Meloni alla Camera per la fiducia, Wanda Ferro: "Pronti ad essere un riferimento chiaro per i cittadini"

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  25 ottobre 2022 14:38

Pubblichiamo  l’intervento integrale in aula alla Camera del deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro sulle linee programmatiche del presidente Giorgia Meloni: 


Presidente, signori del governo, onorevoli colleghi, 
impossibile nascondere l’emozione per le giornate che stiamo vivendo, pagine importanti nella storia politica italiana e, concedetemelo, pagine di grande orgoglio per una comunità politica, degli uomini e delle donne che con impegno, coerenza, sacrificio, visione del futuro, con le scarpe sporche di fango e le mani pulite, anteponendo sempre gli interessi della comunità a quelli personali e di parte, hanno costruito quella strada che oggi ci ha portato a conquistare la fiducia di tanti italiani, che oggi si trasforma nella grande responsabilità di servire la Nazione.  

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Con la guida di una donna, Giorgia Meloni, che ha sfondato quel tetto di cristallo dimostrando capacità, competenza, determinazione, ma soprattutto è riuscita ad entrare in sintonia con i sentimenti degli italiani, con i loro bisogni e le loro speranze. 

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Lo dimostrano le manifestazioni di affetto, di simpatia, di entusiasmo, che stanno accompagnando l’insediamento della prima donna presidente del Consiglio della storia della Nazione, e che dimostrano quanta distanza ci sia tra l’Italia vera e il racconto di diffidenza, di paura, spesso di odio, che ha accompagnato la campagna elettorale che qualcuno ancora fatica a lasciarsi alle spalle.

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Siamo certi che non saranno questi i temi su cui ci confronteremo con l’opposizione, in un momento della storia che richiede responsabilità, serietà, confronto sui temi decisivi. 

Le sfide che abbiamo di fronte non sono semplici, assumiamo il governo della Nazione nel periodo forse più difficile di sempre, nel pieno di una  crisi energetica con il suo impatto devastante sull’economia di famiglie e imprese, e con la guerra alle porte dell’Europa, su cui manteniamo senza ambiguità la nostra posizione pienamente atlantista e a difesa del popolo Ucraino, anche a garanzia dell’affidabilità dell’Italia, e la volontà di stare a testa alta nelle istituzioni europee per costruire la casa comune dei popoli europei difendendo gli interessi nazionali. Un’Europa che sappia costruire politiche comuni nell’approvvigionamento di materie prime e di energia, nelle politiche migratorie, nelle scelte geopolitiche, nella difesa comune. Una integrazione europea più efficace nell’affrontare le grandi sfide del presente e del futuro. 

Temi che il presidente Meloni, il nuovo governo, tutta la maggioranza, affronteranno con competenza, determinazione, senso di responsabilità, maturità, sobrietà e unità d’intenti, mettendo in pratica quel programma di governo chiaro e pragmatico condiviso su cui hanno avuto la fiducia degli elettori. 

Il senso di responsabilità, la volontà di dare risposte immediate ai bisogni dei cittadini, sono dimostrati dalla celerità con cui il presidente Meloni insieme ai leader degli altri partiti del centrodestra ha dato vita al nuovo governo, un governo politico e di alto profilo, e dal lavoro intenso di trasferimento dei più importanti dossier da parte del presidente Draghi, a cui abbiamo sempre riconosciuto grande autorevolezza e competenza, e che ringraziamo per il senso delle Istituzioni e l’eccezionale disponibilità con cui ha affrontato la fase della transizione, come è giusto che avvenga nelle grandi democrazie. 

L’efficacia con cui è stata condotta questa fase di formazione del governo, grazie ad una maggioranza chiara uscita dalle elezioni, è la prova della necessità di rivedere l’assetto istituzionale dello Stato in chiave presidenziale, per dare stabilità ai governi e restituire centralità alla sovranità popolare. 

Da oggi realizziamo quel programma che abbiamo costruito in un confronto costante con il mondo produttivo, proponendoci come interlocutori credibili e affidabili chi rappresenta l’economia reale e la società reale. Un programma  che per molti aspetti è fortemente identitario, perché marca la visione chiara della destra sui temi economici, sociali, culturali nel senso più ampio.

