Mimmo Rotella, l’ultimo saluto di Piero Mascitti al suo maestro

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Piero Mascitti e Mimmo Rotella alla Biennale del 2001

  08 gennaio 2026 07:01

di PIERO MASCITTI

Era il 2006 e Mimmo Rotella era gravemente malato. A dicembre mi chiese di raggiungerlo nella sua casa di via Palestro, a Milano. Abitavamo vicini, una condizione che negli anni ci aveva permesso di frequentarci con naturalezza anche dopo il lavoro.

In quell’occasione Mimmo mi disse con lucidità che sentiva avvicinarsi la fine. Mi invitò ad andare a Cuba, un Paese che aveva amato profondamente e dove aveva vissuto momenti felici. Lo fece anche per me: mi vedeva provato dal dolore per la sua malattia e desiderava che trovassi un momento di sollievo.

Partii con il mio amico fraterno Mimmo Calopresti. Il nostro ultimo incontro, prima del viaggio, fu fatto più di silenzi che di parole. In quei silenzi presi pienamente coscienza che il destino di Mimmo era segnato. Pensai alle tante cose condivise: mostre, libri, viaggi, progetti. Momenti che mi accompagneranno per tutta la vita.

A Cuba il mio cuore era in tormento per l’uomo che per me era stato maestro, amico e, in qualche modo, padre. Tornai a Milano l’8 gennaio, in una giornata carica di pioggia e malinconia. Seppi che Mimmo era ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli e mi precipitai lì.

Arrivai appena in tempo. Mimmo aprì gli occhi, mi strinse le mani e spirò. Un colpo al cuore che porto ancora dentro di me.

Il funerale si svolse nella chiesa di San Francesco di Paola, in via Manzoni a Milano. Successivamente partimmo per Catanzaro. Con Rotella avevamo deciso, quando era ancora in vita, che sarebbe stato sepolto nella sua città natale. Fu celebrata un’ulteriore messa nel Duomo di Catanzaro, alla presenza di pochissime persone. Eppure Rotella era stato uno dei figli più illustri di quella città.

La tomba fu collocata all’ingresso del cimitero grazie alla sensibilità di alcuni amministratori comunali e dell’allora capo ufficio stampa del Comune di Catanzaro.

Dopo la sua morte si trattò di proseguire il lavoro. Le opere di Mimmo Rotella entrarono in alcune delle più importanti istituzioni museali internazionali: dalla Tate Modern al Centre Pompidou, dalla National Gallery di Washington alla Menil Collection di Houston. Ho curato volumi e mostre a lui dedicati, con ampi riconoscimenti anche sulla stampa internazionale, dal New York Times in poi.

Si potrebbe dire che Rotella appartenga al mondo.
Sì, la sua arte appartiene al mondo.

Ma Mimmo Rotella è e rimane un figlio fiero e illustre di Catanzaro.


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