
L’artista calabrese protagonista del progetto curato da Marcello Sestito con l’opera inedita “Il sogno del folle”
28 giugno 2026 13:57di FRANCESCO IULIANO
E’ stata inaugurata venerdì 26 giugno scorso ed allestita a Palazzo Valentini di Piazza San Leoluca Valentianum a Vibo Valentia, la mostra dal titolo “Per un Museo Internazionale della Follia”, a cura di Marcello Sestito, che rimarrà aperta al pubblico fino al 26 luglio.
Un progetto che raccoglie le opere di numerosi artisti provenienti dal panorama nazionale e internazionale, accomunati dalla volontà di interrogarsi sul confine sottile tra normalità e alterità. L’arte, ancora una volta, si pone al servizio dell’umano nelle sue molteplici sfaccettature, accogliendo la complessità della mente e delle sue infinite manifestazioni.
Tra gli oltre cento artisti invitati al progetto figura anche l’artista calabrese, originario di Girifalco, cittadina alle porte del capoluogo, Massimiliano Ferragina, da sempre attento alle dimensioni più profonde dell’esistenza umana, chiamato a partecipare con un’opera realizzata appositamente per l’occasione dal titolo “Il sogno del folle”.
La mostra nasce come un importante momento di riflessione sul concetto di “follia”, intesa non soltanto come condizione clinica o limite, ma come spazio complesso dell’animo umano, luogo di visioni, fragilità, intuizioni e possibilità creative. Un’indagine nella quale l’arte diventa strumento di conoscenza, dialogo e restituzione di dignità a tutte le forme del pensiero.

A guidare la genesi dell’opera di Ferragina sono le parole di Paulo Coelho:
“Che cos’è un folle? Questa volta ti risponderò senza giri di parole: la follia è l’incapacità di comunicare le tue idee. È come se tu fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti e di essere aiutato perché non capisci la lingua.”
Da questa riflessione nasce “Il sogno del folle”, un lavoro che indaga la distanza e, allo stesso tempo, il bisogno universale di comunicare. Ferragina affronta il tema della follia come esperienza interiore, come condizione di chi osserva il mondo con uno sguardo differente e spesso non trova gli strumenti per tradurre la propria visione agli altri.
Le opere degli artisti coinvolti costituiscono un patrimonio di grande valore culturale e umano: una testimonianza della sensibilità con cui il mondo dell’arte si avvicina al tema della sofferenza e della malattia, non per definirne i confini, ma per aprire nuove possibilità di comprensione, relazione e consapevolezza.
Con “Il sogno del folle”, Massimiliano Ferragina contribuisce a questo percorso attraverso un’opera che invita a guardare oltre l’apparenza, dove la diversità dello sguardo diventa una forma di conoscenza e la fragilità una possibile origine della creatività.

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