
È in corso a Cipro l’Ufficio Politico della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM), che riunisce oltre 150 regioni europee, con l’obiettivo di promuovere la tutela degli interessi delle regioni marittime d’Europa.
La Regione Calabria, oggi rappresentata dall’Assessore Antonio Montuoro, è all’interno di questa rete di cooperazione: un forum politico di grande importanza che dialoga principalmente con le istituzioni europee per garantire che le politiche dell’UE rispondano alle esigenze dei territori.
Diversi i temi in discussione oggi: su tutti, il futuro programma europeo dei trasporti, e la definizione di strategie europee per isole e comunità costiere. Le comunità costiere, tra cui quella calabrese, rappresentano infatti la spina dorsale dell’economia marittima europea — nodi chiave per porti, pesca, energia offshore, turismo e protezione ambientale — ma sono anche sempre più vulnerabili e soggette a fenomeni di erosione, inondazioni e perdita di biodiversità.
Gli eventi estremi, come le alluvioni che hanno colpito la regione Calabria, ci ricordano che parlare di tutela delle coste è più che mai necessario.
È indispensabile rafforzare la pianificazione costiera integrata, la prevenzione dei rischi e gli investimenti nella resilienza ambientale, promuovendo un impegno congiunto tra istituzioni europee, nazionali e regionali per proteggere le comunità, le economie locali e il patrimonio naturale. Le regioni non sono spettatori passivi, ma dialogano e lavorano insieme per creare strategie comuni e per far sentire forte la propria voce in Europa.
“Non siamo più di fronte a emergenze occasionali, ma dentro una nuova normalità climatica che ha già causato danni per oltre un miliardo di euro in Calabria, Sicilia e Sardegna”, ha dichiarato l’Assessore Montuoro nel corso della sessione dedicata alle priorità d’azione della CRPM. “Continuare a intervenire solo dopo i disastri significa accettare che si ripetano. Per questo la prevenzione deve diventare una priorità politica permanente e trasversale. Non è solo una questione ambientale, ma di giustizia sociale, perché colpisce le famiglie con meno risorse, i piccoli imprenditori e l’agricoltura.
In questo contesto, la Regione Calabria propone l’istituzione di un grande piano europeo pluriennale per la messa in sicurezza delle regioni costiere, basato su investimenti strutturali e non su fondi d’emergenza, coniugando infrastrutture e natura attraverso il ripristino degli ecosistemi. È indispensabile definire linee guida europee che semplifichino le procedure amministrative, evitando che le opere restino bloccate per anni. Per dare forza a queste istanze, chiediamo ufficialmente di predisporre, per il prossimo Political Bureau, una dichiarazione ufficiale della CRPM che funga da guida per le azioni di lobby presso le istituzioni europee”.
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