Migliaia di devoti mariani al Santuario di Nostra Signora dello Scoglio nella Locride per l’anniversario della prima apparizione

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  15 maggio 2026 12:54

Solenni celebrazioni religiose hanno avuto luogo l’undici maggio u.s., presso il santuario diocesano della Vergine Immacolata, Nostra Signora dello Scoglio, a Santa Domenica di Placanica, in occasione dell’anniversario della prima apparizione della Madonna. Tale è data considerata la più importante e significativa dell’anno per il celebre e rinomato luogo di culto mariano calabrese e mondiale. Le funzioni liturgiche sono state presiedute dal vescovo della diocesi di Locri - Gerace, Monsignor Francesco Oliva, alla presenza di migliaia di fedeli giunti da numerose regioni d’Italia e anche dall’estero, a testimonianza della consolidata devozione verso Nostra Signora dello Scoglio.

L’11 maggio rappresenta la data simbolo dello Scoglio benedetto, poiché ricorda l’anniversario della prima apparizione della Madonna. Una ricorrenza vissuta quest’anno con particolare intensità spirituale, essendo la seconda celebrazione dopo l’ottenimento del nulla osta del Dicastero per la Dottrina della Fede, disposto con documento firmato da Papa Francesco. Un riconoscimento che ha segnato un momento storico per il santuario e per l’intera comunità dei devoti. Il programma religioso è stato particolarmente intenso e partecipato. Le celebrazioni sono state precedute, il dieci maggio, da una suggestiva veglia di preghiera e dalla tradizionale fiaccolata serale, culminata nella solenne processione con la statua della Madonna venerata dai fedeli e con la Santa Messa. Momenti di forte spiritualità e raccoglimento hanno caratterizzato l’intera giornata dell’undici maggio, vissuta con profonda emozione dalla fiumana di pellegrini presenti allo Scoglio benedetto. L’afflusso straordinario di persone ha confermato ancora una volta il ruolo del santuario quale importante centro di fede, preghiera e devozione mariana, capace di richiamare ogni anno migliaia di visitatori da ogni parte del mondo.

Di seguito riportiamo la testimonianza dell’esperienza mistica vissuta da Fratel Cosimo, da lui resa, su indicazione del vescovo, nella speciale giornata: “Con somma gioia, sono lieto di porgere un cordiale saluto ai Reverendissimi Vescovi per la loro presenza: a Mons. Francesco Oliva, nostro vescovo, della Diocesi di Locri-Gerace, a Mons. Giuseppe Morosini, a Mons. Francesco Milito, ( e ) a Mons. Leonardo Bonanno. Un saluto rivolgo a tutti i sacerdoti, ai diaconi, e a tutti quanti voi carissimi pellegrini, devoti della Vergine Immacolata Nostra Signora dello Scoglio. Siate tutti benvenuti e accolti dall’amore materno della Vergine Santa. Tra le tante voci che si susseguono nel mondo, e sono veramente tante, una voce si fa sentire sempre di più, e risuona spesso alle nostre orecchie, è la voce di S. Domenica di Placanica, da quando in quel famoso 11 Maggio dell’anno 1968 la S. Madre di Dio discese dal cielo, e venne a visitare questo remoto angolo di Calabria.

Oggi, nel suo 58° anniversario siamo qui riuniti come ogni anno ai piedi dello Scoglio Benedetto, per rendere grazie ancora una volta al Signore, per il grande dono della sua Santissima Madre. In quest’ora difficile della storia umana, in cui il mondo è segnato da guerre e conflitti, vogliamo pregare la Santa Vergine, affinché ci ottenga dal Cuore misericordioso di Gesù, la pace tanto sperata per tutto il mondo. Quella pace vera, promessa da Gesù nel Vangelo di Giovanni al cap. 14 v. 27: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. Ed ora, con questi sentimenti di pace nel cuore, passo ad introdurre la testimonianza sull’esperienza spirituale che ho vissuto l’11 Maggio dell’anno 1968, e che ha trasformato interamente la mia vita.

