Mobbing e stalking, Uil Calabria apre un nuovo presidio di ascolto e tutela per le donne

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  17 marzo 2026 15:39

di FRANCESCO IULIANO

Superare il silenzio e l’indifferenza di chi ti sta intorno. È da queste consapevolezze che prende vita la nuova iniziativa della UIL Calabria: aprire uno sportello dedicato, con l’obiettivo di rafforzare il proprio impegno a sostegno delle donne vittime di violenza, mobbing e stalking.

Il nuovo servizio, attivo nella sede di Piazza Matteotti 6, è stato presentato alla città questa mattina nel corso dell’incontro presieduto  dalla segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese al quale hanno partecipato la segretaria confederale Ivana Veronese, il questore di Catanzaro Giuseppe Linares, il prefetto Castrese De Rosa ed  il comandante provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, Giovanni Pellegrino.

Più che un semplice punto informativo - stato detto -, lo sportello si propone come uno spazio di ascolto e accompagnamento, pensato per donne che vivono situazioni di disagio e sopraffazione, sia nel lavoro che nella vita privata. Un luogo in cui trovare non solo accoglienza, ma anche strumenti concreti per affrontare e superare condizioni di violenza, spesso vissute in solitudine.

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“Vogliamo offrire un riferimento reale a chi subisce violenza fisica, psicologica o forme più subdole di pressione”, ha spiegato Mariaelena Senese, sottolineando come il mondo del lavoro, per molte donne, sia ancora segnato da ansia, ricatti e atteggiamenti vessatori. “Il nostro obiettivo è chiaro: far sapere che esistono alternative, che si può uscire da queste situazioni e che nessuna donna è sola”.

Lo sportello nasce dalla collaborazione con Città Solidale e sarà accessibile gratuitamente e in forma riservata. A seguire le utenti sarà un team multidisciplinare composto da psicologi, avvocati e consulenti del lavoro, in grado di offrire un supporto completo: dall’elaborazione delle conseguenze emotive fino alla valutazione di eventuali azioni legali.

Un approccio che punta a costruire percorsi personalizzati, rispettando tempi e fragilità di chi si rivolge al servizio. Perché, come evidenziato durante la presentazione, fenomeni come mobbing e stalking continuano a essere diffusi e, troppo spesso, rimangono sommersi. 

La paura di ritorsioni, il senso di isolamento e la scarsa conoscenza dei propri diritti frenano molte donne dal denunciare.

“Questo sportello - ha ribadito Ivana Veronese - è soprattutto un luogo di ascolto. Non si giudica e non si impongono scelte, ma si costruiscono insieme percorsi per far emergere il problema e trovare soluzioni. Chi vive queste situazioni spesso non sa a chi rivolgersi: noi vogliamo essere una risposta concreta”.

E c’è popi la non indipendenza economica delle donne. Fattore, questo, che contribuisce a rendere più difficile la lotta contro il mobbing e lo stalking. "Sapere cosa vuol dire gestire le proprie risorse - ha aggiunto Veronese -, vuol dire anche autonomia economica. Stiamo lavorando per aiutare le donne a raggiungere l'autonomia economica ed a non essere più vittime di violenza".


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