Montepaone, la biodinamica come cultura della terra e del cibo sano

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  30 aprile 2026 11:52

 Una serata partecipata, intensa, capace di trasformare il racconto di un’azienda agricola in una riflessione più ampia sul rapporto tra cibo, salute, ambiente e territorio. Si è svolto nella sede Naturium di Montepaone l’incontro dedicato alla fattoria Cascine Orsine, esempio storico di agricoltura biodinamica legato alla figura di Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fai e protagonista di una visione pionieristica della tutela ambientale in Italia.

L’iniziativa, promossa da Naturium e condotta da Roberta Ussia e Giovanni Sgrò, ha messo al centro non solo i prodotti dell’azienda, ma soprattutto il valore culturale di un’esperienza agricola nata da una scelta radicale: coltivare rispettando la terra, la fertilità del suolo, la qualità degli alimenti e l’equilibrio tra uomo e natura.

A portare i saluti istituzionali è stato il sindaco di Montepaone, Mario Migliarese, che ha sottolineato con orgoglio il valore della presenza di Naturium sul territorio. Il primo cittadino ha richiamato anche un’esperienza vissuta in ambito turistico, ricordando come, in contesti fieristici internazionali, realtà come Naturium siano percepite come un vero valore aggiunto. Un elemento che, secondo Migliarese, andrebbe valorizzato anche nella comunicazione turistica: la possibilità di trovare prodotti biologici, biodinamici, vegani o adatti a persone con intolleranze può incidere concretamente sulla scelta di una destinazione.

Il tema, in Calabria, assume un significato particolare. Troppo spesso la regione viene percepita come carente sul piano dei servizi specializzati o dell’offerta alimentare di qualità legata al biologico. L’esperienza di Montepaone dimostra invece che anche in Calabria esistono presìdi culturali e commerciali capaci di intercettare una domanda sempre più consapevole, fatta di attenzione alla salute, all’origine dei prodotti e alla sostenibilità.

Particolarmente apprezzato l’intervento di Carmine Lupia, etnobotanico, che ha offerto una testimonianza diretta e ricca di riferimenti personali. Lupia ha raccontato di aver conosciuto il modello di Cascine Orsine già negli anni della sua formazione agraria, quando l’azienda veniva indicata come esempio virtuoso anche in ambito universitario. Il suo intervento ha restituito al pubblico il profilo umano e culturale di Giulia Maria Crespi: una donna determinata, generosa, animata dal desiderio di indicare una strada diversa rispetto all’agricoltura convenzionale.

Lupia ha ricordato la forza del pensiero di Crespi, capace di unire la tutela del patrimonio storico e paesaggistico con una visione agricola fondata sulla biodinamica. Non solo conservare dimore, luoghi e paesaggi, dunque, ma restituire loro una funzione viva, produttiva, sostenibile. In questo senso, la biodinamica è stata presentata non come una semplice tecnica agricola, ma come una visione complessiva dell’azienda agricola: un organismo in cui suolo, piante, animali, stagioni e lavoro umano sono parti di un unico equilibrio.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle certificazioni Demeter, marchio internazionale che identifica le produzioni biodinamiche. Un tema centrale, perché consente di distinguere un prodotto non solo per la sua provenienza, ma per il metodo con cui viene ottenuto. La certificazione Demeter, infatti, richiama standard più specifici rispetto al biologico ordinario e rappresenta, per il consumatore, un segnale di tracciabilità, controllo e coerenza produttiva.

A seguire, Marisa Gigliotti, referente delle Comunità Slow Food in Calabria, ha inserito il tema della biodinamica in una cornice più ampia: quella del cibo buono, pulito e giusto, del recupero dei semi antichi, della valorizzazione delle comunità locali e di uno stile alimentare “lento”, nato anche come risposta culturale alla diffusione del fast food. Il suo intervento ha richiamato la necessità di recuperare tempi, sapori e saperi che la produzione standardizzata rischia di cancellare.

Sul piano nutrizionale è intervenuto Francesco Lembo, che ha posto l’attenzione sul rapporto tra alimentazione biologica, microbiota e benessere dell’organismo. Lembo ha spiegato come un cibo più integro, meno trasformato e più vicino alla sua natura originaria possa essere riconosciuto e assimilato meglio dal corpo. Ampio spazio è stato dedicato anche alle domande del pubblico, in particolare di alcune mamme interessate a comprendere come impostare un’alimentazione più corretta per i figli. Tra i temi affrontati, anche quello della prima colazione: non un gesto frettoloso o ridotto a semplici abitudini, ma un momento nutrizionale importante per evitare squilibri e picchi glicemici durante la giornata.

Alla serata ha partecipato anche Gloria Samà, capo delegazione Fai Catanzaro, che ha accolto con entusiasmo la scelta di dedicare l’iniziativa alla memoria di Giulia Maria Crespi. Per il mondo Fai, Crespi resta una figura fondativa e un riferimento culturale imprescindibile. L’incontro di Montepaone ha avuto così anche il merito di riportare alla luce un aspetto forse meno conosciuto della sua biografia: non soltanto la difesa del patrimonio artistico e paesaggistico, ma anche l’impegno concreto per una nuova cultura agricola.

La partecipazione del pubblico è stata attenta e vivace. Tra i presenti anche operatori agricoli interessati al metodo biodinamico, a conferma di una curiosità crescente verso modelli produttivi alternativi. Il confronto ha toccato pure il tema della redditività: il biologico e il biodinamico richiedono mercati capaci di riconoscerne il valore aggiunto, spesso più facilmente intercettabili in circuiti specializzati o internazionali. È stato richiamato, in questo senso, anche l’esempio dell’olio Demeter prodotto dall’azienda agricola San Francesco di Rizziconi, apprezzato in contesti esteri dove la qualità certificata viene maggiormente valorizzata.

La serata ha generato anche nuove occasioni di incontro. La presenza della professoressa Rizzuto dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e il dialogo con Carmine Lupia hanno aperto spunti di collaborazione in ambito universitario e formativo, confermando la vocazione di Naturium non solo come luogo commerciale, ma come spazio educativo, culturale e relazionale.

A chiudere l’iniziativa sono state le degustazioni curate dallo chef Gianpiero Menniti, che ha accompagnato il pubblico in un percorso di assaggi con prodotti legati a Cascine Orsine. Ricotta, primo sale, crescenza e altri formaggi hanno introdotto il momento conviviale conclusivo, culminato in un risotto preparato dal vivo e arricchito con formaggi biodinamici e olio Demeter. Un finale molto apprezzato, che ha dato concretezza al messaggio della serata: la qualità non si racconta soltanto, si riconosce nel gusto, nella materia prima e nella cura con cui arriva a tavola. 

 


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