
di FILIPPO COPPOLETTA
La speranza si è spenta oggi a Bari. Anche Ema, la bambina slovena di 10 anni rimasta gravemente ferita nell’esplosione del B&B di Mileto, è morta. Per più di una settimana i medici del Centro grandi ustionati hanno cercato di tenerla in vita, ma le conseguenze delle ustioni riportate quella sera si sono rivelate troppo gravi.
Con la morte della bambina non ci sono più superstiti della famiglia slovena che il 25 agosto si trovava in vacanza nel Vibonese. In pochi giorni sono scomparsi prima il padre, Izidor, poi la madre, Petra, e infine la loro figlia. Una tragedia consumatasi a migliaia di chilometri dalla loro casa e iniziata con una deflagrazione improvvisa, mentre la famiglia si trovava all'interno dell'alloggio del B&B Villa Mary, a Mileto.
L’incidente si era verificato intorno alle 20.30, mentre la famiglia si trovava nell’alloggio per trascorrere una serata di vacanza. Un’esplosione aveva improvvisamente provocato un incendio e i tre erano riusciti a uscire dall’appartamento, raggiungendo la zona della piscina. A prestare i primi soccorsi erano stati anche due carabinieri fuori servizio che si trovavano nella struttura e che avevano utilizzato gli estintori per fronteggiare le fiamme.
Le condizioni dei tre turisti erano apparse subito disperate. Le ustioni riportate avevano reso necessario il trasferimento in diversi centri specializzati: Ema era stata portata a Bari, mentre i genitori erano stati trasferiti rispettivamente a Palermo e Catania. Per il padre non c’era stato nulla da fare già pochi giorni dopo l’esplosione. Il primo settembre era arrivata la notizia della morte di Petra. Oggi anche Ema ha perso la sua battaglia.
Intanto proseguono gli accertamenti per stabilire che cosa abbia provocato l’esplosione. Tra le ipotesi esaminate dagli investigatori c’è quella di un problema legato a una bombola o a una fuga di gas, ma saranno gli approfondimenti tecnici a chiarire l’origine della deflagrazione e le eventuali responsabilità.
La struttura è stata posta sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta aperta della Procura di Vibo Valentia che cercherà di fare luce sull'atroce epilogo di una vacanza trasfromatasi in una tragedia senza superstiti.
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