Una visione che è stata sempre oscurata dai pregiudizi, dalla negazione del diritto di cittadinanza, e che oggi abbiamo la possibilità e il dovere di trasformare in azioni di governo nell’interesse della Nazione. 

Guardate le nuove definizioni dei ministeri su cui si sono scatenate tante polemiche pretestuose non rappresentano certo un esercizio di revanscismo politico, ma indicano chiaramente la linea con cui il nuovo governo intende perseguire la difesa degli interessi nazionali e disegnare l’Italia del futuro. 

Partiamo dalla sovranità alimentare, che qualcuno ha tentato di confondere con una sorta di autarchia che mette a rischio l’ananas e il sushi: sovranità alimentare significa tutelare l’economia agricola e agroalimentare italiana mettendo al centro della produzione i coltivatori non gli intessi delle grandi aziende, proteggendo la filiera ma anche valorizzando la cultura rurale, la sostenibilità e le produzioni di eccellenza contro l’agro-business e contro i danni prodotti dall’italian sounding. Vogliamo tutelare i piccoli allevatori, i piccoli agricoltori, chi con il proprio lavoro realizza un’economia di qualità che difende anche il territorio dal dissesto idrogeologico.

E poi il tema del merito, che ha provocato tanto scandalo a sinistra. Noi riteniamo che il tema della valorizzazione del merito rappresenti la vera leva su cui costruire un’Italia competitiva, capace di produrre eccellenza e di dare la possibilità ai giovani di realizzare i loro sogni. 
Attenzione è la nostra Costituzione che all’articolo 34 sulla scuola punta a premiare i capaci e meritevoli. Premiare il merito non significa lasciare indietro qualcuno. A tutti dobbiamo garantire le stesse condizioni di partenza, ma è giusto che chi si impegna di più, chi studia di più, chi si sacrifica di più, debba vedere premiato questo impegno. E’ questo l’unico modo di fare emergere chi parte da una condizione sfavorevole, chi è privo di mezzi, e che invece oggi è penalizzato da un sistema fondato su un egualitarismo che produce livellamento verso il basso e finisce per favorire chi ha più mezzi e chi ha alle spalle famiglie più agiate, o chi è organico a qualche sistema di potere. 

E ancora puntare su imprese e Made in Italy significa mettere al centro della politica del governo il supporto, la tutela e l’accompagnamento di quel tessuto produttivo che rappresenta il cuore dell’economia italiana. Oltre ad affrontare l’impellente emergenza dei costi dell’energia e delle materie prime, dobbiamo costruire una visione strategica fondata su un nuovo rapporto tra lo Stato e le imprese e tra i cittadini e la pubblica amministrazione.  Lo Stato deve essere amico di chi fa impresa, sostenendo chi produce e crea lavoro, non creare ostacoli di ogni genere, a partire dai temi della semplificazione burocratica e dell’abbattimento del cuneo fiscale e contribuito. 
Lo Stato deve tutelare i lavoratori autonomi, liberi professionisti, artigiani, che hanno pagato più di tutti il prezzo della crisi economica generata dalla pandemia e che devono avere le stesse garanzie e le stesse tutele dei lavoratori dipendenti. 

E poi uno Stato che deve difendere le proprie produzioni strategiche, creare la maggiore indipendenza possibile sui temi delle materie prime, dello sviluppo tecnologico e digitale, della sicurezza, dell’energia. 

E poi il tema dell’indipendenza energetica, che riguarda il futuro della Nazione: dobbiamo sfruttare tutte le opportunità a nostra disposizione, a partire dall’estrazione di gas nell’Adriatico, differenziare le fonti di approvvigionamento, ma anche investire nella ricerca sul nucleare pulito di nuova generazione, e facilitare gli investimenti nelle rinnovabili, il solare, l’eolico, tecnologie che possono fare dell’Italia e soprattutto delle regioni del Sud un grande hub europeo dell’energia. 

Sul Sud un capitolo particolare, per la necessità di investire nelle infrastrutture per recuperare quel ritardo che penalizza la competitività dei territori e fa fuggire sud intelligenze e capitale umano indispensabile non solo per la crescita delle regioni del Sud ma dell’intero paese.  

