


di SETTIMIO PAONE
Non più soltanto il mare, le spiagge e uno dei tratti più suggestivi della costa ionica catanzarese. Montauro sta scoprendo, e soprattutto facendo scoprire, un altro volto di sé: quello di un paese capace di trasformare la propria storia, le proprie tradizioni e il proprio patrimonio culturale in un elemento di richiamo per chi sceglie questo territorio durante la stagione estiva. È forse questo uno dei risultati più interessanti della stagione culturale montaurese, che continua a registrare presenze e partecipazione. Un percorso al quale sta contribuendo in maniera significativa l’Associazione La Radice Sociale APS, attraverso una programmazione che negli ultimi anni ha puntato sulla valorizzazione del centro storico, dei suoi luoghi e della memoria collettiva.
Un aspetto caratterizza in maniera particolare questa proposta: gli appuntamenti promossi dall’associazione sono gratuiti e aperti a tutti, nella convinzione che la cultura debba essere accessibile e rappresentare prima di tutto un’occasione di condivisione. Una scelta che consente a residenti, turisti e visitatori di partecipare liberamente alle iniziative e di avvicinarsi alla storia del paese senza alcuna barriera.
Nella giornata di ieri, una nutrita comitiva ha vissuto una passeggiata tra le bellezze di questo borgo dell’entroterra della fascia ionica catanzarese. Un viaggio fatto non soltanto di monumenti e scorci, ma soprattutto di racconti, tradizioni e testimonianze attraverso le quali conoscere l’identità più autentica di Montauro.
Tra i visitatori anche una presenza particolare, quella del principe Lorenzo de’ Medici, esponente della storica famiglia il cui nome è indissolubilmente legato alla storia di Firenze e del Rinascimento italiano. Una presenza che ha aggiunto ulteriore suggestione alla visita e che, soprattutto, testimonia come il racconto dei piccoli borghi possa suscitare interesse anche in ospiti provenienti da realtà ed esperienze molto diverse.
Un’immagine che racconta bene ciò che sta accadendo. Quest’anno il paese non è stato soltanto la naturale appendice di un magnifico litorale, da sempre meta di numerose presenze durante la stagione estiva. Sempre più visitatori hanno scelto di salire verso il centro storico, arrivando anche da diverse parti d’Italia, incuriositi da una programmazione culturale capace di offrire occasioni di incontro e scoperta.
La Radice Sociale APS ha investito con continuità su questa idea: utilizzare la cultura come uno degli strumenti attraverso i quali valorizzare il territorio. Concerti, passeggiate culturali e altri momenti di approfondimento, tutti proposti gratuitamente al pubblico, diventano così non semplici eventi isolati, ma occasioni per far conoscere Montauro oltre la sua tradizionale vocazione balneare.
Quando aumentano le persone che percorrono le strade del borgo, partecipano agli appuntamenti, si fermano nelle piazze e scoprono le attività presenti sul territorio, la cultura può contribuire anche a generare un indotto. È questa una delle sfide più interessanti per i piccoli centri: comprendere che investire nella propria identità non significa soltanto custodire il passato, ma può rappresentare anche una concreta opportunità di sviluppo.
Montauro sembra muoversi in questa direzione. La forza attrattiva del suo mare continua a rappresentare una risorsa fondamentale, ma ad essa si affianca sempre più un centro storico che vuole essere vissuto, raccontato e conosciuto.
In questo quadro assume ancora maggiore valore la scelta di mantenere gratuita la partecipazione agli appuntamenti culturali, permettendo a chiunque di entrare in contatto con il patrimonio storico e umano del paese. La cultura diventa così non soltanto strumento di promozione turistica, ma anche spazio pubblico di incontro e condivisione.
La stagione non è ancora conclusa, ma un elemento appare già evidente: quando un territorio riesce a raccontarsi attraverso iniziative curate e accessibili, la cultura può smettere di essere semplicemente un appuntamento in calendario e diventare una ragione in più per arrivare, fermarsi e, magari, ritornare. Ed è probabilmente questa la prospettiva più interessante per Montauro: affiancare alla sua consolidata vocazione balneare un turismo culturale capace di valorizzare il borgo e trasformare la memoria e l’identità del paese in una risorsa per il futuro.
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