Morte feto all'ospedale di Vibo Valentia, Siclari: "Necessario rivedere il Decreto Calabria"

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Marco Siclari
  11 ottobre 2019 15:30

"Quanto accaduto nell'ospedale di Vibo Valentia mi costringe ad intervenire nuovamente per richiamare l'attenzione del Ministro della Salute sulla necessità di rivedere il Decreto Calabria per superare l'emergenza sanitaria nella regione". Lo afferma il senatore di Forza Italia Marco Siclari, che dopo aver incontrato il ministro Speranza ha annunciato la presentazione di una interrogazione sul caso della morte di un feto successiva al rinvio del parto per assenza di anestesisti.

"Un padre disperato, un bimbo mai nato e la sofferenza atroce di una madre. Questo - afferma il parlamentare - non può passare inosservato. Non è la prima volta che accade in Calabria e non sarà l'ultimo caso se non s'interviene in maniera sera. Inviare gli ispettori a fare luce è sicuramente un atto dovuto ma non basta. Il problema è il sistema sanitario che non funziona perché non ha le dovute risorse per coprire le carenze delle strutture ospedaliere. I medici e tutto il personale sanitario devono essere messi in condizione di poter lavorare in serenità con la strumentazione adeguata e dare assistenza adeguata ai calabresi. Ho già chiesto, personalmente ed attraverso un documento presentato al Ministro Speranza, di rivedere il Decreto Calabria perché senza risorse non si può migliorare la qualità dell'assistenza. Questo decreto, così come è stato approvato, mette in difficoltà i medici, gli ospedali e, soprattutto, i cittadini calabresi. Un sistema già provato da anni di mala gestione è stato ridotto al collasso da questo decreto privo di contenuti, di sostanza e di risorse economiche. Per questo, come ho già detto durante l'incontro con il Ministro, ritengo opportuno che venga rivisto il Decreto Calabria e venga destinato un fondo di emergenza per le assunzioni necessarie ad evitare altre disgrazie e per sopperire a tutte le carenze anche strumentali e strutturali".

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"Noi calabresi - conclude Siclari - non dobbiamo più rassegnarci al peggio. Dobbiamo lottare per i nostri diritti, soltanto in questo modo la Calabria potrà subire quel processo di civilizzazione necessario a non essere più l'ultima regione di Europa".

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