
di FILIPPO COPPOLETTA
“Non posso promettere che domani un mio calciatore calci la palla nel sette, ma posso promettere che farà di tutto per combattere su ogni pallone. Lo dobbiamo fare per noi, per la città, per la società e per i tifosi”. È il messaggio con cui Michele Mignani si presenta alla Catanzaro calcistica. Parole che vanno oltre la vigilia di una partita e che fotografano il momento dei giallorossi, chiamati a ritrovare identità, fiducia e soprattutto punti. Domani, contro il Padova, al Ceravolo comincerà ufficialmente la sua avventura davanti al pubblico giallorosso.
Il tecnico, arrivato dopo il pareggio conquistato a Benevento, non nasconde le difficoltà della situazione, ma nemmeno l’entusiasmo con cui ha accettato la sfida: “Per me è un grande onore essere qui a Catanzaro. Sono arrivato in una situazione non bella, ma la volontà della proprietà e del direttore sportivo è quella di mettersi sotto a lavorare per invertire la tendenza”. Il riferimento è alla famiglia Noto e a Ciro Polito, che lo hanno voluto alla guida della squadra.
La ricetta è chiara, senza scorciatoie. “La medicina migliore sono i risultati, perché riportano il sorriso nello spogliatoio”. Prima ancora, però, serviranno lavoro, organizzazione, sacrificio. Mignani vuole una squadra capace di correre, di sapersi difendere e di attaccare con maggiore efficacia. Nessuna promessa di rivoluzioni immediate: “In così pochi giorni è difficile modificare abitudini o impostare concetti nuovi”. L’obiettivo per domani è soprattutto caratteriale. “Mi aspetto una reazione, voglio vincere i duelli e combattere su ogni pallone per tutti i 95 minuti”.
Sul piano tattico, il nuovo allenatore non si lega a moduli o soluzioni precostituite. “L’obiettivo è fare più gol dell’avversario e cercare di non prenderne. Il mezzo interessa poco”.
Sul fronte dei singoli, Mignani ha preferito non sbilanciarsi. Cita Alesi e Petriccione parlando delle indicazioni tattiche adottate a Benevento, spiegando come entrambi fossero stati coinvolti, in momenti diversi, nei meccanismi di pressione su Maita. Un riferimento anche a Iemmello, del quale ha sottolineato il peso realizzativo nelle ultime stagioni “Dobbiamo capire quale possa essere la situazione migliore per lui e quali giocatori possano dargli libertà, spazio e possibilità di entrare in area”. Il tecnico ribadisce l’intenzione di coinvolgere l'intera rosa, senza preclusioni, rimandando le valutazioni sui singoli alle prossime settimane di lavoro.
Ma la strada sarà lunga. “Dobbiamo ragionare di partita in partita - ha detto Mignani - cercando di aggrapparci alle squadre che ci precedono”. Domani il primo banco di prova casalingo, contro un Padova che il tecnico genovese considera avversario difficile.
Al Ceravolo servirà una risposta. Non soltanto sul tabellino, ma nell’atteggiamento. Perché il nuovo allenatore ha già indicato la prima condizione dalla quale ripartire: onorare quella maglia, senza risparmiarsi.
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