All’uomo geraseno, di cui parla il Vangelo di Marco al cap. 5, disse Gesù dopo averlo guarito e liberato dal demonio: “Torna a casa tua, vai e racconta a tutti quello che il Signore ha fatto per te”. Queste parole di Gesù oggi, mi sono di sprone ancora una volta per condividere con voi la mia umile testimonianza, e lo faccio solo ed esclusivamente per dare maggior gloria al nostro Dio, e per edificare e rafforzare la nostra fede. La mia famiglia, in cui sono nato e cresciuto, era una famiglia povera, una famiglia di contadini, per cui anch’io come i miei genitori ho incominciato a lavorare in campagna, ad arare la terra con l’aratro trainato dai buoi e a pascolare anche il gregge. Tutto è successo in quell’indimenticabile giorno, come ho già detto, dell’11 Maggio dell’anno 1968, quando, dopo il tramonto del sole, al volgere della sera, terminata una lunga giornata di duro lavoro nei campi, mentre stavo rientrando a casa, giunto in prossimità dello Scoglio, improvvisamente mi vidi abbagliato da una grande luce. Non sapendo cosa fosse successo, cercavo di guardarmi intorno, e mentre lo facevo contemporaneamente, ho avvertito come un impulso interiore di voltarmi verso lo Scoglio, e vidi, proprio sulla sommità di esso, una giovane ragazza di una rara bellezza, in atteggiamento di preghiera. Ho avuto tanta paura e stavo per scappare, perché mi venne in mente, proprio in quel momento, quanto mi raccontava mia nonna d’inverno presso il focolare, e cioè che nel mondo ci sono degli spiriti maligni che vanno in giro, e che bisognava portare addosso qualcosa di benedetto, per essere protetti.

In quel preciso istante la giovane ragazza si mosse, e mi fece segno con la mano di non scappare dicendomi: “Non avere paura, vengo dal Paradiso, Io sono la Vergine Immacolata, la Madre del Figlio di Dio; sono venuta a chiederti di costruire qui una cappella in mio onore. Io ho scelto questo luogo, qui voglio stabilire la mia dimora e desidero che da ogni paese si venga qui a pregare”. Io ho creduto a queste parole, anche se più di una volta venivo assalito dal dubbio, perché pensavo potesse essere stato un inganno del diavolo, ma posso affermare in fede che la mia esperienza spirituale, alla giovane età di diciotto anni, ebbe proprio inizio da quell’incontro con la Santa Vergine.

A partire da quel momento mi sono sentito come improvvisamente trasformato, la mia vita è cambiata in un istante, come se avessi ricevuto un cuore nuovo, una mente nuova, e una visione nuova. Una nuova vita che non potevo nemmeno immaginare. Ora vivo la gioia di Dio, nonostante le sofferenze fisiche che da tanto tempo mi accompagnano. Tutto è incominciato ai piedi dell’umile Scoglio. Per me oggi l’esperienza più bella e salutare è quella di continuare a vivere in una nuova dimensione di vita spirituale. E’ così che ebbe inizio la mia vocazione cristiana: man mano che i giorni passavano, mi sentivo interiormente pervaso da uno spirito di carità, di amore, di misericordia e di compassione verso il prossimo, in particolare verso i malati e i sofferenti. Così, spinto da questa forza interiore, senza nemmeno accorgermene, mi sono trovato a svolgere in favore del prossimo, un continuo servizio di ascolto. L’esperienza che da più di mezzo secolo sto vivendo nell’incontro e nel rapporto con le persone di ogni ceto sociale, mi ha insegnato molte cose. Dal 1968 ad oggi penso di aver incontrato solo a colloquio privato milioni di persone, e ascoltato storie tragiche di ogni genere, oltre che a malattie, dolori e sofferenze fisiche, spirituali e morali.

