Mengani: "Umberto Falvo e la poetica della materia: il Premio alla Carriera a 'Frammenti di Assoluto'"

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images Mengani: "Umberto Falvo e la poetica della materia: il Premio alla Carriera a 'Frammenti di Assoluto'"


  13 maggio 2026 09:56

di TERESA MENGANI 

Nel corso del vernissage della mostra Frammenti di Assoluto, tenutasi il 9 maggio, l’artista calabrese Umberto Falvo è stato insignito del Premio alla Carriera, riconoscimento che suggella un percorso artistico coerente, intenso e profondamente legato alla ricerca espressiva contemporanea. La direzione artistica dell’evento, affidata a Tania Romeo e al critico e storico dell’arte Federico Ottolini, ha voluto celebrare non soltanto l’opera di Falvo, ma soprattutto la sua capacità di trasformare la materia pittorica in esperienza emotiva e testimonianza esistenziale.

L’arte di Umberto Falvo si muove infatti in un territorio in cui la pittura smette di essere semplice rappresentazione per diventare accadimento, gesto necessario, detonazione interiore. Le sue opere non cercano la rassicurazione della forma compiuta, ma abitano lo spazio fragile e potentissimo della tensione emotiva. Colore, materia e segno convivono in un equilibrio drammatico dove il rosso diventa energia vitale e ferita, il nero peso e memoria, mentre le aperture luminose sembrano offrire improvvisi spiragli di respiro.

Nel tempo Falvo ha costruito un linguaggio personale, fortemente materico, capace di intrecciare istinto e consapevolezza tecnica. La sua pittura appare spesso come una superficie attraversata da implosioni e stratificazioni, dove la materia conserva i segni del tempo, dell’erosione e della trasformazione. È proprio questa poetica del frammento e della rigenerazione ad aver trovato una delle sue espressioni più mature nel progetto Sui muri quello che resta – Omaggio a Mimmo Rotella.

Nato da un’intuizione sviluppata già nel 2018 insieme ai compianti critici Tonino Sicoli e Antonio Viapiana, il progetto rappresenta un omaggio profondo al Maestro Mimmo Rotella, figura centrale del décollage europeo e artista molto amato da Falvo. Se Rotella strappava i manifesti pubblicitari dai muri cittadini per trasformarli in opera, Falvo compie un gesto inverso e complementare: osserva ciò che il tempo e le intemperie hanno già trasformato. Manifesti scoloriti dal sole, lacerati dalla pioggia e dal vento, residui urbani apparentemente privi di valore diventano per l’artista superfici vive da fotografare, elaborare e reinterpretare digitalmente.

 

In questa operazione non vi è soltanto una riflessione estetica, ma una vera dichiarazione poetica: recuperare ciò che resta, restituire dignità al frammento, trasformare lo scarto in memoria visiva. Falvo non distrugge l’immagine pubblicitaria come atto di ribellione; piuttosto ne raccoglie le tracce consumate dal tempo per generare nuove possibilità narrative. È una pittura che nasce dalla città e dalle sue ferite, ma che approda a una dimensione profondamente umana.

Le prime opere del progetto vennero presentate nel 2024 durante la mostra Disubbidite, ispirata ai testi di Michela Murgia e realizzata a Catanzaro grazie all’impegno di Marisa Cortese e Tea Mancuso. Da allora la ricerca si è ampliata, consolidando il valore di un percorso che oggi trova nel Premio alla Carriera un riconoscimento naturale e meritato.

Durante il vernissage di Frammenti di Assoluto, il tributo a Umberto Falvo ha assunto così il significato di un omaggio non solo all’artista, ma anche all’uomo che ha saputo attraversare il dolore, la perdita e la trasformazione senza mai smettere di interrogare la materia e il senso profondo dell’arte. Le sue opere continuano a chiedere allo spettatore non di comprendere immediatamente, ma di sentire. Ed è forse proprio in questa capacità rara di rendere visibile l’inquietudine contemporanea che risiede la forza autentica della sua ricerca.

 


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