Migranti, Boldrini: "Dare i domiciliari alla giovane iraniana ora in carcere"

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Laura Boldrini

"Adesso si tratta di capire come tirarla fuori da questa situazione, ritornerà presto a Reggio Calabria proprio perché la perizia psichiatrica  non denota nessun problema,  ha fatto quel gesto per disperazione"

  11 marzo 2024 19:42

 "Spero che adesso prendano in mano questa situazione,  mi ha detto che è riuscita a parlare con il suo avvocato in videochiamata con una traduzione in farsi solo 20 giorni fa, ma è da ottobre in carcere senza che nessuno la interrogasse, e  ha fatto anche una domanda d'asilo": a dirlo è Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo uscendo dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) dove ha incontrato Marjan Jamali, 29 anni, la donna iraniana in carcere perché accusata di essere una scafista e che si oppose a uno stupro.
 

 La presidente Boldrini ha anche raccontato la storia di questa  donna. "Ha una storia pesante di violenze - ha aggiunto - nasce in una famiglia dove il padre non le consente di fare nulla con rapporti di forza e violenza su di lei, per uscire da questo contesto si sposa giovanissima a 19 anni con un uomo altrettanto violento, ci ha fatto vedere le ferite che ha avuto. Certamente per lei la soluzione non è tornare in Iran, è scappata per avere una vita senza violenza, in libertà. Adesso si tratta di capire come tirarla fuori da questa situazione, ritornerà presto a Reggio Calabria proprio perché la perizia psichiatrica  non denota nessun problema,  ha fatto quel gesto per disperazione. So che l'avvocato chiederà i domiciliari e mi auguro che ci riesca perché la ragazza non ha nessuna intenzione di scappare e vuole fare solo chiarezza sulla sua posizione lei non c'entra nulla nè con chi ha guidato l'imbarcazione nè con l'organizzazione. È esterrefatta di come siano potute andare le cose. La sua forza è suo figlio.  Ha detto che sta resistendo a tutto  per lui e di andare avanti perché c'è lui. Oggi è inziato il processo e c'è stata la prima udienza e adesso seguiranno anche le altre tappe. Non è la prima donna iraniana che vedo in carcere con le stesse accuse e le stesse dinamiche". 

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