli ospiti qui convenuti saranno testimonianza viva di ciò che lei ha dato al nostro ospedale psichiatrico.

Chiaro è che se Girifalco ha mantenuto la sede del suo ospedale psichiatrico altrimenti destinato alla città del sole, lo dobbiamo a lui. attraverso il progetto nazionale di ricerca sulla salute mentale, promosso dall’istituto superiore di sanità nel 96, Nicotera ha dato voce alla struttura manicomiale di Girifalco ed ha fatto si che non solo restasse qui la sua sede, ma divenisse un polo culturale e di sperimentazione sul campo, di quanto Basaglia aveva tracciato nella legge 180.

Guardando il video Sanus Egrederis, realizzato dall’associazione Kinèma, ho ascoltato alcune interviste fatte ai nostri ospiti dell’ospedale. Tutti ti suscitano compassione: buona parte di loro ha patologie derivanti da abbandoni, traumi o fortissimi conflitti familiari, il più delle volte con la figura materna. Uno di loro, abbandonato appunto dalla madre, ha detto queste parole: se una madre ti odia, chi puoi pretendere che ti ami? Questo mi ha fatto molto riflettere sull’importanza di sentirsi accolti ed amati, in generale, nella vita. Quando questo ci viene a mancare nascono disagi, e se questi disagi non vengono ascoltati, diventano disturbi. Chi varca la soglia di un ospedale psichiatrico ha sete, è disidratato di accoglienza e di comprensione. Tutto ciò non dovrebbe essere altro dalle terapie mediche adottate, ma un tutt’uno, perché è terapia umana, è integrazione: e questo Nicotera l’aveva capito. Ha capito che i colori che danno un senso a quell’opera d’arte di cui parlavo sono loro, sono i nostri ammalati. Il senso profondo della nostra identità come girifalcesi, prima di medici ed operatori, sono loro.

Se Nicotera è diventato parte decisiva di quest’opera umana che stiamo questa sera restaurando, significa che si è immerso anch’egli nella nostra identità d’appartenenza.

Da quel restauro di cui parlavo, emergerebbe a pieno titolo come una linea non troppo marcata, stonerebbe, ma certamente ben definita e di grande effetto artistico: per questi motivi, questo intero consiglio comunale ritiene il professor Mario Nicotera più che mai degno di diventare nostro, vero e fedele concittadino.

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