Questo ministero di ascolto, nonostante sia abbastanza pesante, l’ho sempre fatto e continuerò a farlo con tanto amore e dedizione, fin quando Dio vorrà. Nel praticare il servizio di carità cristiana attraverso l’ascolto, intuisco sempre di più che le persone di ogni categoria, gente comune, professionisti, personaggi dello spettacolo, persone di scienza, sentono un immenso bisogno di essere ascoltate, di confidarsi, manifestandomi le loro pene, le loro ansie e i loro affanni, e il peso dei loro fardelli. Accolgo ogni confidenza e ogni loro oppressione, e assistito e sostenuto dalla grazia di Dio e dalla forza dello Spirito Santo, cerco di dare a tutti un indirizzo cristiano, una parola di conforto, di luce, di consolazione e di speranza, raccomandando tutto e tutti al Signore, nella preghiera. Ascolto anche tanti sacerdoti e suore provenienti da diverse diocesi d’Italia e anche dall’estero, come pure vescovi. Il compito affidatomi dalla Santa Vergine consiste non solo nella testimonianza evangelica, ma anche nella realizzazione di questa grande opera che la Madonna ha voluto, e che a me sta tanto a cuore portarla a compimento.

La Santa Vergine ebbe a dire: “Qui desidero un grande centro di spiritualità dove le anime troveranno pace e ristoro”. In tutti questi anni mi sono totalmente prodigato dando l’anima e la vita nell’impegno, riguardo la costruzione strutturale dell’opera. Di certo non è stato facile per me, affrontare enormi sacrifici, difficoltà, persecuzioni, dure prove, ma sostenuto sempre dalla grazia del Signore, e incoraggiato dalle parole della Santa Vergine non mi sono mai avvilito. Ella mi disse: “Non ti mancheranno tribolazioni e sofferenze, non ti scoraggiare io sarò con te e ti sosterrò con la mia mano”. Con la forza di queste parole, senza sgomentarmi, ho affrontato gli ostacoli, le difficoltà e le prove. Miei cari, ringrazio ancora una volta il Signore per aver trasformato la mia vita, mediante l’incontro con la sua Madre Santissima, da un rozzo contadino quale ero, in un operaio della sua vigna. E dopo che il Signore mi ha dato una vita totalmente nuova, ora, posso ripetere con San Paolo: “Le cose vecchie sono passate, ecco che ne sono nate di nuove”. A Dio sia tutta la gloria. Dite Amen. Grazie per avermi ascoltato. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo!”

Particolarmente significativa anche l’omelia pronunciata dal vescovo Oliva durante la solenne concelebrazione eucaristica, con al proprio fianco altri tre vescovi e diversi sacerdoti e diaconi: Il Signore fa cose grandi, non necessariamente eclatanti agli occhi degli uomini, grandi perché trasformate dalla sua grazia e capaci di infondere pace. Capaci di ridare speranza, di riportare sul retto cammino. Il Signore ha fatto cose meravigliose qui allo Scoglio in questi 58 anni. Siamo qui come ogni anno per dire grazie a Dio e continuare a rinnovare la nostra fede in Lui, davanti allo sguardo di Maria, madre di Dio e madre nostra. Lo Scoglio è un luogo di grazia che Dio ha voluto santificare con la vicinanza di Maria. Lo è stato di fatto per lungo tempo e lo è soprattutto oggi dopo il nulla osta della Santa sede, che con decreto del 5 luglio 2024, sigillato dalla firma di papa Francesco, ha dato la sua approvazione ed ha riconosciuto il valore spirituale dell’esperienza mariana vissuta qui allo Scoglio da Fratel Cosimo.

