Multe con autovelox non omologato a Cropani, la Prefettura annulla i verbali: il Codacons chiede chiarezza

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images Multe con autovelox non omologato a Cropani, la Prefettura annulla i verbali: il Codacons chiede chiarezza


  15 gennaio 2026 13:24

Multe annullate e strumenti ‘non omologati né approvati’: Cropani deve fermarsi. Codacons chiede lo stop immediato e tutti i conti

C’è un passaggio, nelle ordinanze della Prefettura di Catanzaro, che pesa come un macigno: contestazioni elevate con “utilizzo di strumenti elettronici, nel caso di specie non omologati né approvati ai sensi dell’art. 45, comma 6 del Codice della Strada;”. E su questa presupposto la Prefettura ha disposto l’annullamento dei verbali, con annullamento delle eventuali sanzioni collegate. Parliamo delle multe elevate a mezzo strumenti elettronici nel Comune di Cropani. È da qui che parte l’iniziativa del Codacons, che ha depositato un’istanza di accesso civico indirizzata al Comune di Cropani (e trasmessa per le opportune valutazioni alla Prefettura di Catanzaro) per ottenere tutto ciò che serve per capire come si è arrivati fin qui: atti di affidamento, contratti, allegati tecnici, collaudi, manutenzioni, verifiche, certificazioni di conformità, fatture e pagamenti.

«Vogliamo comprendere – spiega Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale Codacons – quanto costa, al cittadino, l’uso di uno strumento che il Prefetto ritiene illegittimo. Occorre fare chiarezza. Perché se il Prefetto annulla verbali elevati con strumenti che non risultano omologati o approvati, allora la questione non riguarda più un singolo verbale: riguarda il sistema. E riguarda soprattutto l’uso dei soldi pubblici».

Perché quei dispositivi, se sono acquistati o noleggiati, hanno un prezzo. Canoni, licenze software, assistenza tecnica, manutenzioni, eventuali servizi esterni di back office e postalizzazione: voci che incidono sui bilanci pubblici e che, alla fine, pagano i cittadini. Se emergesse che il Comune ha pagato – e magari continua a pagare – strumenti che la Prefettura ritiene non a norma, il rischio diverrebbe concreto: denaro pubblico speso per far funzionare un meccanismo che produce accertamenti illegali destinati a cadere. Ed è proprio qui che prende corpo un’ipotesi di possibile danno erariale: non un concetto astratto, ma la possibilità che risorse pubbliche siano state impiegate per un servizio che non regge sul piano della legittimità.

«Non si può pretendere il rispetto delle regole – aggiunge Di Lieto – se chi lo invoca è il primo a non rispettarle». E non finisce qui. Perché quando un verbale viene annullato, l’amministrazione non “torna a zero”. Restano i costi di gestione (atti, notifiche, personale, piattaforme), e spesso arriva il conto del contenzioso: ricorsi, istruttorie, rimborsi, ore di lavoro sottratte ad altro. Tradotto: si paga due volte. Si paga per lo strumento e poi si paga per gestire le conseguenze di accertamenti che non stanno in piedi.

In questo quadro, per il Codacons una cosa è evidente: Cropani deve fermarsi. «Non si può continuare a elevare verbali con dispositivi che, alla luce di quanto scritto dalla Prefettura, risultano non conformi – dice l’associazione –. Lo stop deve essere immediato, fino a quando non sarà dimostrata con documenti ufficiali la piena regolarità della strumentazione e delle procedure».

Il Codacons auspica anche un intervento immediato della Prefettura: non solo decidere sui singoli ricorsi, ma chiedere conto alle amministrazioni e imporre una linea netta, sollecitando la sospensione dell’utilizzo di strumenti non a norma per evitare nuovi annullamenti e nuovi costi a carico della collettività.

«Dopo la decisione del Prefetto – sottolinea il Codacons – non è più accettabile andare avanti per inerzia. Vogliamo vedere i documenti: chi ha deciso, cosa è stato comprato o noleggiato, quali certificazioni esistono, che garanzie sono state prestate al Comune, quali verifiche sono state fatte e soprattutto quanto è stato pagato e quanto si paga ancora».

L’istanza chiede anche dati aggregati (senza informazioni personali) sul numero di verbali generati con quei sistemi e su eventuali annullamenti e rimborsi, proprio per misurare l’impatto complessivo e capire se quello che oggi appare come un caso singolo sia invece la punta di un problema più ampio.

Il Codacons attende ora una risposta completa, con atti e numeri, non con formule generiche. E avverte che, se dai documenti dovesse emergere una spesa sostenuta (o ancora in corso) per strumenti che la Prefettura ritiene non conformi, valuterà la presentazione di un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti: perché quando denaro pubblico viene impiegato per un’attività che rischia di produrre annullamenti, contenzioso e rimborsi, il confine tra inefficienza e danno erariale smette di essere teorico.

Lo faremo - conclude Di Lieto - finché la Corte dei Conti esiste e può fare il suo lavoro.


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