Anche valorizzando le nostre eccellenze: la qualità, la bellezza del Made in Italy sono il nostro marchio nel mondo, nella moda, nel manifatturiero, nel settore turistico – a partire dalla battaglia a difesa delle nostre imprese balneari – nell’agroalimentare: sono tutto ciò che la Cina non potrà mai copiarci. 

Il tema del sostegno alla natalità, centrale in un’Italia che ha bisogno di fare figli, e che troppo spesso non mette in condizioni le giovani coppie di creare una famiglia, per l’incertezza economica, per la precarietà, per la difficoltà di conciliare i tempi di vita con quelli del lavoro.

E ancora il tema della sicurezza, a partire dalle periferie delle città. 

Non posso nascondere il dolore profondo per la tragedia che ha segnato la mia città, Catanzaro, con la morte di tre giovani fratelli per il rogo della propria abitazione, uno dei quali affetto da autismo, in uno dei quartieri periferici più disagiati, mentre gli altri quattro membri della famiglia lottano tra la vita e la morte. 

Una vicenda straziante, alla quale la politica deve guardare senza retorica e interrogandosi sulle proprie responsabilità, perché su questo dramma si intrecciano diversi temi dai quali nessuno può dirsi esente da responsabilità. Il disagio nei quartieri popolari, l’emergenza dell’occupazione abusiva delle case, soprattutto la necessità di sostenere concretamente quelle famiglie che sono lasciate sole ad affrontare il problema della disabilità. 

Sul tema della solidarietà, della lotta alla povertà, del sostegno ai più fragili, ci saranno la nostra costante attenzione e il nostro impegno. 

Per questo abbiamo parlato di rivedere lo strumento del reddito di cittadinanza, nella consapevolezza di dovere affrontare la povertà non con l’assistenzialismo, ma con la dignità del lavoro, anche accompagnando i processi di inserimento nel mondo del lavoro con la formazione, anche sfruttando le risorse del Fondo sociale europeo. Non accetteremo più uno Stato che dice ai suoi giovani che l’Italia non ha bisogno di loro. 

Ma siamo consapevoli della necessità di sostenere ancor di più chi ha realmente bisogno, gli espulsi dal mercato del lavoro, chi non può lavorare, gli anziani, le famiglie che fanno i conti con la malattia e la disabilità, le famiglie prive di reddito con molti figli a carico. 

Altri temi la lotta alla mafia, sempre un faro della nostra azione politica nel solco dell’esempio di magistrati come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, dei tanti servitori dello Stato che in nome della legalità e della libertà hanno sacrificato la propria vita.  Forse mai sono state pronunciate parole più nette e assunti impegni tanto chiari da un presidente del consiglio. 

Lavoreremo anche per riformare la giustizia per superare le logiche correntizie che ne hanno minato la credibilità, ma soprattutto per dare ai cittadini risposte rapide e certe. Una giustizia lenta, non affidabile, scoraggia anche l’impresa, tanto quanto le lungaggini e l’inefficienza della burocrazia. Una giustizia che non garantisce certezza della pena vanifica il lavoro di chi è in prima linea contro la criminalità e mortifica le vittime. 

Il presidente Meloni ha esposto in maniera puntuale quello che sarà il programma di questi cinque anni di governo. 

Ma noi riteniamo che al di là della bontà delle proposte, a fare la differenza saranno la credibilità, la serietà, la determinazione nel realizzare questo programma nell’interesse della Nazione. 

Noi siamo pronti. Pronti a governare, pronti ad essere un riferimento chiaro per i cittadini e per l’Italia che produce, forti delle nostre idee e della coerenza con cui le difendiamo,  forti di un percorso fatto di ascolto e attenzione ai bisogni reali della gente,   forti di una visione del mondo, di un sistema di valori in cui sempre più italiani si ritrovano con fiducia e orgoglio. 

Oggi ci apprestiamo a percorrere insieme agli Italiani una strada che Giorgia Meloni ha saputo indicare con coraggio e costruire con il lavoro, con la passione, con lo studio, con la serietà, superando i pregiudizi e trasformando le fragilità di una donna, le tensioni di una madre, nella forza di un leader capace di guidare con amore e coraggio la propria gente e di dare tutta se stessa per il futuro della propria terra.

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