A Fratel Cosimo abbiamo il dovere di esprimere la nostra gratitudine per quanto ha saputo fare, lasciandosi pervadere dalla grazia dello Spirito Santo, accogliendo sin da giovane la speciale missione che Dio gli ha affidato. Laddove c’è povertà e umiltà, laddove il silenzio regge al chiasso ed ai rumori dei nostri tempi, Dio si manifesta. Fratel Cosimo continua nella sua missione, nonostante la fragilità fisica, continua a rendere testimonianza con la sua fede mariana. È la testimonianza di chi da umile servo del Signore si lascia modellare dal Signore. Ha accolto con fede il messaggio di Maria:“Non aver paura, vengo dal Paradiso, io sono la Vergine Immacolata, la Madre del figlio di Dio; sono venuta a chiederti di costruire qui una cappella in mio onore. Io ho scelto questo luogo, qui voglio stabilire la mia dimora e desidero che da ogni paese si venga qui a pregare”. Questa missione alla quale fratel Cosimo ha consacrato la sua vita c’invita a dar valore alle realtà del cielo. In un tempo in cui con estrema facilità ma anche con leggerezza ci si chiude alle realtà del cielo. Viviamo in un mondo che con troppa facilità si chiude alle realtà del cielo, considera la fede cristiana fuori dai suoi interessi, “una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti; un mondo in cui ad essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere”. In questo mondo “non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede è deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito”. E’ il contesto in cui Maria ci consegna attraverso Fratel Cosimo una speranza nuova: “Se gli uomini si convertiranno, si pentiranno dei loro peccati, si confesseranno, si avvicineranno a Dio e lo ameranno con tutto il cuore, Dio si avvicinerà a loro e li accoglierà nella sua casa….” “Ecco il mio rosario, esso sia la tua preghiera quotidiana, offrilo al mio cuore immacolato per la conversione del mondo, il trionfo del regno di Dio, la pace delle nazioni e la salvezza dell’umanità. La preghiera degli umili, il santo Rosario, torna ad essere attuale per invocare la pace in un tempo che sembra non credere più in essa preferendo affidarsi alla logica della violenza e della guerra, alla logica del più forte. Dallo Scoglio ci viene l’invito ad aver fede in Dio. Anche quando le prove e le difficoltà rendono più difficile il cammino. È l’invito a condividere il sogno di Fratel Cosimo: quello dell’edificazione di un santuario, che tiene desta la consapevolezza che Dio abita tra gli uomini. Il progetto c’è e tutti noi possiamo partecipare a questa grande opera L’obiettivo ultimo è aiutarci a credere in un Dio che si fa vicino, ci ama, ama tutti nonostante tutto.

Ci ama non per i nostri meriti ma per la sua infinita misericordia. Egli non viene meno alle sue promesse. Attraverso le Parole di Gesù che abbiamo appena ascoltato ci promette la venuta del Paraclito: “Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio”. Gesù promette il Paraclito, lo Spirito della verità, che procede dal Padre. C’invita ad accogliere il dono dello Spirito Santo come guida e consolatore. Gesù non nasconde le difficoltà che i suoi seguaci dovranno affrontare: persecuzioni, rifiuto, incomprensioni. Ma invita a non temere, perché lo Spirito sarà con loro, li sosterrà, li aiuterà a discernere la verità. Lo Spirito Santo sin dagli inizi ha operato nella chiesa e continua ad operare in essa, in tutti gli uomini e le donne che operano il bene e non si lasciano condizionare dalle seduzioni del male. Lo Spirito Santo ha guidato gli apostoli nella missione di annuncio del Vangelo. Ce lo ricordano gli Atti degli Apostoli raccontando la storia di una donna di nome Lidia, una commerciante di porpora, originaria di Tiatira (nell’attuale Turchia), che viveva a Filippi in Macedonia regione della Grecia. Dopo aver ascoltato Paolo, lei e la sua famiglia furono battezzati, diventando i primi cristiani in Europa e offrendo ospitalità ai missionari. Il Cristianesimo non ha avuto inizio in Europa, dobbiamo ricordarlo.

