Miastenia gravis, a Catanzaro due giornate di alta formazione tra teoria e pratica clinica

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Specialisti a confronto su diagnosi, gestione e terapie innovative. Barone e Trimboli: «Formazione sul campo per migliorare presa in carico e tempi di intervento». Confermato il ruolo del capoluogo come riferimento nella neurologia specialistica regionale

  01 aprile 2026 16:04

Due giornate intense, dense di contenuti ma soprattutto di confronto reale con la pratica clinica. Si è concluso con una partecipazione attenta e qualificata il percorso formativo dedicato alla miastenia gravis, articolato tra il PM Hotel e la U.O.C. di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco”, confermando quanto la formazione specialistica rappresenti oggi uno snodo decisivo per migliorare diagnosi e presa in carico dei pazienti.

L’iniziativa, organizzata con il supporto non condizionato di Argenx e con il provider ECM Maya Idee Sud, ha messo insieme teoria e pratica, offrendo ai professionisti sanitari un’occasione concreta di aggiornamento su una patologia complessa e spesso difficile da intercettare nelle fasi iniziali.

Il corso si è svolto all’interno di un contesto clinico di alto profilo, rappresentato dalla struttura diretta dal professor Antonio Gambardella, sempre più punto di riferimento regionale nella gestione delle patologie neurologiche complesse. A guidare il percorso formativo sono stati i responsabili scientifici Stefania Barone e Michele Trimboli, che hanno costruito un programma capace di tenere insieme inquadramento teorico e applicazione clinica.

«Abbiamo voluto costruire un percorso che non si limitasse all’aggiornamento teorico, ma che permettesse ai partecipanti di confrontarsi direttamente con la realtà clinica, perché è lì che si misura davvero la capacità di gestire una patologia complessa come la miastenia», spiegano Barone e Trimboli. «L’obiettivo è fornire strumenti concreti per migliorare la diagnosi e la presa in carico, riducendo i tempi e aumentando l’appropriatezza dei percorsi».

La prima giornata ha affrontato i nodi centrali della miastenia gravis: epidemiologia, patogenesi, modalità di esordio e criteri diagnostici. Particolare attenzione è stata dedicata alla diagnosi differenziale, elemento cruciale per una patologia che può presentarsi con sintomi sfumati e variabili, spesso difficili da riconoscere in modo tempestivo. Accanto a questo, ampio spazio è stato riservato agli algoritmi terapeutici, ai trattamenti disponibili e agli strumenti di monitoraggio nel tempo.

Il secondo momento, ospitato direttamente nella U.O.C. di Neurologia, ha rappresentato il valore aggiunto dell’intero percorso. I partecipanti hanno potuto osservare da vicino la gestione clinica di casi reali, dalla prima valutazione fino al follow-up, entrando nel cuore dei percorsi assistenziali.

«Il confronto diretto con i pazienti e con i percorsi di cura consente di comprendere davvero come si costruisce un piano terapeutico e come si gestisce nel tempo la malattia», sottolineano ancora i responsabili scientifici. «La miastenia richiede un approccio multidisciplinare e una grande attenzione ai dettagli clinici, che si acquisiscono anche attraverso esperienze sul campo come questa».

Sul fronte delle cure ci sono progressi importanti. E non solo sul controllo della patologia ma anche per la qualità di vita.

Oggi sono, infatti, diverse le terapie che consentono una somministrazione domiciliare nelle persone con miastenia grave, permettendo trattamenti eseguibili direttamente a casa, in modo rapido e sicuro, senza la necessità di accessi ospedalieri frequenti. Tra queste, anche le più recenti innovazioni approvate da AIFA, come efgartigimod alfa.

L’iniziativa ha rappresentato non solo un’importante occasione di aggiornamento scientifico, ma anche un momento di consolidamento del ruolo di Catanzaro nella rete dell’assistenza neurologica specialistica. Una realtà che continua a investire su competenze, innovazione e organizzazione, con l’obiettivo di offrire risposte cliniche sempre più efficaci, tempestive e qualificate.

 

 

 


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