











Venti domande, quindici secondi per rispondere e un sogno chiamato Barcellona: il viaggio-evento della Regione Calabria che mette alla prova i talenti di domani.
21 aprile 2026 13:22di GUGLIELMO SCOPELLITI
Può essere che il segreto per trattenere i giovani in Calabria passi attraverso una pulsantiera wireless e venti domande a risposta multipla. Si è tenuta questa mattina, nella cornice del Teatro Politeama di Catanzaro, una sfida dove l'aria era quella delle grandi occasioni, ma stavolta il sipario non si è alzato per un'opera lirica: sono stati gli studenti del Liceo Scientifico Galilei di Lamezia Terme a prendersi la scena, conquistando il primo posto nella semifinale provinciale del Mirai Job Game. Una vittoria che non significa solo un trofeo in bacheca, ma un biglietto per la finale regionale durante il Mirai Cruise, il viaggio-evento a bordo di una nave Grimaldi Lines con rotta verso Barcellona.
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento Lavoro della Regione Calabria e finanziata dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, mette in soffitta i vecchi convegni polverosi sull'orientamento. Il progetto attraversa le cinque province calabresi — partite lo scorso 9 aprile da Vibo — e si concluderà a Reggio Calabria il 22 aprile per accompagnare i giovani verso il mondo del lavoro, usando un linguaggio dinamico che scavalca le distanze tra istituzioni e cittadini. A Catanzaro la sfida è stata serrata tra 13 scuole del territorio, tutte impegnate a rispondere su temi cruciali come la sicurezza stradale, le soft skills e le professioni emergenti.
“Vogliamo investire sui giovani per investire in quello che sarà un futuro migliore per la nostra Regione” — spiega Maria Grazia Muscatello, responsabile del progetto — “mettendo le basi affinché vengano a conoscenza delle opportunità concrete, come gli ITS o la creazione di nuove imprese, e possano fare una scelta razionale”. L’obiettivo è chiaro: far sì che i ragazzi restino in Calabria. Muscatello parla di un “programma innovativo” che non ha precedenti nella storia tecnica della Regione, mirato a ridurre il distacco emotivo e informativo dei giovani dai percorsi post-diploma.

Ad accendere l'entusiasmo in platea ci ha pensato Lorenzo Baglioni, salito sul palco per mescolare musica e ricordi di carriera, finendo per far cantare a centinaia di studenti il suo tormentone sul congiuntivo. Non sono mancati però i momenti di riflessione istituzionale. Il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, ha scherzato sul suo profilo da “prefetto social”, sottolineando che con i ragazzi bisogna parlare la stessa lingua. “La sicurezza si fa partendo dalle scuole” — avverte De Rosa davanti a un teatro gremito — “e ieri, con il dottor Varone, abbiamo salvato 38 lavoratori che stavano perdendo il posto: il prefetto si occupa anche di questi problemi concreti”.

Limitatamente a quanto osservato, la gara a quiz è stata un test di nervi e velocità. Quindici secondi per scegliere l'opzione corretta tramite l'app “We contest”, con la media aritmetica delle pulsantiere di ogni classe a decretare il punteggio finale. Fortunato Varone, Direttore Generale del Dipartimento Lavoro, parla di un’esperienza formidabile: “Imparano a lavorare insieme, a fare squadra e a capire che il mondo fuori dalla scuola richiede di mettersi in gioco in maniera sana”. Per Varone, i giovani rappresentano la vera speranza della Calabria, tanto che il Dipartimento sta lavorando col Presidente Occhiuto anche sul cosiddetto “reddito di merito”.
La classifica ha visto il Liceo Bruno Chimirri fermarsi al quarto posto, mentre il podio è stato terreno di conquista per il Soveratese: bronzo all’IIS Calabretta e argento all’IIS Guarasci. Ma la blindatura del primo posto è stata un affare del Liceo Galilei di Lamezia, classe 5 A, che con 5187 punti ha staccato tutti, ricevendo il premio direttamente dalle mani del Prefetto Castrese De Rosa.

Mentre i vincitori preparano i bagagli per la Catalogna, l'attenzione si sposta verso la finale nazionale di Civitavecchia prevista a maggio. Il percorso è tracciato, ma vedremo se questo mix di gioco e orientamento basterà a invertire la rotta dell'emigrazione giovanile. La sensazione, uscendo dal Politeama, è che siamo solo al primo capitolo di una narrazione nuova per la Calabria.
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