Come il messaggio del Vangelo sia giunto sul nostro continente, ce lo racconta il libro degli Atti. In un’apparizione notturna Paolo viene “chiamato” in Macedonia. Insieme ai suoi compagni si mette in cammino ed arriva a Filippi, la città più importante di quella regione. Le prime persone che incontra sono delle donne, il sabato, fuori dalla porta della città, lungo un fiume, dove pensavano ci fosse un luogo di preghiera. Tra queste donne c’è Lidia, una commerciante, che temeva Dio. La donna ascolta la predicazione, ne rimane colpita e si fa battezzare insieme a tutta la sua famiglia. Il cristianesimo in Europa inizia così, con la conversione di questa donna non europea. Dopo il battesimo, Lida invita Paolo e i suoi compagni a casa sua: “Se avete giudicato ch’io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa” (At 16, 15). Pochi versetti degli Atti degli Apostoli tratteggiano il profilo di questa donna che, da pagana, si convertì al cristianesimo dopo aver ascoltato la predicazione di Paolo. Una conversione che affascinò l’intera famiglia, che con lei credette alle parole dell’apostolo.

Chi può impedirci di credere che attraverso la testimonianza di fede di un’umile donna come Lidia, come la stessa Maria, di persone semplici come tanti discepoli, Dio possa manifestarsi e agire in mezzo a noi? Chi può impedire ai noi e ai tanti fedeli che vengono qui allo Scoglio di rendere testimonianza al Signore con la propria vita fatta di accoglienza, di ospitalità, di prossimità, di credere e di essere apostoli del Signore? Chi c’impedisce di credere che anche noi come fratel Cosimo possiamo appartenere alla schiera delle creature umili e semplici del Vangelo, che fanno sentire Dio vicino, che donano pace ai cuori affranti, che dispongono alla fede quando la vita si fa dura e tutto attorno sembra un deserto senza vita? Chi può impedirci di credere che Dio apra sentieri nuovi e doni la fede a gente lontana e non credente? Chi ci può impedire di credere che questo luogo benedetto sia segno di speranza per tanti pellegrini, casa di preghiera per chi cerca la pace, ancora di salvezza per chi porta nel cuore delusioni e amarezze? Chi può impedirci di credere che lo Scoglio benedetto sia luogo che apra le sue porte a chiunque desideri incontrare il Signore?

Qui nessuno deve sentirsi estraneo, ciascuno può essere ascoltato nelle sue sofferenze, accompagnato nella preghiera e affidato all’intercessione della Vergine Santa. Come Lidia aprì la sua casa al Vangelo, Lo Scoglio ha la stessa vocazione di aprire le sue porte a Cristo attraverso i sacramenti, la Parola e la carità fraterna. Per questo possiamo dire che Lo Scoglio è una casa che accoglie, come la casa di Lidia, dove ogni pellegrino può sentirsi atteso, amato e accompagnato nel cammino verso Dio. Per questo guardiamo alla Vergine Santa dello Scoglio come alla “casa di Dio” e, al tempo stesso, come al modello di ogni credente che, sull’esempio di Lidia, apre il cuore e la propria casa all’annuncio del Vangelo. Quante volte anche noi, oggi, ci troviamo in contesti dove la fede è messa alla prova. Ed è proprio in questi luoghi, che dobbiamo ricordare le parole di Gesù: non siamo soli.

In questi luoghi lo Spirito Santo ci rende capaci di testimoniare la fede con coraggio e umiltà, nonostante le difficoltà. Chiediamo, allo Spirito di essere testimoni autentici, di darci la forza di non scandalizzarci della croce, delle prove della vita, delle sofferenze, ma di abbracciare tutto con amore e con una grande fede, quella di non essere soli. È quanto la Vergine Maria qui allo Scoglio vuole ricordare a tutti. Vergine Immacolata, nostra Signora dello Scoglio, prega per noi.” 

 

 

 

 

 

 


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