
Applausi convinti e grande partecipazione al Teatro Impero di Chiaravalle per “Mi dimetto da uomo”, lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Sergio Assisi, affiancato in scena da Giuseppe Cantore, inserito nella stagione teatrale organizzata dal Comune di Chiaravalle Centrale e dalla Consulta della Cultura, con la collaborazione di AMA Calabria.
Una serata intensa e coinvolgente che ha saputo alternare leggerezza e profondità, comicità e introspezione. Per la prima volta ospite della rassegna, Assisi si è presentato in una veste completa — autore, regista e interprete — portando in scena un lavoro capace di abbattere fin da subito la distanza tra palco e platea.
Con un linguaggio diretto e confidenziale, il protagonista dialoga con il pubblico a cuore aperto. In un mondo che sembra aver smarrito punti di riferimento, lo spettacolo diventa un’occasione per interrogarsi su abitudini, sogni, fragilità e contraddizioni dell’essere umano contemporaneo. Il tono è quello del moderno giullare: ironico, a tratti pungente, ma sempre attraversato da una sincera ricerca di senso.
Il filo conduttore è una domanda tanto provocatoria quanto universale: “Dovrei forse dimettermi dall’essere uomo?”. Attorno a questo interrogativo si sviluppa un flusso narrativo dinamico, arricchito dall’irruzione in scena di uno “spiritello” — presenza buffa e irriverente — che incarna la coscienza critica del protagonista. Questo alter ego interviene, corregge, smaschera, costringe al confronto con verità scomode, trasformando il conflitto interiore in azione teatrale viva e concreta.
Tra risate, momenti di commozione e pause di riflessione, il pubblico del Teatro Impero ha seguito con attenzione una continua tensione tra aspirazione alla bellezza e richiamo delle debolezze umane. Il desiderio di aggrapparsi all’amore e alla poesia si scontra con egoismi e limiti, in uno specchio fedele della complessità del nostro tempo.
La regia, firmata dallo stesso Assisi, insieme alle scene e ai costumi di Quisquilie Factory e al disegno luci e fonica di Stefano Pierucci, ha sostenuto con efficacia il ritmo serrato dello spettacolo, valorizzandone l’alternanza emotiva.
Al termine della rappresentazione, lunghi applausi hanno salutato gli interpreti, confermando il successo di uno spettacolo capace di divertire e far riflettere. “Mi dimetto da uomo” si inserisce così tra gli appuntamenti più significativi della stagione culturale cittadina, trasformando il teatro in uno spazio autentico di confronto e consapevolezza.
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