
di SETTIMIO PAONE
Montauro ha vissuto una serata di intensa partecipazione e profonda suggestione nella splendida cornice della Chiesa di San Pantaleone, dove si è tenuto il concerto “Vox Terrae – Vox Caeli”, promosso congiuntamente dall’La Radice Sociale APS e dall’Vocal Tactus. Un evento che non è stato soltanto musica, ma testimonianza concreta di una collaborazione che negli anni ha saputo costruire un ponte culturale tra la provincia di Catanzaro e quella di Vibo Valentia, unite dalla comune volontà di investire nella formazione musicale e nella crescita delle giovani generazioni.
Le due associazioni condividono infatti un percorso fatto di corsi, laboratori e momenti di incontro che coinvolgono allievi di ogni età, rafforzato dalla sinergia tra i maestri e da una visione comune che supera i confini amministrativi per diventare rete culturale. La serata di Montauro ha rappresentato la sintesi di questo cammino, dimostrando come la musica possa essere strumento di unione tra territori e comunità diverse ma profondamente affini.
Il titolo del concerto racchiudeva il senso più autentico dell’iniziativa: “Vox Terrae – Vox Caeli”, un dialogo ideale tra la voce della terra e quella del cielo, tra dimensione umana e spirituale. Un percorso sonoro che ha accompagnato il pubblico dalle tenebre alla luce, dall’invocazione al canto pieno, trasformando l’ascolto in esperienza interiore. L’acustica e la sacralità della Chiesa di San Pantaleone hanno esaltato questo itinerario, confermando il ruolo del tempio come luogo privilegiato di incontro, cultura e condivisione.
A dare corpo e anima al racconto musicale sono state le voci dell’ensemble: i soprani Emanuela Meligrana e Federica Lacquaniti; i contralti Aurora Scidà, Daniela D’Agostino e Veronica Pugliese; i tenori Vincenzo Costantini e Giuseppe Barbuto; i bassi Cosimo Renda, Mattia Romano e Michele Nardo. A dirigere il concerto il maestro Nicola Iannello, che con sensibilità e visione ha guidato l’ensemble in un percorso non solo artistico ma profondamente esistenziale.
Sentito il ringraziamento rivolto a Don Brunello Gallace Valente per l’accoglienza e per aver messo a disposizione della comunità un luogo così significativo. Un plauso è stato inoltre espresso nei confronti della Regione Calabria – Piano Azione Coesione PAC 2014/2020 – Azione 6.8.3 – e di tutti gli enti partner che sostengono le attività culturali e musicali, segno concreto di come la cultura, quando è condivisa e ben progettata, possa diventare motore di sviluppo e coesione sociale.
Montauro ha risposto con calore e partecipazione, confermando ancora una volta che la musica non è soltanto arte, ma identità, radice e futuro. Per una sera Catanzaro e Vibo Valentia hanno cantato all’unisono, nel segno di una voce che, attraversando la terra, sa elevarsi verso il cielo.
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