
Si è spento a Milano, all’età di 79 anni, Giuseppe Commisso, noto come “u Mastru”, ritenuto dagli inquirenti uno dei principali riferimenti della ’ndrangheta. Originario di Siderno, era considerato ai vertici della cosiddetta “Provincia”, l’organismo che coordina le attività della criminalità organizzata calabrese, e punto di riferimento anche per la struttura mafiosa attiva nella sua città natale.
Commisso si trovava detenuto in regime di carcere duro (41 bis) quando è sopraggiunta la morte. Le circostanze del decesso restano da chiarire: secondo alcune ricostruzioni sarebbe avvenuto all’interno del carcere, mentre altre fonti indicano un trasferimento urgente in una clinica milanese, dove ogni tentativo di salvarlo si sarebbe rivelato inutile.
La famiglia del detenuto, che da tempo chiedeva il trasferimento in una struttura sanitaria adeguata, ha presentato un esposto alla Procura di Milano per fare luce su eventuali responsabilità legate all’assistenza medica ricevuta.
Nel frattempo, gli accertamenti disposti dalle autorità potrebbero ritardare il rientro della salma a Siderno, dove Commisso era conosciuto anche per il suo passato di sarto, da cui derivava il soprannome.
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