Mormile: "Provincia, istituzioni e territorio: il rispetto passa dalla collaborazione"

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  20 agosto 2026 13:58

di AMEDEO MORMILE* 

  
Sono il primo sostenitore del superamento della famigerata riforma Delrio, quella che da anni condanna le Province a essere enti intermedi, con meno funzioni ma ancora tante responsabilità, con molto meno personale e, soprattutto, con molte meno risorse a disposizione per garantire servizi essenziali ai cittadini.
 
Sono anche il primo a ritenere necessario il ripristino dell’elezione diretta dei rappresentanti di area vasta, restituendo piena centralità al voto dei cittadini e non confinando il momento elettorale ai soli amministratori.
È una posizione, di chi crede nell’importanza delle Province, che ho sempre sostenuto e che continuo a sostenere con convinzione.
 
Proprio per questo, però, trovo fuori luogo e francamente populiste le dichiarazioni di chi critica la legittima scelta del Governo di intervenire su una delle tante disfunzioni prodotte dalla legge Delrio: quella per cui il Consiglio provinciale ha una scadenza diversa e una durata dimezzata da quella del presidente. Un vero e proprio cortocircuito istituzionale, che può determinare nel corso dello stesso mandato ripercussioni sul buon andamento dell’ente intermedio.
 
Da sindaco di una piccola comunità, prima ancora che da presidente della Provincia, conosco bene quanto sia importante poter contare su continuità e stabilità nell’azione amministrativa. E credo che gli effetti di una simile situazione non dovrebbero sfuggire a chi amministra comunità più grandi della mia. D’altro canto, resto fermamente convinto che la responsabilità che assumiamo verso le nostre Comunità, ancorché Capoluogo di Regione, ci ancora così fortemente ai nostri doveri amministrativi da lasciare ben poco spazio ad inutili e scortesi disquisizioni.  
 
Questo, naturalmente, non significa rinunciare alla battaglia per una riforma organica delle Province e degli Enti Locali, che andrebbe condotta in altre sedi e con ben altri argomenti.
Al contrario: significa privilegiare nel quotidiano l’azione amministrativa di competenza, esercitarla nel miglior modo possibile, avendo la serietà di distinguere le questioni e di affrontarle senza trasformare ogni passaggio istituzionale in una contrapposizione politica. So bene che le situazioni di criticità sono molte ma le Province, pur fra mille difficoltà con poco personale ed ancor minori risorse, continuano ancora oggi a garantire servizi fondamentali per i cittadini, in particolare nel campo dell’edilizia scolastica e della rete viaria che rientrano nelle loro competenze.
 
Come presidente della Provincia di Catanzaro ho scelto in questi anni di concentrare le nostre energie sulle difficoltà finanziarie accumulate negli anni che avevano colpito, finanche, la capacità di garantire la normale erogazione degli stipendi, ed i risultati positivi dell’ultimo rendiconto sono oggi sotto gli occhi di tutti. Ci siamo concentrati sulle piccole comunità e sui borghi dell’entroterra, perché una Grande Provincia, quale vogliamo essere, non può prescindere dalle sue municipalità ed essere considerata nella sua interezza. Non tutto è stato risolto, non tutto è ancora come vorremmo, ma lo sforzo compiuto dal Consiglio provinciale e dagli uffici è stato e continua a essere rimarchevole: abbiamo avuto ponti crollati che sono stati rimessi in piedi; strade che non esistevano sono diventate realtà, e molte altre sono state interessate da importanti finanziamenti e interventi; incompiute abbandonate da decenni che sono state finalmente completate; importanti strutture scolastiche oramai dimenticate sono state o stanno per essere inaugurate; costante presenza in tutte le numerose emergenze metereologiche affrontate; costante vigilanza ambientale e paesaggistica.
È un lavoro che abbiamo scelto di svolgere senza clamore, con la concretezza e il silenzio che spesso accompagnano il lavoro quotidiano delle istituzioni.
 
Per questo non credo che la Provincia possa essere definita un “intoppo” o un “inciampo”. E ritengo che lo sia ancora meno quando a farlo è il Comune capoluogo di Regione, che dovrebbe vedere nella Provincia un interlocutore istituzionale e non un ostacolo. Anche la storia recente di Catanzaro dimostra esattamente il contrario. Senza la cooperazione della Provincia, per esempio, non sarebbe stato possibile scrivere pagine importanti come ad esempio la partenza del Giro d’Italia dal Parco della Biodiversità Mediterranea e il capodanno Rai. Allo stesso modo, il nostro Ente gestisce importanti strutture culturali, sportive e naturalistiche proprio nel Capoluogo, garantendone la fruibilità ai cittadini e associazioni con grande efficacia ed attenzione.  Questa si chiama collaborazione istituzionale. Ed è una collaborazione che non nasce da convenienze politiche, ma dal rispetto dei cittadini e dei territori che ciascun ente è chiamato a rappresentare.
 
La Provincia di Catanzaro rappresenta molte comunità, molti sindaci, molti amministratori e migliaia di cittadini; per questo merita rispetto, così come merita rispetto il lavoro quotidiano di chi, tra mille difficoltà, continua a garantire servizi e a costruire risposte. Possiamo certamente discutere di come cambiare le Province, di come restituire loro piena dignità istituzionale, di come garantire risorse adeguate e di come riportare il voto direttamente ai cittadini. Su questo terreno, sono pronto a confrontarmi con chiunque.
 
Ma proprio perché credo nelle istituzioni, credo anche che il confronto debba sempre essere accompagnato dalla consapevolezza che nessun territorio cresce se le sue istituzioni, invece di collaborare, si considerano reciprocamente un ostacolo. La Provincia continuerà a fare la propria parte, con serietà, senza polemiche e, soprattutto, senza dimenticare che al centro del nostro lavoro non ci sono gli enti, ma le comunità che siamo chiamati a servire.

*presidente dell'Amministrazione provinciale di Catanzaro