
di MARCELLO FURRIOLO
Ha ragione l’amico Agazio Loiero; i politici spesso attribuiscono funzioni “ancillari” alla memoria.
La bella espressione, molto cara e spesso evocata negli scritti di Agazio, mai come in questa circostanza è pertinente e appropriata ai ricordi legati alla Metropolitana di Catanzaro, che finalmente ha avuto il suo start proprio allo spirare del 2025. Bisogna dire che a questa tentazione non è sfuggito l’ex Governatore della Calabria, così come il neo consigliere regionale Enzo Bruno e non solo, nella ricostruzione storica, anzi nella “verità” rivelata al popolo sulla primogenitura dell’importante infrastruttura.
Allora, secondo Loiero e, a seguire, secondo Bruno e altri, il merito e l’ideazione della Metropolitana di Catanzaro, sarebbe tutto da ascrivere al Presidente della Giunta, cioè Loiero, che nel 2008 avrebbe fatto approvare dalla Giunta regionale e quindi fatto finanziare dal Governo il progetto redatto dal Comune di Catanzaro, sotto la sindacatura di Rosario Olivo. Ineccepibile questa ricostruzione, così come ineccepibilmente bisogna dare atto che, in seguito, anche il Governatore Mario Oliverio mise mano al progetto della Metropolitana, nel frattempo impantanato e grazie al Governatore Roberto Occhiuto rimesso in pista sino alla messa in moto del 31 dicembre 2025.
Ovviamente questa è una carrellata dei fatti avvenuti nel terzo millennio. Ed è vero che ormai nel Paese, ma particolarmente in Calabria, è come se la storia d’Italia avesse inizio nel 2000. Abbiamo cancellato, eliminato dal calendario gregoriano della vita pubblica e politica tutto ciò che è avvenuto prima, facendo del ‘900 non il “secolo breve”, ma quello dell’oblio, da dimenticare. Non è mai esistito. La memoria non ha quindi solo una funzione “ancillare”, come vorrebbe Agazio, ma addirittura narcotizzante.
Non so a quanti potrà interessare, ma proprio la strana vicenda della Metropolitana di Catanzaro ci racconta, però, che la prima idea e il primo progetto di una Metropolitana per la città di Catanzaro, che collegasse il centro storico con Lido, fu approvato dalla Giunta regionale della Calabria, Presidente Bruno Dominijanni, su input dell’ Assessore ai Trasporti, l’indimenticato Vincenzino Cassadonte, socialdemocratico. Il progetto ebbe un iter molto lungo e accidentato e venne riesumato nel 1987 allorché venne approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Catanzaro. Il progetto era stato redatto dalla Società Intermetro di Roma ed era di straordinaria modernità, risolvendo non solo il problema della viabilità della città, ma quello fondamentale e vitale dei parcheggi. Infatti il progetto di una “Metropolitana leggera”, cioè con trasporto su gomma, era integrato con un sistema di parcheggi alle fermate, particolarmente importanti nel centro storico, dove si prevedevano due parcheggi strategici alla stazione di Via Milano e, soprattutto, al Musofalo accanto al nuovo Tribunale, per centinaia di posti auto. Un progetto avveniristico per l’epoca, che riuscimmo a far finanziare per un importo di 107 miliardi sulla prima annualità della Legge 64 sugli interventi per il Mezzogiorno. Quella che ci consentì di finanziare le grandi opere, dal Politeama al Complesso del San Giovanni, alla Funicolare, a Piazza Matteotti. Ricordo che nel mese di gennaio del 1989 a Roma firmai con il Direttore Generale dell’ Agenzia per il Mezzogiorno la Convenzione per il finanziamento dell’intero importo e l’approvazione del Progetto. Che rappresentava una vera innovazione nel campo dei trasporti pubblici in Italia. Forse troppo innovativo. Infatti prevedeva l’integrazione tra una linea di trasporto pubblico guidata elettronicamente ed una serie di parcheggi adibiti anche a servizio della stessa linea. I lavori sarebbero durati tre anni e si sarebbe data la priorità ai due parcheggi previsti per il centro storico. La nuova infrastruttura si sarebbe snodata lungo l’attuale tracciato della linea esistente, che sarebbe stata totalmente rifatta. I locomotori e le littorine sarebbero stati sostituiti da moderni e capienti autobus. La linea ferrata sarebbe stata sostituita da strisce di cemento sulle quali indirizzare le ruote degli autobus a guida automatica con un sistema elettronico al posto del conducente. Le strisce sarebbero state realizzate ai lati dei binari esistenti, per evitare interruzioni del servizio in essere e i due sistemi sarebbero coesistiti per il tempo necessario. Ogni autobus (ne erano previsti 10) avrebbe avuto un carico di 169 passeggeri e nelle ore di punta sarebbe stato possibile distanziare un autobus dall’altro di soli cinque minuti. Molto prezioso fu l’apporto degli Assessori Michele Frisini e Franco Mellea.
Il 12 aprile 1991 firmammo a Roma, con il Ministro delle Aree Urbane Conte e con il Presidente della Giunta Regionale Olivo, il Presidente della provincia di Catanzaro Amato e il Sindaco di Lamezia Paladino il Protocollo d’Intesa per l’Area Urbana Catanzaro-Lamezia, che prevedeva, tra gli altri interventi strategici, la “Realizzazione di metroleggero nell’area di Catanzaro e di Lamezia… su ferro e su gomma”.
L’assoluta novità del progetto, vicende societarie complesse, l’uragano programmato di Mani Pulite, lo spirare del secolo e della Politica e l’avvento del Nuovo Corso, a cavallo tra populismo di destra e di sinistra, ha fatto perdere le tracce del Progetto della Metropolitana leggera e dei parcheggi di Catanzaro. Le nuove guide politiche e amministrative scelsero la strada del cambiamento radicale, cancellando non solo la soluzione tecnologica della metropolitana leggera, ma sopratutto il sistema integrato ai parcheggi vitali per il futuro della città.
Ecco non la verità sulla storia della Metropolitana, ma il pezzo mancante nella ricostruzione “ancillare” di Loiero, Bruno, Oliverio, Mancuso, Olivo, Abramo, Fiorita sino ad Occhiuto, che la nuova metropolitana l’ha rilanciata e inaugurata.
Forse questa è una favola a lieto fine, ma è anche la storia delle opere pubbliche in Calabria, che passano attraverso l’impegno di tanti padri putativi e che abbisognano almeno di 40 anni per vedere la luce, tra la progettazione, il finanziamento e la realizzazione.
Questa volta, però, la Metropolitana di Catanzaro non è rimasta un’incompiuta.
Dimenticavo. Stamane una Lettera di San Giacomo ci ricorda che non è possibile la Fede senza le Opere. E viceversa.
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