
Dopo tre anni di procedimenti giudiziari, la Corte d'appello di Catanzaro ha dichiarato illegittima la detenzione imposta alla Humanity 1 nel dicembre 2023. La Corte ha respinto la tesi del governo italiano secondo cui il capitano non avrebbe rispettato le istruzioni della Guardia Costiera libica, stabilendo che tali istruzioni erano illegittime. La Corte ha affermato che un ordine che abbia per effetto il respingimento delle persone in Libia non è mai vincolante, e pertanto una nave che si rifiuta di eseguire tale ordine non può essere sanzionata. Nella sentenza la Corte d’Appello ha dichiarato illegittima la detenzione imposta alla Humanity 1 nel dicembre 2023 e ha stabilito che il salvataggio di 46 persone a rischio di annegamento è stato condotto nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale e del diritto europeo.
"Questa importante sentenza ribadisce chiaramente che la Libia non è un luogo sicuro, quando invece un’operazione di soccorso può concludersi solo in un tale luogo sicuro. Il mancato rispetto di ordini illegittimi impartiti da soggetti marittimi che violano la legge, costringendo le persone in pericolo a tornare in Libia invece di soccorrerle, non è punibile", afferma Cristina Cecchini, avvocata di Sos Humanity, che insieme alla legale Giulia Crescini difende la Ong tedesca. Facendo riferimento alla sentenza 101/2025 della Corte costituzionale italiana, il tribunale di Catanzaro ha affermato che un salvataggio in mare si considera concluso solo quando i sopravvissuti vengono sbarcati in un luogo sicuro, dove la loro vita e i loro diritti fondamentali siano tutelati. Gli ordini che violano tale obbligo non sono vincolanti.
"Questa decisione ha il grande merito - aggiunge l'avvocato Giulia Crescini - di applicare i principi della sentenza della Corte Costituzionale italiana sulle sanzioni alle Ong impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso del maggio 2025. Si tratta di un prezioso precedente per i procedimenti in corso e per eventuali futuri fermi, che dimostra come il diritto internazionale e i diritti umani siano alla base di qualsiasi giurisdizione". La sentenza chiarisce che un tribunale deve valutare se le persone soccorse sarebbero realisticamente sbarcate in un luogo sicuro, in linea con il diritto marittimo.
Il 30 novembre 2023, l’equipaggio della Humanity 1 aveva soccorso 46 persone in pericolo. Successivamente, la nave era stata fermata, in base alla legge Piantedosi: il governo italiano aveva accusato il capitano di non aver rispettato gli ordini delle autorità marittime libiche, e di aver contribuito a creare una situazione di pericolo. SoS Humanity aveva immediatamente presentato ricorso contro la decisione; il Tribunale amministrativo di Crotone aveva tuttavia respinto il ricorso, ritenendo che la Guardia costiera libica stesse effettuando i soccorsi in modo corretto e concordando sul fatto che la Humanity 1 avesse contribuito a creare la situazione di pericolo. Per Janna Sauerteig, responsabile dell’Advocacy di SOS Humanity"Si tratta di un’altra sentenza che conferma il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, per i quali le organizzazioni di ricerca e soccorso si battono nel Mediterraneo centrale. Ancora una volta, una decisione giudiziaria dimostra che i fermi amministrativi previsti dal decreto-legge Piantedosi sono punitivi e illegali".
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