
di GIOVANNI MATARESE
Caro Vincenzo (Capellupo), ho ascoltato con interesse e curiosità il tuo appassionato intervento sul Bilancio comunale, e, obiettivamente, non posso non apprezzare l'operato di questa Amministrazione nel tentativo di sanare profonde ferite. Ma, mi chiedo, perché questa azione virtuosa non produce consensi nei cittadini? Perché i giovani continuano ad andare via, i servizi non funzionano, la città si svuota a beneficio del comprensorio? Perché la città antica, che è sempre il biglietto da visita, è sempre meno percepita e languisce? Perché...? E potrei continuare. Cos'è che non funziona nella macchina amministrativa? È solo questione di mancanza di soldi o scarsa valorizzazione delle risorse disponibili? Sì, perché è evidente che "mentra u medicu stidìa, u malatu mora!" È evidente che il futuro spaventa. È evidente che manca una strategia globale, o non si percepisce. È evidente che interventi disorganici e a tampone non diventano sistema. È evidente che i piccoli successi non addolciscono il palato. È evidente che la qualità della vita non cresce.
E allora? È colpa di una cittadinanza cieca ed esigente? È colpa della politica strumentale, presuntuosa, furba, arrivista? Non ho, io, le risposte, è ovvio, ma so con certezza che il compito della amministrazione cittadina non è solo quello di "amministrare soldi", ma risorse. E le risorse sono i suoi cittadini. Che hanno braccia, cervello, sogni. E non è la politica del "panem et circenses" che i cittadini cercano, o almeno quelli più coscienti, coerenti. I cittadini apprezzano i piccoli passi, purché sia chiaro l'obiettivo. Vedi, ci sta bene di tanto in tanto una sconfitta, anche a suon di gol incassati, purché sia evidente lo sforzo per evitarla, e purché sia seguita da una vittoria che tenga su il morale e premi l'impegno. Catanzaro calcio docet!
Caro Vincenzo, sta città ha risorse, potenzialità, che non saranno sufficienti da sole a risolvere i problemi, ma ad alleviare le pene sì, e soprattutto a dare speranza. Oggi lo scollamento fra chi sta arroccato sul Campidoglio e la città è evidente e, forse, irreversibile. La fiducia, caro Vincenzo, la fiducia verso chi amministra, e chi hai votato, s'è appannata, sbiadita, evaporata. E non basta un bilancio in ordine. La fiducia persa è difficile da recuperare, ricostruire. Il tentativo è di guardare e cercare oltre. In bocca al lupo, amico mio.
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